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Costruirsi una casa di paglia

Autocostruire una casa di paglia è più sicuro e conveniente di quello che possa sembrare.

Oltre al notevole vantaggio di potersela costruire da soli in breve tempo con un pò di supporto tecnico, i benefici sono molti:  le balle di paglia sono un materiale molto economico, altamente isolante sia dai rumori (isolamento acustico) sia dal freddo e dal caldo (isolamento termico), resistente alle vibrazioni sismiche, ecocompatibile, ecosostenibile e “traspirante”. Essendo la balla di paglia composta dai culmi delle piante di frumento compresse e impacchettate dalla macchina imballatrice, al suo interno l’ossigeno presente è pochissimo, questo unito alla finitura superficiale garantisce una elevata resistenza al fuoco (NDR: protezione di classe A al fuoco, quella richiesta dalle normative vigenti per le abitazioni) che non riesce a bruciare in assenza di ossigeno.


Se volete approfondire l'argomento la persona giusta dalla quale incominciare è Barbara Jones:  è la maggiore esperta di costruzioni in balle di paglia del Regno Unito.  A lei si deve l’adattamento della tecnica, già ampliamente utilizzata in Nord America, alle condizioni climatiche europee.  Molto successo ha riscosso il suo libro "Costruire con le Case di Paglia"


Un' importante esperienza italiana è quella di Stefano Soldati, titolare dell' Azienda Agricola La Boa, che dispensa molti utili consigli per i neofiti che si vogliono avventurare nell'impresa di costruire una casa di paglia.

 

Fonte: http://www.actionmutant.net

Perché costruire con la Paglia?

Una breve storia.

L’idea di costruire con la Paglia può sembrare divertente ma gli esempi di abitazioni di diverse culture tradizionali hanno già dimostrato l’efficienza della paglia, erba e canne come materiali da costruzione. Fino ai pionieri Sand Hills del Nebraska che incominciarono ad utilizzare le balle di Paglia come grandi mattoni per realizzare chiese e case. Le motivazioni di questi pionieri derivano dal fatto che scarseggiavano materiali da costruzione locali come legno e terracotta e cementi, così le balle di fieno dimostrarono di avere proprietà uguali se non superiori ai materiali abitualmente utilizzati.

Successivamente intorno al 1970 Judy Knox e Matts Myhrman iniziarono a raffinare il metodo di costruzione con la paglia giungendo a nuove scoperte. Attualmente nel mondo vengono realizzate circa 1000 edifici nuovi utilizzando la paglia. Anche in Italia con [questa] realizzazione si conferma presente. Per costruire una casa con la paglia è necessario come tutte le altre case una Concessione a Costruire da parte del Comune. Il tecnico abilitato poi presenterà il progetto con la relativa relazione tecnica.

Associazioni come LaBoa forniscono un’ottima assistenza ai professionisti coinvolti per quanto riguarda gli aspetti specifici relativa ai materiali ed al loro dimensionamento nella casa in paglia. Per quanto riguarda invece la normativa antisismica, quando la casa ha una struttura portante in legno e le balle di paglia sono utilizzate come tamponamento, l’edificio viene considerato alla stregua di qualunque altro.

 

La paglia: Un Materiale Sano e Sostenibile al 100%

La paglia è un materiale sostenibile in quanto è un sottoprodotto dei cereali (grano, orzo, avena, segale, riso, miglio, ecc.) che viene raccolto per essere consumato come alimento dagli animali ed è reperibile in tutto il mondo in quanto i cereali sono alla base dell’alimentazione umana. Naturalmente la paglia è rinnovabile annualmente, mentre al contrario di quanto si possa pensare la paglia, coperta da intonaco, presenta un basso rischio di incendio. Diversi test hanno dimostrato che un muro in balle di paglia intonacato resiste alla temperatura di 1010°C per 3 ore prima di incendiarsi. Questo fatto consente di sgombrare l’edificio e di intervenire agevolmente nello spegnimento del fuoco.

