Crea sito

Mais

Il mais è un cereale originario dell’America Latina scoperto da Cristoforo Colombo nel 1492, si diffuse in Spagna e da qui in tutta Europa, Africa Settentrionale, Medio Oriente, Cina e India. Il suo nome scientifico, Zea Mais, etimologicamente deriva dal greco "Zao"(vivere) e da "Mayze" (pane) quindi "pane di vita". La pianta è coltivata in numerose varietà e presenta una cariosside di forma tipica generalmente di colorazione giallo arancio variando dal bianco- avorio al bruno. E' una pianta annuale che può raggiungere i tre metri di altezza. Termina con l’infiorescenza maschile (pennacchio), mentre quella femminile è posta all’ascella fogliare e coperta da numerose brattee, da cui fuoriescono i lunghi stili filiformi (barbe).

A seconda della varietà di Mais gli utilizzi sono diversi, ad esempio la varietà Zea mais ceratina viene usata dalle industrie alimentari come addensante, mentre la Zea mais saccarata è usata come mais da insalata.
Per preparare pop-corn si utilizza una varietà, la Zea mais everta, le cui cariossidi vestite accumulano amido, che riscaldato scoppia. Dalla macinazione  delle cariossidi si ottengono diversi tipi di farine: la bramata adatta per polente saporite e gustose, per polente pasticciate sceglieremo il fioretto di farina, per dolci e biscotti è idonea la fumetto di mais.  

In passato una alimentazione solo a base di mais provocava la pellagra, una malattia che comportava diarrea, dermatite e demenza e se non curata causava la morte. Dal momento che da un punto di vista medico non si conosceva quale fosse l’agente scatenante, ci furono grandi epidemie sia in Europa sia negli Stati Uniti.
Successivamente si constatò che in Messico, pur essendoci un grande consumo di mais, la diffusione della Pellagra era molto ridotta. Probabilmente il modo in cui veniva preparato il cereale spiegava la bassa incidenza della malattia.
Infatti nelle popolazioni messicane è consuetudine consumare il mais come "tortillas" nella cui preparazione viene usato il latte di calce.
Con questo trattamento si rendono "biodisponibili" per la digestione la vitamina niacina, che il mais contiene soprattutto in forma legata e quindi non utilizzabile dall’organismo umano, e un importante amminoacido il triptofano precursore di questa vitamina.
La contemporanea carenza determina la comparsa della malattia.
Ai giorni nostri la Pellagra non è più un problema in quanto essendoci un maggiore benessere economico, è possibile ricorrere ad una alimentazione variata. E’ bene ricordare che il mais è un cereale privo di glutine e quindi particolarmente adatto all’alimentazione di chi è affetto dal morbo celiaco.

Fonte: http://www.mednat.org/alimentazione/ogm_mais.htm

Proprietà del mais

Dopo il germe di grano, il mais ha il più elevato apporto energetico tra i cereali.
Contiene elementi utili all' organismo in quanto è ricco di lipidi, proteine, carboidrati, sodio, ferro, fosforo, potassio e vitamina del gruppo A e B.

Le sue proprietà terapeutiche sono molteplici: influisce sulla tiroide, rallentando il metabolismo; è ricostituente, energetico e un eccellente produttore di plasma sanguigno, se consumato fresco, abbrustolendo la pannocchia o sotto forma della tradizionale polenta.

Oltre alle pannocchie si utilizzano anche gli stili, che contengono sali di potassio e di calcio, acido salicilico, glucosio, maltosio e mannite; esercitano azione sedativa e diuretica e sono molto energetici.

Sono impiegati nelle malattie febbrili acute, nei calcoli renali e vescicali, contro la renella, le coliche nefritiche, l’albuminuria, le infiammazioni della prostata, la gotta e l’artrite reumatoide.

Sono diuretici, calmanti, disintossicanti, indicati nei dolori della cistite, della renella, dei calcoli renali e in tutti i casi in cui sono necessari promuovere abbondante diuresi, indicati pure contro i catarri della vescica urinaria e delle coliche nefritiche, risolvono i gonfiori delle gambe, provocati da disturbi cardiaci, sono disidratanti nel trattamento dell'obesità.

