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La verità sull'effetto serra: Cambiamento climatico del sistema solare

La scienza ufficiale afferma: L'effetto serra è un fenomeno climatico-atmosferico che indica la capacità di un pianeta di trattenere nella propria atmosfera parte del calore proveniente dal Sole. L'effetto Serra fa parte dei complessi meccanismi di regolazione dell'equilibrio termico di un pianeta (o satellite) e agisce attraverso la presenza in atmosfera di alcuni gas detti appunto gas serra, che hanno come effetto globale quello di mitigare la temperatura dell'atmosfera terrestre isolandola parzialmente dai grandi sbalzi di temperatura a cui sarebbe soggetta la Terra in loro assenza. [...] Si ritiene che l'uomo incida sull’atmosfera apportando un aumento eccessivo di CO2 e metano (soltanto la metà della CO2 prodotta viene assorbita dai mari) e proprio questo aumento di gas è ritenuto responsabile della parte artificiale nell'aumento della temperatura terrestre. (Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Effetto_serra)

La verità è che il riscaldamento del pianeta non è dovuto all'aumento di emissioni di CO2 ma ad un surriscaldamento globale del sistema solare. Infatti:

1) Il fisico britannico John Tyndall (1820-1893) a scoprire che il biossido di carbonio (CO2) è paragonabile al vetro, perché lascia passare le radiazioni luminose, ma scherma quelle termiche. La luce che entra in una serra e giunge fino al suolo, che è di colore scuro, viene assorbita. Dopodichè il terreno comincia a sprigionare invisibili radiazioni calorifiche. Quando tali radiazioni colpiscono il vetro sono riflesse verso l’interno sicché si forma una trappola per il calore.Un altro fisico, Robert W.Woods, (1868-1955) nel 1909 dimostrò che la spiegazione di Tyndall non era esatta. Woods costruì una serra di salgemma: il salgemma è trasparente alla luce, ma lascia filtrare anche il calore. Nella serra così costruita non si sarebbe dovuto osservare il greenhouse effect: invece l’aumento di temperatura fu ugualmente rilevato, sebbene di poco inferiore a quello registrato nelle serre di vetro. Woods dimostrò che il calore viene imprigionato grazie al fatto che l’aria racchiusa nelle strutture non può circolare liberamente, con moti di convezione. L’effetto descritto da Tyndall esiste, ma contribuisce pochissimo all’innalzamento della temperatura. Quanto accade nelle serre ed attorno alla Terra dovrebbe essere definito “effetto aria” o “effetto atmosfera” (Fonte: http://www.tankerenemy.com).

2)

20 Settembre 2005 NASA – Il Ghiaccio su Marte si sta Riducendo Drammaticamente - mars.jpl.nasa.gov

28 Febbraio 2007 NatGeo – Surriscaldamento di Marte e Terra, la causa non è umana – nationalgeographic.com

9 Ottobre 2002 MIT - Plutone sta subendo un surriscaldamento climatico - http://web.mit.edu

24 Giugno 2008 - MIT – Ricercatore dimostra il surriscaldamento climatico su Tritone, la più grande luna di Nettuno – web.mit.edu

9 Marzo 2004 - Nature.com – Previsione di un cambiamento climatico globale su Giove – nature.com

24 Gennaio 2012 - IMPONENTE TEMPESTA SOLARE SI STA DIRIGENDO VERSO LA TERRA. E' SOLO UN'ANTEPRIMA, IL PEGGIO DEVE ANCORA VENIRE http://dioni.altervista.org/dioni_0044.html

 

Dioni

Il Sistema Solare si sta SCALDANDO!

Recenti studi dimostrano che il riscaldamento globale in atto è frutto di un aumento dell'energia prodotta dal Sole e che sta interessando gran parte del Sistema Solare.

L'attività della nostra Stella infatti non è costante nel tempo, ma subisce variazioni periodiche percentualmente assai piccole nell'arco di anni e decenni ma comunque in grado di influenzare il clima della Terra. Nel corso dell'ultimo secolo invece l'attività del Sole è andata progressivamente crescendo e ha così contribuito all'aumento delle temperature sulla Terra.

E mai negli ultimi 1150 anni il Sole ha emesso tanta energia come ai giorni nostri.
In particolare ricercatori dell'Earth Institute della Columbia University americana, analizzando i dati raccolti da 6 diversi esperimenti con satelliti di NASA, NOAA ed ESA, hanno recentemente evidenziato un aumento dell'ordine di circa 0,05 per cento per decennio, a partire dal 1978, della TSI, sigla che corrisponde alla Total Solar Irradiance, ovvero l'energia elettromagnetica che la Terra riceve dal Sole su tutte le lunghezze d'onda.