La paglia offre una grande capacità di isolamento a costi ridotti. Il famoso valore K della paglia in una balla è di 0,09W/m2K. Un muro tradizionale con uno spessore di 450mm assume un valore di 0,13 W/m2K, questo consente un sensibile risparmio di combustibile per il riscaldamento. Questo vantaggio è dato dal fatto che il muro in balle di paglia è traspirante e pertanto il vapore transita dall’interno dell’edificio verso l’esterno, mantenendo l’ambiente sano ed evitando la formazione di muffe nei soffitti. Dal punto di vista acustico, la paglia è un ottimo fonoassorbente: è utilizzato dagli studi di registrazione o come barriera lungo le autostrade e gli aeroporti.

La paglia è un materiale naturale e sano. Non può causare naturalmente febbre da fieno, dato che non si tratta di fieno (erba verde tagliata ed essiccata). La paglia è un materiale fortemente traspirante che se abbinato ad intonaci naturali (calce e/o terra cruda) contribuisce a mantenere il ricambio dell’aria all’interno dell’edificio, evitando le formazioni di muffe in bagni e cucine.

 

Metodi di costruzione con la paglia:

Nebraska:

In questo metodo le balle di paglia sorreggono il peso del tetto, sono posizionate come grossi mattoni, fissate insieme e alla fondazione. Una piattaforma di legno sopra ai muri è fissata alle fondazioni e il tetto vi è costruito sopra. Questo metodo é il più semplice ed è la via piú’ divertente per costruire, infatti richiede poche conoscenze precedenti di costruzione. Naturalmente richiede la valutazione del caso con i tecnici comunali e il genio civile di competenza.


Post and Beam:
In questo metodo il peso del tetto é portato da una struttura a pilastri, p. es. legno, e le balle di paglia sono semplicemente infilate tra la struttura come blocchi di isolamento. Questo sistema richiede un più sofisticato livello di conoscenze in carpenteria.


Matrix:
In questo metodo le balle di paglia sono usate molto più come mattoni, ossia con malta di cemento tra le balle di paglia. Le balle sono posizionate in colonne verticali così la malta, in effetti, forma dei pilastri. Questo é il metodo che richiede manodopera intensiva e richiede l’uso di molto cemento.


Quanto costa una casa in balle di paglia?
La paglia è considerata un materiale di scarto ed ha quindi un costo molto basso. Costerà ancor meno poi se contattiamo direttamente il contadino che la produce e ce la facciamo imballare in base alle nostre esigenze. Acquistata al mercato e portata a casa in pianura Padana può costare dai € 1,5 ai 2,5 per balla. Per un casa di 150mq occorrono circa 280-310 balle per un costo totale di € 450-775. Grazie poi alla semplicità tecnica di costruzione si riducono inoltre i costi per la manodopera.

I serramenti, gli impianti elettrici ed idraulici, il tetto (a meno che non sia un tetto verde) ecc. tutta la parte relativa agli incartamenti burocratici, costano come negli edifici tradizionali. Come abbiamo già spiegato un ottimo risparmio lo si ha nel tempo per la riduzione dei costi per il riscaldamento. In confronto nelle abitazioni moderne tradizionali, questi costi possono essere ridotti fino al 75% all’anno.

Quanto dura una casa in paglia?
Una casa realizzata in balle di paglia può durare secoli se ben progettata e costruita. La paglia è un materiale durevole se ben conservato asciutto e protetto da un intonaco. Al momento le case più antiche e tutt’ora in ottimo stato, risalgono alla seconda metà del 1800 (da quando è nata la macchina imballatrice necessaria per comprimere la paglia). Importante è curare l’aspetto edilizio.

 

Fonte: http://www.genitronsviluppo.com

Domande che possono sorgere

QUANTO SI IMPIEGA A COSTRUIRE UNA CASA?
Dipende dal progetto. Un edificio progettato correttamente può essere portato "al grezzo" in due settimane o meno. Il tempo necessario per costruire è determinato poi dalle capacità delle persone che partecipano alla realizzazione dell'edificio, dalla disponibilità di attrezzature e materiali necessari, dalla complessità del progetto, ecc. ed è quindi molto variabile. Il posizionamento delle balle di paglia nei muri è la parte più veloce: nel giro di pochi giorni, se non addirittura poche ore, le pareti vengono erette e la casa prende forma. Se non è stato progettato correttamente si può impiegare moltissimo tempo. Il lavoro di intonacatura, l'installazione degli impianti, porte, finestre e davanzali, le pareti interne ecc., richiedono invece più tempo.