Trovano largo impiego nelle cistiti e nelle cistopieliti, nelle quali hanno il vantaggio di attenuare la sintomatologia dolorosa, e nella renella.
Nell'artrite, nei reumatismi e nella gotta, non sono indifferenti i vantaggi delle preparazioni di barbe di granoturco, in quanto l'azione diuretica contribuisce ad eliminare le tossine tipiche di queste malattie.

L'utilizzazione del mais nel campo alimentare come quello industriale è varia. I gambi (culmine) giovanissimi, cotti in acqua salata, sono molto appetitosi; i chicchi tostati danno un caffè dalle proprietà rinfrescanti e lassative; le cariossidi, com’è noto, vengono macinate e la farina serve alla preparazione della polenta: questa, è ricca di proteine, grassi, sali e cellulosa, è un buon rimedio alla stitichezza ed associata al latte e combatte la deficienza di proteine.
I semi abbrustoliti vengono in molte zone usati per la preparazione di dolci. La farina di mais da un pane molto nutriente.

La barba del granoturca fatta essicare può essere usata, immersa in acqua bollente per ottenere un tè molto buono che dona benefici ai reni.

Fonti:

http://www.donnissima.it/donne-leggi-articolo.asp?cod=254

http://consiglibellezza.blogspot.com/2008/10/propriet-del-mais.html

http://www.biopedia.it/alimentazione/proprieta-fitoterapiche-del-granoturco_2111/

Si può seminare Mais OGM in Italia

Con una sentenza emessa il 29 gennaio 2010 il Consiglio di Stato consente per la prima volta in Italia la semina di una varietà di mais OGM, la "Mon 810" della Monsanto, una delle circa 90 varietà registrate in Europa e già usate in Spagna.

La sentenza del Consiglio di Stato obbliga il Ministero delle Politiche agricole a rilasciare entro 90 giorni l'autorizzazione alla semina.

Su un appezzamento di meno di tre ettari nel Comune di Vivaro (Pordenone), tutto è pronto e a partire da aprile. Probabilmente sarà realtà la prima coltivazione italiana di mais Ogm.

Il proprietario è Silvano Dalla Libera, produttore di mais e vicepresidente di Futuragra, l'associazione di imprenditori agricoli che, tra le altre cose, da tempo si batte per l'introduzione delle biotecnologie in agricoltura. La sentenza è il risultato di un ricorso presentato proprio da Futuragra.

Anche Conagricoltura esulta per la sentenza.

“La decisione del Consiglio di Stato costituisce una novita’ di tutto rilievo” afferma Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura ed aggiunge che finalmente la materia sarà disciplinata e le coltivazioni avviate, aggiungendo che in Italia “mentre si importano e si utilizzano notevoli quantita’ di derivati di mais e soia transgenici, ai nostri produttori si impedisce da anni di accedere a tali innovazioni.


 Ma sono molte e rilevanti le voci che si levano contro questa decisione.

“Per difendere il sacrosanto diritto della stragrande maggioranza dei cittadini e degli agricoltori di mantenere i propri territori liberi dagli organismi geneticamente modificati (Ogm), se si dovesse rendere necessario, avvieremo referendum e faremo esprimere il voto degli agricoltori, come previsto dalla raccomandazione comunitaria in materia di coesistenza degli Ogm con le altre coltivazioni”. E’ quanto ha affermato Sergio Marini presidente della Coldiretti, che rappresenta la maggioranza assoluta degli agricoltori italiani, nel commentare la decisione del Consiglio di Stato.


Il presidente della Cia (Confederazione Italiana Agricoltori) Giuseppe Politi dice:“La nostra posizione resta immutata: l’agricoltura italiana non ha bisogno degli Ogm.” Ed aggiunge: “Su un argomento del genere ci vuole riflessione e confronto fra tutte le parti interessate, a cominciare dai produttori agricoli” e conclude:. “Davanti al problema degli Ogm poniamo punti fermi e irrinunciabili: la sicurezza alimentare e il principio di precauzione; la tutela dei consumatori e dei produttori agricoli; la salvaguardia e la valorizzazione di un’agricoltura diversificata e saldamente legata alla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegate realtà rurali; qualità e difesa delle sementi e colture produttive; certezze per gli agricoltori”.


Varie associazioni inoltre annunciano ricorsi.

Il Ministro delle Politiche agricole Luca Zaia (Lega Nord) si è espresso in modo nettamente contrario alla sentenza (che pur dovrebbe essere costretto ad applicare). Ma va ricordato che molti ministri della maggioranza governativa e lo stesso premier si sono più volte pubblicamente espressi a favore degli Ogm.