Ma partiamo da Marte, il Pianeta Rosso, relativamente vicino alla nostra Terra.
Uno studio condotto sulle calotte di ghiaccio di Marte pare indicare che il pianeta rosso è attualmente coinvolto in un fenomeno di riscaldamento su vasta scala.
Se il riscaldamento sta verificandosi sia su Marte che sulla Terra, allora forse esiste un fenomeno di più ampia portata che sta avendo luogo nel Sistema Solare e che sta causando il cambiamento climatico a livello globale dei due pianeti.
Ma il riscaldamento interplanetario non si ferma ai pianeti interni del Sistema Solare ma si spingono ben oltre sino a raggiungere i Pianeti Giganti e i loro satelliti naturali! Su Giove, il pianeta gigante gassoso per eccellenza, in seguito ad un rapido e intenso riscaldamento di alcune regioni del pianeta, si sta osservando un abnorme sviluppo della Giovane Macchia Rossa e alla genesi di un altro spettacolare vortice che di recente ha attirato l'attenzione degli astronomi.
Su Saturno, il Pianeta degli anelli, la sonda Cassini ha fotografato in prossimità del Polo Sud un enorme e insolito uragano, con venti a oltre 550 chilometri orari e un diametro di circa 8000 chilometri, cioè più della distanza che separa Roma e Pechino, mentre il muro di nubi che ruota attorno all'occhio del ciclone si innalza all'interno dell'atmosfera fino a oltre 70 chilometri di quota.
Un processo di riscaldamento globale su Tritone, il satellite naturale maggiore di Nettuno, è in atto:
"Dal 1989 che Tritone sta attraversando un periodo di riscaldamento globale", conferma l'astronomo James Elliot, professore di Terra, Fenomeni Atmosferici e Scienze Planetarie al Massachusetts Institute of Technology.
"In termini di percentuale, l'aumento di temperatura è molto elevato".
Ma il surriscaldamento interessa anche la periferia del Sistema Solare, infatti recenti studi condotti dalla NASA confermano che la sottile atmosfera di Plutone si sta riscaldando a livello globale anche se il pianeta si trova nella zona più distante dal Sole sulla sua lunga orbita dalla forma eccentrica.


Insomma la politica del riscaldamento globale con le sue disastrose conseguenze per la nostra libertà di espressione, libertà di movimento e il nostro diritto di rimanere al di fuori del sistema, deve essere messa in discussione sulla base fondazionale che il fenomeno sta coinvolgendo tutto il Sistema Solare e che è prevalentemente causato dalla evoluzione naturale del Sole e non dalle attività dell'uomo.

 

Fonte: http://meteolive.leonardo.it

Conseguenze del riscaldamento globale

Il Pentagono studia il Riscaldamento Globale da molti anni, per via dei possibili problemi di sicurezza nazionale associati al tipo di cambiamenti che potrebbero prodursi nel mondo in seguito al Riscaldamento Globale. Uno studio speciale fu condotto da uno dei dipartimenti del Pentagono, l' Office of Net Assessment (Ufficio Valutazioni Nette), diretto da Andrew W. Marshall, 83 anni, che ha la responsabilità di identificare i rischi a lungo termine degli USA. Marshall, in collaborazione con l'organizzazione statunistense Global Business Network, compilò le possibilità del Riscaldamento Globale ed i loro effetti sulla sicurezza nazionale degli USA. Lo studio fu completato nell'ottobre 2003 e consegnato al Pentagono, che considerava la questione dal punto d vista del peggiore scenario possibile. Il titolo è "Lo scenario di un improvviso cambiamento climatico e le sue implicazioni per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti". Il testo andava ben al di là di quanto si aspettava la maggior parte degli esperti del Pentagono. Rendendosi conto delle incredibili possibilità delineate da questo studio, Marshall prese la decisione di rendere pubblica la sua ricerca e altre informazioni a tutti gli americani. E, probabilmente a causa della posizione del presidente Bush sul Riscaldamento Globale - piuttosto negativa - decise di aggirare il presidente, e pubblicò le sue informazioni e preoccupazioni sulla rivista Fortune, il 9 febbraio 2004. Nel suo articolo, Marshall spiega come le calotte polari che si stanno sciogliendo a nord e a sud, nonché i ghiacciai di tutto il mondo, sono composti di acqua dolce, e questa è la causa dell'imminente disastro climatico globale. 