 

DOVE CONSERVO LA PAGLIA FINCHÈ NON LA UTILIZZO?
La paglia si può ordinare quando siamo pronti per il suo posizionamento oppure si può fare un pagliaio (bisogna sapere come farlo bene) da coprire perchè non si bagni.

SE PIOVE DURANTE LA COSTRUZIONE COSA SUCCEDE?
Bisogna sempre avere a portata di mano un telo per coprire i muri non finiti e la catasta di balle.

CI SONO INSETTI O PARASSITI CHE SI MANGIANO LA PAGLIA?
La paglia non ha parassiti o insetti che l'attaccano e una volta intonacata diventa inaccessibile anche per quegli animali (topi) che pur non mangiandosela, cercano in essa un rifugio.

GLI IMPIANTI ELETTRICO ED IDRAULICO?
Si fanno come in una casa convenzionale.

COME SI REALIZZANO I SERVIZI (ES. I BAGNI)?
Come in una casa convenzionale.

SI POSSONO METTERE LE PIASTRELLE?
Certo! Noi le mettiamo senza colla, ma con l'argilla e durano perfettamente.

SI POSSONO METTERE STRUTTURE ALLE PARETI (MENSOLE, CHIODI, TASSELLI, ANCORAGGI IN GENERE?
Esistono diverse tecniche; sarà l'esperto che sceglierà insieme a voi quale adottare in base al peso e lo sforzo.

È POSSIBILE PER ME COORDINARE IL LAVORO DI IMPIANTISTI, FALEGNAMI, LATTONIERI, CARPENTIERI, IN UN CANTIERE DOVE SI UTILIZZA UNA TECNICA COSTRUTTIVA CHE PER LORO È ASSOLUTAMENTE NUOVA?
In tutte le case di balle di paglia costruite con il nostro supporto tecnico i committenti hanno seguito i lavori dei vari artigiani o imprese coinvolte.

 

Fonte: http://www.laboa.org

Intervista a Maurizio Macrì e Stefania Mancuso

Maurizio Macrì e Stefania Mancuso sono due architetti torinesi, cofondatori della neonata associazione Edilpaglia e collaboratori della mostra sulla Casa EcoLogica, per cui hanno curato il percorso informativo dedicato.

Si sono appassionati al tema fin dall’università, dove sono partiti dagli involucri innovativi ipertecnologici per poi innamorarsi delle costruzioni in paglia. Precursori di questa tecnica, ancora semisconosciuta in Italia (l’unica esperienza italiana era al centro Panta Rei) si sono formati in Svizzera e in Francia, hanno raccolto materiale in varie lingue facendosi conoscere da tutti i professori di architettura e da metà di quelli di agraria. Ora, dopo anni, le case le progettano loro.

Non è certo una tradizione italiana, dove e come nasce la pratica delle case di paglia?

La pratica come la conosciamo oggi nasce in Nebraska come scelta dettata dalla necessità dei pionieri ai primi del '900 (la prima costruzione documentata risale al 1896) di crearsi ricoveri temporanei con i materiali immediatamente disponibili: pochissimo legno, grandi campi, territori sabbiosi, clima secco. Una volta introdotta la macchina imballatrice si sono trovati davanti a dei grossi mattoni e hanno inventato quella che ancora oggi si chiama 'tecnica Nebraska'. Case che ad oggi dopo un centinaio di anni sono ancora in piedi e in buono stato.

Il tema è stato riscoperto negli Stati Uniti negli anni ’80 sul filone dell’edilizia ecologica, rilanciato con tecniche ed accorgimenti costruttivi più moderni, che ne consentissero l’applicabilità anche in climi umidi, tanto che ora ne esistono diversi esempi anche in ambienti umidi e piovosi come l'Inghilterra.

Quando e dove si possono costruire (clima, latitudine, caratteristiche territorio...)?

L’acqua è nemica della paglia. Detto questo, con una buona progettazione ed alcuni accorgimenti costruttivi si può costruire in qualsiasi clima, latitudine, territorio. La questione dell’acqua va gestita per tutto l’iter progettuale, ma se ci riescono in Inghilterra... Quello dell’umidità - sia quella proveniente dall’esterno sia la condensa dovuta al vapore che si forma all’interno - è un problema che riguarda tutte le costruzioni, ma quando si ha a che fare con materiali organici/naturali questo si manifesta in maniera più evidente.