Fonti: 

http://www.altromercato.it/it/circolo-del-cibo/news/consiglio-di-stato-si-al-mais-ogm-in-italia

http://www.politicheagricole.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/1846

Mais Ogm nei mangimi: rischi per l'uomo e gli animali

Alle cavie che lo hanno mangiato ha provocato danni al fegato e ai reni. Eppure il mais Mon863, creato nei laboratori della Monsanto e regolarmente in commercio in tutta l’Unione europea da gennaio 2006, è sicuramente finito anche nei mangimi degli animali allevati in Italia e, peggio ancora, potrebbe essere arrivato persino sugli scaffali di negozi e supermercati.

Sulle etichette degli alimenti, infatti, la legge non obbliga a segnalare la presenza di Ogm, se inferiore allo 0,9 per cento del contenuto.

L’allarme sulla potenziale tossicità del Mon863 è scattato dopo che un gruppo di ricercatori indipendenti, guidati da Gilles Eric Séralini, professore di biologia molecolare all’Università di Caen, in Francia, e presidente del consiglio scentifico CRII-GEN (Comitato di ricerca e informazione indipendente sulla genetica)ha condotto un’indagine per verificare gli effetti di questo cerale biotech sulla salute. Lo studio, pubblicato sulla rivista scientifica statunitense “Archives of environmental contamination and toxicology”, ha analizzato i risultati dei test di sicurezza che la Monsanto aveva sottoposto alla Commissione europea, per ottenere l’autorizzazione al commercio nel vecchio continente. Da una verifica attenta è emerso che gli esperimenti sono stati condotti dalla multinazionale in modo molto approssimativo e che dati clinici fondamentali sono stati addirittura cancellati dal dossier dell’azienda. Risultato: il mais Mon863, già presente sul mercato Ue, in Australia, Canada, Cina, Giappone, Messico, Filippine e Usa, non può essere assolutamente considerato un alimento sicuro.

Greenpeace ha ottenuto i dati dei test in questione in seguito ad una vicenda giudiziaria e li ha consegnati ad un gruppo di scienziati indipendenti, (NdR: NON PAGATI dalle MULTINAZIONALI), diretti dal professor Gilles Eric Séralini, un esperto governativo in ingegneria genetica dell'Università di Caen (Francia) affinchè venisse fatta una valutazione oggettiva dei dati.

Greenpeace e Séralini hanno tenuto una conferenza stampa durante la quale il professore, che ha diretto lo studio, ha dichiarato che le analisi presentate dalla Monsanto non hanno superato un severo controllo. I protocolli statistici utilizzati dall'azienda sono molto discutibili e cosa ancor più grave non sono state effettuate sufficienti analisi delle differenze di peso degli animali studiati. Inoltre dal dossier presentato sono stati cancellati alcuni dati fondamentali che riguardavano i test delle urine.

Sospetti sulla tossicità del Mon863 esistevano da tempo. «I dati in questione - prosegue l’associazione - sono stati oggetto di un feroce dibattito fin dal 2003, quando differenze significative furono identificate nel sangue degli animali nutriti con questo mais». Le autorità competenti, come l'Efsa, purtroppo hanno sempre minimizzato i rischi. Proprio l’Authority di Parma, di fronte al contestato dossier della Monsanto, non esitò a dichiarare: «È improbabile che la commercializzazione del mais Mon863 possa avere effetti avversi sulla salute umana e animale o sull’ambiente nel contesto dell’uso proposto».

Eppure nel 2005, quando gli Stati membri furono chiamati a votare sulla richiesta di commercializzazione del prodotto presentata da Monsanto, la bocciarono a maggioranza. Com’è possibile, allora, che
il mais Ogm sia stato comunque autorizzato a circolare? La risposta è in un assurdo iter burocratico
che devono seguire le approvazioni di questo genere. L’azienda chiede l’autorizzazione a uno degli Stati membri, che svolge le analisi iniziali per conto dell’Ue. Le conclusioni vengono presentate all’Efsa e in
caso di giudizio positivo finiscono alla Commissione europea. L’esecutivo di Bruxelles, quindi, presenta la proposta di approvazione agli Stati membri che a questo punto devono votare. Proprio in questa fase
entra in gioco un meccanismo paradossale. Per respingere la commercializzazione dell’Ogm, infatti, non
basta la maggioranza semplice, ma è necessaria quella qualificata, ovvero è necessario che il 75% dei Paesi che votano sia contrario. Se questa percentuale non viene raggiunta, la decisione spetta alla Commissione europea che di solito approva, come è avvenuto anche per il Mon863.