La Corrente del Golfo, che gli scienziati chiamano 'convettore termoalino nord atlantico', è una corrente d'acqua calda proveniente da Sud dell'Equatore, che scorre sulla superficie dell'oceano verso nord; quest'acqua calda evita che il Nord America e l'Europa Occidentale e Settentrionale si ghiaccino. Essa è anche responsabile dei modelli climatici mondiali che conosciamo. Quando la Corrente del Golfo si raffredda, scende al fondo dell'oceano e va verso sud, dove si riscalda nuovamente e torna in superficie muovendosi ancora verso nord, in una corrente convettiva continua. Così facendo, disegna un gigantesco '8' tridimensionale. Il motore che tiene in funzione questo flusso d'acqua calda si trova a nord, dove la Corrente del Golfo scende al fondo dell'oceano. E' la densità salina dell'oceano che causa l'inabissamento di questo fiume, e che "tira su" l'acqua calda dal sud. Ora che le calotte polari si stanno sciogliendo, l'acqua dolce si sta riversando nell'Oceano Atlantico, la densità salina sta diminuendo, e la Corrente del Golfo non va più molto a fondo - il che risulta in un rallentamento di questa corrente. La Corrente del Golfo ha rallentato notevolmente il suo corso negli ultimi dieci anni. Con il rallentamento della Corrente del Golfo, il calore non raggiunge più la regione nord atlantica, e i modelli climatici incominceranno a mutare, poiché la loro stabilità dipende da quel calore. 

Lo Scioglimento del Polo Nord

Guardiamo i fatti. Due anni fa, per la prima volta nella storia a noi nota, il Polo Nord si è completamente disciolto. (NDR: Fonti: http://www.effettoterra.orghttp://economiaefinanza.blogosfere.it,  

www.corriere.ithttp://ricerca.repubblica.it )

Per la prima volta navi militari e private hanno potuto navigare direttamente sul polo, poiché c'era solo acqua. Di solito, in quell'area c'erano sempre stati almeno tre metri di solido ghiaccio. Alcuni anni fa Greenpeace annunciò che la calotta polare perenne del Polo Nord era arretrata di circa 450 km, ma nessuno ha ascoltato. Oggi, mentre scrivo quest'articolo, siamo testimoni degli incendi in Alaska, che hanno consumato più di un milione di acri di foresta. Fino ad oggi, quell'area era sempre stata coperta dalle piogge o dalla neve. Anche questi incendi sono legati direttamente allo scioglimento dei poli e alla Corrente del Golfo. Ma alla fine il Pentagono ha dovuto - grazie ad Andrew Marshall - ammettere la verità: hanno reso pubbliche foto satellitari che ritraggono il Polo Nord nel 1970 e nel 2003, e che dimostrano come il 40% del Polo Nord si è disciolto in soli 33 anni - ed ora lo scioglimento procede ad un ritmo ancor più rapido.

Lo Scioglimento del Polo Sud

Un paio d'anni fa la placca denominata 'Larsen A' si è staccata dalla calotta del Polo Sud, con grande stupore di molti scienziati. All'epoca il personale scientifico che conduceva gli studi su quest'evento affermò che non si trattava di qualcosa di veramente rilevante, poiché questo lembo di ghiaccio era stato parte del Polo Sud soltanto negli ultimi 10.000 anni. Quegli stessi scienziati aggiunsero che invece la placca 'Larsen B', che si trovava dietro 'Larsen A', non si sarebbe mai sciolta, in quanto era rimasta lì per molte ere glaciali. E tuttavia l'anno scorso 'Larsen B' si è staccata e ha preso il largo. Sempre loro affermarono che ci sarebbero voluti sei mesi per sciogliere quell'immensa massa di ghiaccio, ma ancora una volta erano in errore: sono bastati 35 giorni, e - cosa più importante - il livello degli oceani in tutto il mondo è aumentato di circa 3 cm. Ora che la placca 'Larsen B' non c'è più, resta esposta un'enorme massa di ghiaccio detta 'Placca di Ross', e l'unica cosa che la tratteneva dallo scivolare nell'oceano era proprio 'Larsen B'. Secondo le mie fonti, nella Placca di Ross si stanno producendo varie crepe. Se anche lei scivolerà nell'oceano, si prevede che il livello degli oceani di tutto il mondo crescerà dai 5 ai 7 metri. Questo, amici miei, cambierebbe il mondo: quasi tutte le città costiere del mondo, molte isole e tutta l'Olanda sarebbero sommerse. Forse ci vuole un evento di questo tipo per risvegliare il mondo e prendere sul serio il Riscaldamento Globale.