La costruzione in paglia si associa ad una specifica tipologia di casa? In altre parole, è una scelta che ci lega ad una forma finale particolare?

La tecnica si sposa con qualsiasi tipologia di casa, anche tradizionale. È un sistema costruttivo che necessita di accorgimenti che dipendono dal luogo e dal clima.

La questione è semplice: quanto alle scelte architettoniche a sud posso ridurre lo sporto dei tetti fino ad arrivare, con i dovuti accorgimenti, alle coperture piane. Qui a nord la protezione delle murature assumerà maggiore importanza, ma questo vale per tutte le tipologie costruttive. Il vero limite risiede in noi progettisti che spesso ignoriamo il territorio su cui dovrà sorgere la costruzione.

In teoria puoi usare la paglia in due modi:

Il metodo Nebraska, o Load Bearing, impiega le balle di paglia impilate a giunti sfalsati, come i mattoni nella muratura, a costituire la struttura portante. Tra le balle di paglia vengono inseriti degli elementi che conferiscono maggiore stabilità alla struttura: paletti, spesso di nocciolo, che fungono da elementi di connessione ed assumono il ruolo che ha la malta nelle costruzioni in laterizio. Ha limiti per l’ampiezza delle aperture e la lunghezza dei muri e per il numero dei piani, al massimo 2 salvo eccezioni. In provincia di Bolzano esiste una casa a 3 piani costruita con jumbo balle. Ma in Italia non si può più usare questo metodo dal 2008 in seguito all'approvazione delle 'nuove norme tecniche per le costruzioni'.

Il metodo Non Load Bearing. Qui la paglia è impiegata come tamponamento, ovvero per riempire i vuoti della struttura portante, genericamente in legno. In questo caso la costruzione presenta tutti i vantaggi di esecuzione e di approvazione legati all’utilizzo di strutture lignee tradizionali o prefabbricate, a fronte di un considerevole aumento del costo globale di costruzione. A vantaggio dell'opera finale si ha una maggior stabilità della costruzione ed una maggior flessibilità progettuale.


La filiera della paglia in due parole...

Per prima cosa distinguiamo la paglia dal fieno. Il fieno è lo sfalcio dell’erba: verde, umido e nutriente per gli animali. La paglia è invece data dai 'culmi' che restano dopo la mietitura. Sono la parte secca della pianta, tra il rizoma e la spiga, seccano sul campo e vanno tagliati a maturazione avvenuta: questo ci garantisce un’umidità inferiore al 12%, ottimale per la costruzione.

La paglia può essere di qualsiasi tipo: grano, frumento, segale, orzo, riso. Ciascuna varietà conferisce al prodotto finale diverse caratteristiche di resistenza e durabilità. Molto più importante della varietà è andare a verificare il prodotto direttamente in campo e controllare per esempio che non ci siano troppe infestanti, che comprometterebbero seriamente la durabilità della costruzione.

Ecco perché bisogna imparare a conoscere le varietà cerealicole ed un po’ di agraria.

L’ideale è recuperare la paglia da un campo nelle vicinanze, in modo da costruire a filiera corta, cosa relativamente semplice qui in Italia dove abbiamo una distribuzione delle coltivazioni molto uniforme in tutte le regioni, il che ci permette di approvvigionarci 'dietro a casa'. Si possono anche prendere accordi diretti con il coltivatore. Uno dei compiti del progettista in questo senso è istruire il committente che è in prima persona vicino al territorio, può sapere chi ha la macchina imballatrice, verificare le dimensioni della camera di imballaggio, ed in questo modo inizia a partecipare in maniera attiva alla realizzazione della sua futura casa.

Come si disegna la figura del progettista in questo caso?

Il nostro iter progettuale parte dall'analisi della pianta architettonica, dall’effetto estetico che vogliamo ottenere e in parallelo raddrizziamo il tiro in base alla balletta che abbiamo a disposizione o che dobbiamo commissionare. Una buona e completa progettazione determina anche la velocità del cantiere.