Proprio per questo gli ambientalisti non hanno dubbi: «È chiaro che l’Unione europea ha il dovere di
rivedere i metodi di valutazione per le autorizzazioni concesse agli Ogm».
La vicenda ha registrato sviluppi, poiché la Commissione europea ha chiesto all’Efsa di esaminare lo studio pubblicato dal CRII-GEN sul mais Mon863 per identificare eventuali conseguenze sull’attuale parere scientifico della stessa agenzia riguardo alla sicurezza del mais geneticamente modificato in alimenti e mangimi. Ne ha dato notizia l’Efsa, precisando che saranno consultati anche gli Stati membri dell’Ue per accertare ulteriori dati e “fornire alla Commissione una risposta ben informata”. Vedremo.

Federica Ferrario, responsabile campagna Ogm di Greenpeace Italia ha dichiarato che: "L'attuale sistema autorizzativo per gli Ogm non ha più alcuna credibilità, dopo che è stato approvato un prodotto ad alto rischio nonostante chiare evidenze dei possibili pericoli".
Lo studio è stato pubblicato dalla rivista "Archives of Environmental Contamination and Toxicology".

Fonti: 

http://www.ermesagricoltura.it

http://www.mednat.org/alimentazione/ogm_mais.htm

Il mais Monsanto danneggia gli organi

Monsanto. Sinonimo di OGM. E di danni. Finora non si erano mai dimostrati quelli sulla salute, ma puntato il dito soprattutto sui danni economici agli agricoltori e alla biodiversità. Arriva oggi però un nuovo studio pubblicato sulla rivista International Journal of Biological Sciences che evidenzierebbe come il famigerato mais OGM prodotto dalla multinazionale sarebbe dannoso per la salute dei mammiferi, dunque anche per l’uomo.

Secondo lo studio, illustrato dal Rady Ananda su Food Freedom e riportato dall’Huffington Post, sono tre le varietà di mais OGMapprovato per il consumo negli Stati Uniti, in Europa e in molte altre nazioni: il Mon863, il Mon810 e l’NK603. E tutte arrecherebbero grossi danni ai nostri organi.

E ciò dovrebbe indurre alla riflessione, e non poco, visto che l’Ue ha dato il via libera, lo scorso 22 dicembre, all’importazione ed alla trasformazione in Europa di altre ben tre varietà di mais Ogm, che finiranno sia sulle nostre tavole che per l’alimentazione animale. Un lasciapassare che ha fatto molto discutere visto che gli stati membri dell’Unione Europea da tempo si erano detti contrari alla loro introduzione. Anche negli USA, il Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti ha dato l’ok all’introduzione di una varietà di mais Ogm resistente alla siccità (MON 87460).

Ma la Monsanto si difende dalle accuse, giurando e spergiurando che il mais sia sicuro e dunque destinato al consumo.

Ma gli esperti che si sono occupati dello studio, ed in particolare il primo autore della ricerca Gilles-Eric Séralini, hanno replicato: “Gli effetti erano per lo più concentrati nelle funzioni renale ed epatica, i due principali organi di disintossicazione, ma nel dettaglio differivano per ciascun tipo di OGM”.

Ma in alcuni casi, erano emersi anche disturbi al cuore e alla milza e non hanno alcun dubbio: “I nostri dati suggeriscono in maniera netta che queste varietà di mais OGM inducono ad uno stato di tossicità epatorenale. Tali sostanze non sono mai state parte integrante della dieta umana o animale e quindi le loro conseguenze sulla salute per coloro che li consumano, soprattutto nel lungo periodo sono attualmente sconosciute”.

Rischiare sulla salute. È proprio necessario? Ma è arrivata secca la replica della Monsantosecondo cui “la ricerca è basata su metodi analitici e di ragionamento imprecisi che non mettono in discussione la sicurezza dei prodotti”.

Fonte: http://www.greenme.it/informarsi/agricoltura/6858-ogm-monsanto-salute

Per approfondire l'argomento riferirsi all'apposita sezione sugli OGM.