NEL PASSATO: Anno 1300

Il Pentagono, nel suo studio su quello che sta accadendo nel nord dell'Oceano Atlantico, ha condotto una ricerca sul passato, per vedere quando si è verificato in precedenza questo rallentamento o arresto della Corrente del Golfo, e cosa è successo nei cambiamenti climatici del mondo a quei tempi.

In realtà un tale rallentamento o arresto della corrente nel Nord Atlantico è già successo centinaia di volte in passato, milioni d'anni fa; ma nel passato recente, gli ultimi 10.000 anni, è successo soltanto due volte. L'ultima volta è stato nell'anno 1300 d.C, e allora si trattò di un semplice rallentamento - non si fermò. Gli scienziati dibattono sul perché di quel rallentamento - non sanno veramente perché è successo. I repentini cambiamenti climatici globali che seguirono non tornarono alla normalità prima di 550 anni. Questo periodo di tempo della nostra storia è denominato 'Piccola Era Glaciale' per via dello sconvolgimento che determinò nel nostro clima e per il freddo intenso che ne risultò. Al Pentagono si sono resi conto che all'epoca della 'Piccola Era Glaciale' la costa est del Nord America divenne estremamente fredda, e le aree centrali ed occidentali degli Stati Uniti divennero talmente secche e aride da trasformare il 'Midwest' americano in un'enorme piana polverosa, mentre le foreste montane bruciavano - esattamente come sta accadendo oggi… Poiché ai nostri giorni il rallentamento della Corrente del Golfo è già in atto da più di 10 anni. Il clima cambiò radicalmente anche in Europa durante questa 'Piccola Era Glaciale'. 

Lo studio degli Indiani Anasazi del 14° secolo d.C. è illuminante. A Chaco Canyon, nel Nuovo Messico, gli Indiani Anasazi scomparvero completamente - e nessuno sa con precisione dove andarono. Ma dallo studio sulle cause che indussero gli Anasazi ad abbandonare l'area del Nuovo Messico è emerso qualcosa di interessante: nel corso del 14° sec. d.C. l'area di Chaco Canyon fu colpita da una siccità talmente terribile, da non ricevere una sola goccia d'acqua per ben 47 anni! E una siccità di tale durata indurrebbe certo chiunque ad abbandonare l'area in questione: niente acqua, niente vita. Gli archeologi che presentarono questo studio non sapevano quale fu la causa della siccità, ma se consideriamo che, nel periodo immediatamente precedente, la Corrente del Golfo subiva un sensibile rallentamento, tutto diventa chiaro. Questo è esattamente ciò che il Pentagono pensa che succederà all'America, al Canada e all'Europa.

8.200 Anni Fa

In realtà il rapporto del Pentagono induce a credere che la Corrente del Golfo - per quello che ne sanno loro - stavolta non avrà un semplice rallentamento, ma piuttosto si arresterà. L'ultima volta che questo è successo è stato 8.200 anni fa. Sempre stando ai risultati della ricerca del Pentagono, questo sarebbe uno scenario ben più drammatico. Quando, 8.200 anni fa, la Corrente del Golfo si fermò, in breve tempo l'Europa fu ricoperta da circa 750 m di ghiaccio, mentre l'Inghilterra e New York si ritrovarono con un clima simile a quello della Siberia oggi. Ne seguì una vera e propria 'Era Glaciale' che durò circa 100 anni - vedete perché il Pentagono è preoccupato… E' evidente che, senza condizioni climatiche stabili, agricoltura e allevamento diventano quasi impossibili; secondo il Pentagono, nel prossimo futuro questo problema potrebbe divenire talmente serio che potranno aver luogo guerre non per il petrolio o l'energia, ma per il cibo e l'acqua. La minaccia maggiore per la sicurezza nazionale sarebbe rappresentata - sempre secondo il rapporto del Pentagono - dall'enorme flusso di immigrazione proveniente da quei Paesi come Finlandia, Svezia, Danimarca, che finirebbero ricoperti dai ghiacci, ed andrebbero evacuati, nonché da altre nazioni, che si spopolerebbero per altre ragioni.

 

Fonte: http://www.menphis75.com