È un lavoro molto più impegnativo rispetto alla progettazione tradizionale, per farlo bisogna crederci in prima persona... il vantaggio è soprattutto sul piano umano.

Serve poi un’opera di coordinamento che parte da prima di disegnare una linea sulla carta, si tratta di uno sforzo immenso ma offre un sacco di soddisfazioni, per primo il rapporto molto stretto che si instaura con il committente e con le figure coinvolte in tutto il processo. Ci siamo trovati a parlare con il contadino, inizialmente stranito dalla richiesta, poi quando siamo andati a imballare si è appassionato in prima persona! La situazione è molto piacevole, perché il coltivatore è il primo a doversi mettere in discussione, deve realizzare e maneggiare le ballette come materiale da costruzione e non come prodotto di scarto. Nel nostro caso ha voluto le foto del cantiere, voleva venire a visitarlo... sono le stesse facce che inizialmente ridevano e non ci prendevano sul serio.

A quanto sta la paglia sul mercato?

La paglia ha una sua borsa e viene quotata come tutti i prodotti agricoli. Le ballette da costruzione vengono normalmente vendute a numero e il prezzo, anche se leggermente superiore rispetto alle quotazioni, rimane comunque basso per essere un materiale da costruzione. In genere la singola balletta pesa circa 17 chili e costa tra 1,50 e 3 euro, molto meno di qualunque altro isolante.

A questo proposito, quali sono i costi rispetto a una casa standard?

La materia prima costa meno: impiego 2 ballette per costruire 1mq di muro, quindi il costo è di circa 5 euro a mq di parete (intonaco escluso), a cui devo aggiungere l'incidenza della struttura portante, non potendo più realizzare murature in balle di paglia portanti. Le murature incidono per il 10-15% sul costo complessivo della costruzione, quindi al massimo inciderò al ribasso del 5-10% rispetto a una casa tradizionale.

Meno, ma non tantissimo meno. Però il vantaggio è che si presta molto all’autocostruzione: la posa in opera è molto veloce ed è necessaria manodopera istruita ma non specializzata, quindi su questi costi posso risparmiare parecchio. Lo stesso possiamo fare ragionando sulla struttura in legno rendendola il più snella possibile in modo anche da facilitare e velocizzare il posizionamento delle ballette.

Che materiali si associano alla costruzione oltre alla paglia?

La filosofia generale è quella della bioedilizia, quindi tendenzialmente si associa al legno, all’intonaco in terra cruda, alla calce per l’esterno, questo per l’affinità fisico-chimica e di approccio ecologico alla costruzione, per cui per esempio l’intonaco in argilla ha la stessa risposta elastica della paglia. Ma non siamo vincolati nelle scelte architettoniche, possiamo usare anche altri rivestimenti purché siano assemblati in modo da non ostacolare la naturale traspirabilità della parete ed evitare fenomeni di condensazione all'interno della struttura.

Nel passato siamo stati abituati a usare cemento e acciaio pensando che fossero eterni, ma la storia ci ha mostrato che non è vero. Materiali come la paglia manifestano in anticipo i segni di una cattiva progettazione ma non temono il confronto se ben progettati e realizzati, quindi i limiti veri non sono del materiale – che è molto versatile - ma dei progettisti, l’importante è approcciarsi con un po’ di umiltà ed imparare a conoscere i materiali.

La paglia funziona bene anche nelle ristrutturazioni?

Si possono fare dei cappotti in paglia, in Francia stanno sperimentando dei cappotti interni ma bisogna verificarne la durata. Ci sono esempi molto interessanti in Austria, in particolare per le sopraelevazioni perché il materiale essendo leggerissimo non grava eccessivamente sulle strutture dei piani sottostanti.

 

Veniamo alle prestazioni

Per i telefonini siamo abituati a confrontare le schede tecniche di modelli simili, per le case non lo facciamo mai. Le confrontiamo solo in termini assoluti di costo, ma non è corretto: dobbiamo confrontare le prestazioni anche nelle case.

