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Carne

Nella ricerca di una esposizione senza demonizzazioni né false rassicurazioni, ho scoperto che ci sono moltissime idee al riguardo, dovute a fattori emotivi (crudeltà nel causare la morte di un altro essere vivente) e religiosi.

Qui riporterò solo dati scientifici reperibili, quindi non prendo in considerazione le argomentazioni di cui sopra.

 

Dioni

Relazione tra carne rossa, insaccati e cancro al colon-retto

Il “più grande studio mai condotto sull’argomento” si chiama Continuous Update Project, CUP, parte di un progetto piu’ ampio realizzato dal World Cancer Research Fund (WCRF), suggerisce di ridurre drasticamente la carne rossa che mangiamo (vitello, agnello e maiale), e di evitare quella trattata, cioè salumi tipo prosciutti, salami, culatelli e pancette. Esistono infatti prove evidenti che entrambi questi tipi di carne aumentano il rischio di cancro all’intestino: maggiore è l'assunzione maggiore è il rischio.

Fonte: http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/21674008 il sito della Libreria Nazionale di Medicina degli Stati Uniti che contine il resoconto della ricerca del Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro. Citando direttamente è scritto: "Un alto consumo di carni rosse e lavorate è associato ad un significativo aumento del rischio di cancro al colon-retto, colon e retto. L'evidenza complessiva degli studi prospettici sostiene di limitare il consumo di carni rosse e lavorate come una delle raccomandazioni dietetiche per la prevenzione del cancro colorettale."

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Problemi_di_salute Il WCRF raccomanda di limitare l'assunzione di carne rossa a meno di 500 g di peso cotto (circa 700-750 g di peso crudo) a settimana, ponendo come obiettivo per la salute pubblica un consumo medio di 300 g a settimana, e di evitare in modo assoluto carni processate, come pancetta, prosciutto, salame, salsicce, carne in scatola, ecc

Fonte: http://jnci.oxfordjournals.org/content/97/12/906.full E' il sito del Journal of the National Cancer Institute, è una rivista media stampata dall'Università di Oxford che si occupa degli studi sul cancro. Citando direttamente: "Le conoscenze attuali suggeriscono che l'alta assunzione di carne rossa è associata ad aumentato rischio di cancro del colon-retto. All'alta assunzione di pesce può essere associata una riduzione del rischio, ma le prove esistenti su quest'ultima affermazione sono meno convincenti."

 

Dioni

La carne rossa aumenta del 20% il rischio di morte

L'elisir di lunga vita? Probabilmente è una dieta senza carne rossa, il cui consumo aumenta sensibilmente il rischio complessivo di morire di ben 20 punti percentuali. Sulla scia di numerosi studi che hanno sostenuto la pericolosità di una dieta ricca di proteine rosse, una nuova ricerca di An Pan della Harvard School of Public Health di Boston, pubblicata sulla rivistaArchives of Internal Medicine, è riuscita a determinare il rischio di morte complessivo, e non solo di cancro e malattie cardiovascolari. Continua a leggere

 

 

Sicurezza della carne che mangiamo

Il problema della sicurezza della carne riguarda soprattutto le sostanze che vengono somministrate agli animali, che possono essere presenti come residui nelle carni che acquistiamo.
Le sostanze, lecite e illecite, impiegate nell'allevamento sono - antibiotici, anabolizzanti, cortisone: e beta-agonisti o beta-stimolanti.

La ricerca dell'università di Torino ha analizzato gli effetti secondari degli anabolizzanti sugli organi genitali dei capi di allevamento, rilevando nel 30% dei casi alterazioni la cui causa è da imputare con probabilità molto elevata all'uso di anabolizzanti; e nel 70% dei casi alterazioni al timo dovute probabilmente all'uso di cortisone. Continua a leggere

 

 

OVERDOSE DI ANTIBIOTICI NELL'ALLEVAMENTO INDUSTRIALE

Animali ingozzati con gli antibiotici per accelerarne la loro crescita, e spuntano batteri resistenti che finiscono nei nostri piatti. Provocano infezioni talvolta mortali che rappresentano un alto costo per il sistema sanitario. Ma il sovraconsumo di antibiotici rappresenta un guadagno di produttività per l’industria agroalimentare che, negli Stati Uniti, si rallegra della recente decisione dell’Agenzia dell’alimentazione di autorizzare il loro massiccio utilizzo nell’allevamento. Continua a leggere

 

 

Il Pollo commerciale è il COBB 500 fatto in laboratorio

Che cos’è oggi il pollo da carne? Stiamo parlando di broiler.
Tutti i polli che compriamo e mangiamo, in tutto il mondo, sono oramai solo di un paio di razze ibride (denominate COBB 500, i cui brevetti sono in mano alla The Cobb Breeding Company LTD), nate nei segreti laboratori di genetica applicata, selezionate esclusivamente per l’ingrassaggio. Il risultato di queste selezioni è una vera macchina biologica ad elevatissimo “indice di conversione”: un broiler mangia un chilo e mezzo di mangime e ne “produce” uno di carne. Lo fanno vivere solo 35 giorni (non ha neanche il tempo per diventare pazzo). Questi polli denominati “galletti” quando arrivano a “maturazione” pesano vivi in media sui 2,3 chili e preparati a busto circa 1,2. Per avere queste rese così elevate e cicli biologici così accelerati servono allevamenti e mangimi adatti. Continua a leggere

Pink Slime: lo scandalo della "melma rosa" che sta minando il consumo di carne negli USA

Porta il nome di Pink slime, “melma rosa” in italiano, il nuovo scandalo alimentare made in Usa. Il Paese a stelle e strisce, uno tra i principali consumatori di carne bovina al mondo, da alcune settimane è in subbuglio a causa di questa poltiglia rosa a bassissimo costo, diffuso additivo usato per aumentare il volume della carne macinata di hamburger, wurstel, kebab, cotolette, salsicce, ripieni di tortellini e di ravioli, chicken nuggets, salami, tutti fatti con gli scarti della carne derivata da altri processi produttivi.

Il caso scoppia all’inizio del mese di Marzo, quando l’emittente televisiva ABC News ha raccontato ai consumatori americani che il 70% della carne macinata venduta negli States contiene Pink slime a loro insaputa, visto che le leggi permettono di scrivere “100% carne bovina” sulle confezioni anche quando il prodotto è costituito per il 15% da questa poltiglia fatta anche di cartilagini, tendini e altri tessuti connettivi, triturati molto finemente, separati dal grasso in presse ad alta pressione, fino a 200 atmosfere, irrorati poi con ammoniaca per evitare il problema dei batteri, “conditi con degli aromi artificiali” e, infine, congelati. Continua a leggere