La conducibilità termica della paglia, per esempio, è simile a quella di altri isolanti naturali come la fibra di legno o il sughero che, a parità di prestazione costano 10 volte in più (la fornitura di paglia per realizzare una sezione di 1 mq di muratura di spessore 50 cm costa circa 5 euro contro i quasi 50 euro necessari per acquistare la stessa quantità di un altro materiale isolante). Inoltre, con gli altri isolanti per raggiungere gli stessi spessori sono necessarie delle opere accessorie e molta più manodopera per la posa, mentre la paglia, che imballata raggiunge già le dimensioni volute, non necessita di particolari opere.

Una casa di paglia consente di raggiungere standard energetici elevati, classe A o standard passivi.

Quanto poi alla durabilità superiamo i 100 anni, mentre per la resistenza ai roditori - altra domanda frequente - se compattata e ben chiusa in un involucro che non lascia spazi è decisamente sicura.

Per quanto riguarda i problemi legati alle muffe ed alle marcescenze, se c’è un errore nella realizzazione e si infiltra acqua, questa percola nella muratura scivola tra i culmi che sono lisci e rivestiti di una sostanza cerosa. Quindi in questo caso ammuffisce solo la striscia sottostante il punto in cui è avvenuta l'infiltrazione e non tutto intorno. L’intervento di ripristino è veloce: basta aprire, sostituire la paglia bagnata e richiudere.

Per quanto riguarda la resistenza al fuoco è vero che la paglia sfusa s'incendia con facilità, ma se imballata e ben compressa questo non avviene. Quello che ce ne garantisce in maniera assoluta la resistenza è il rivestimento. Questo vale sia per il laterizio tradizionale sia per la paglia, in cui l’intonaco ha un notevole spessore.

Ottima anche la resistenza sismica offerta dall'elasticità del sistema, ma è soprattutto la salubrità degli ambienti interni che fa la differenza.

Ecco, come si vive in una casa di paglia? Perché costruirla?

Per la qualità della vita al suo interno. Si vive bene per il grande isolamento termico e acustico e per la qualità dell’aria, anche perché la paglia si porta dietro una filosofia costruttiva naturale, quindi non avremo nell’atmosfera interna inquinanti che derivano da solventi per pitture, collanti di vario genere etc. La casa in paglia non rilascia nulla di nocivo, in più se abbiniamo un intonaco in terra cruda all'interno questo assorbe parte degli inquinanti e ha la funzione di regolare l’umidità, aumentando il comfort idrotermico.

Avete parlato di progettazione e autocostruzione. Che possibilità ci sono in Italia? Avete appena fondato un’associazione. Cos’è e cosa fa Edilpaglia?

Per approcciarsi all'argomento esistono diversi libri – quasi tutti in inglese, francese e tedesco – ed alcuni siti internet. Oggi l'offerta formativa in Italia è quasi tutta concentrata sui corsi tenuti da Stefano Soldati che opera nel settore da diversi anni. I link ai principali siti e l'elenco dei corsi in programma si possono visionare sul sito di Edilpaglia.

L’associazione nasce dall'idea di unire le forze di chi in Italia cerca di occuparsi di paglia per favorirne la ricerca e la divulgazione a 360 gradi. La parte operativa è concentrata nei gruppi di lavoro che sono aperti a qualunque socio sia interessato a parteciparvi. Le tematiche trattate vanno dalla formazione, alla ricerca e certificazione. Stiamo lavorando con esperti di agricoltura per definire i metodi di coltivazione, raccolta e imballaggio adatti per produrre ballette da costruzione e per creare una sorta di filiera di contadini accreditati. Nella stessa ottica potremmo realizzare in futuro un elenco di professionisti e costruttori accreditati, ma il percorso è ancora lungo.

Quante case in paglia ci sono in Italia?

Ci sono circa una decina di costruzioni regolarmente dichiarate. Sul sito di Edilpaglia abbiamo lanciato un censimento che ci consentirà di avere un quadro più preciso della situazione italiana e che consentirà di condividere le esperienze positive e negative di ognuno.

Bisogna considerare che in Italia se ne parla in modo diffuso da poco più di due anni... Il servizio di Report del 2008 ha dato una spinta fortissima, ma ancora c'è tanto da fare. Noi in questo momento abbiamo in cantiere 2 progetti di abitazioni con i quali cerchiamo di dare il nostro contributo a questo mondo fantastico.

Fonte: http://www.ilcambiamento.it/