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Sostanze tossiche in prodotti per bimbi

Un portale classifica la pericolosità delle sostanze tossiche in 8.300 prodotti per bimbi

Un database americano classifica 8.300 prodotti per bambini indicandone il pericolo di tossicità. In Italia il problema riguarda soprattutto i giocattoli contraffatti made in China.

Molti prodotti per bambini, inclusi cuscini e seggiolini, contengono sostanze chimiche ignifughe tossiche in molti casi collegate a casi di cancro, disturbi ormonali e altri effetti negativi sulla salute. Questo emerge da un nuovo studio pubblicato da HealtyStuff.org e condotto dalla Washington Toxics Coalition, un ente non profit di Seattle.

«Bambini e famiglie non dovrebbero essere esposti a questi componenti che possono essere rilasciati dagli oggetti domestici e contaminano l’aria di casa – sostiene Rebecca Meuninck, direttrice della campagna sulla sicurezza ambientale dell’Ecology Center –. Le sostanze chimiche non dovrebbero essere contenute nei prodotti che portiamo nelle nostre case e, soprattutto, negli oggetti con cui vengono a contatto i bambini, che sono più vulnerabili».

La ricerca, Hidden Hazards in the Nursery (“Sostanze pericolose nelle stanze dei bambini”), ha trovato sostanze chimiche tossiche nell'85% dei prodotti testati: dalle culle di vimini ai cuscini per la culla, dai fasciatoi ai seggiolini per l’auto.

La sostanza più presente – trovata in 16 prodotti su 20 di quelli testati – è stato il Chlorinated Tris (TDCPP), un additivo chimico che è stato eliminato volontariamente dai pigiami dei bambini negli anni ’70 quando si dimostrò essere causa di gravi problemi alla salute. La pericolosità è stata, di recente, confermata dal fatto che la California abbia classificato questo prodotto come cancerogeno.

In un altro studio, sempre riportato sul sito di HealthyStuff.org, Poison in Paint, Toxics in Toys (“Veleni nelle vernici e sostanze tossiche nei giocattoli”), è emerso che più di 650 marche contengono sostanze chimiche tossiche che hanno effetti negative sull’equilibrio ormonale. Lo studio riporta che in alcuni giocattoli di plastica, come gli omini della Playmobil e i sonagli della Chicco, è stata trovata la presenza di Bisfenolo A, lo stesso elemento chimico bandito dai biberon.

Per sapere nel dettaglio quali prodotti contengano le sostanze pericolose (tra cui bisfenolo A e TDCPP) si può andare su HealtyStuff.org, dove c’è un database (clicca qui per accedervi) in cui poter controllare più di 8.300 prodotti che riflettono i risultati di oltre 20.000 test di differenti componenti. A partire da questi dati è stata fatta una classifica che indica il livello complessivo di pericolosità del prodotto e dei singoli componenti contenuti.

Nonostante il database di HealtyStuff si riferisca principalmente a prodotti americani, l’Italia non è fuori pericolo, come sottolinea bene l’ultima inchiesta di la Repubblica. Il problema nel nostro paese riguarda soprattutto i falsi giocattoli che vengono importati dalla Cina e che sono pieni di sostanze tossiche. In tutto nel 2011 la Guardia di Finanza ha sequestrato 11 milioni di pezzi contraffatti, per un business illegale che si stimi arrivi a 30 milioni di euro.

Quasi nessuna marca è salva e i giocattoli più contraffatti e pericolosi, secondo la Repubblica, sarebbero le bambole di Hello Kitty, le Cars della Disney, i personaggi di Toy Story, la Barbie, le costruzioni Lego, i Winnie the Pooh, le figurine Panini, Ben 10, Dragonball e Spiderman.

I rischi in cui incorrono i più piccoli sono: soffocamento, perché i giocattoli sono meno resistenti e più facilmente frantumabili; irritazioni della pelle, per l’uso di vernici scadenti; ferite, a causa di difetti di realizzazione, e tossicità, in caso di ingerimento.

E questi prodotti non sono destinati a canali di vendita “alternativi”, ma spesso sono stati sequestrati in quelli tradizionali: supermercati, cartolerie e bancarelle, ma anche online.

Fonte: http://gogreen.virgilio.it

Biberon di plastica rilasciano sostanze nocive

Uno studio europeo condotto su 450 biberon di plastica sostiene che quasi tutti cedono sostanze nocive. I ricercatori fanno parte del Joint Research Centre (JRC) di Ispra un centro di ricerca alle dirette dipendenze della Commissione Europea.
Nella lista troviamo bottiglie di diversi materiali come polietersulfone, poliammide, polipropilene (PP), silicone e anche in policarbonato che però da un anno non si usano più a causa della migrazione di bisfenolo.
I risultati sono abbastanza sorprendenti perché anche nelle bottiglie di poliammide sono state rilevate quantità elevate di bisfenolo. Nelle bottiglie in polipropilene e silicone si è registrato il rilascio di sostanze che non dovrebbero venire a contatto con alimenti. Nei biberon al silicone invece il problema riguarda la migrazione di ftalati ritenuti tossici per la salute.
 

Non si sono riscontrati problemi nei biberon in PES (polieteresulfone) e Tritan (anche se il numero di campioni esaminati è stato ridotto e bisogna fare un ulteriore monitoraggio.

La conclusione dello studio è un po' disarmante perché evidenzia come la decisione di eliminare il policarbonato dal mondo dei biberon sia servita a poco, visto che analoghi problemi si riscontrano nei biberon realizzati con altre plastiche. Il lavoro dei ricercatori durato due anni, si conclude invitando le autorità sanitarie ad intensificare i controlli e auspica una maggiore attenzione a questi fattori nelle prossime valutazioni del rischio associate ai biberon.
Un altro elemento da valutare è che lo studio ha analizzato solo biberon nuovi, mentre la migrazione potrebbe aumentare quando la plastica si graffia e subisce sollecitazioni durante il riscaldamento del latte.

Il consiglio degli esperti è di scaldare il latte in un contenitore e di versarlo nel biberon solo prima del pasto del bambino.
C'è un'ultima accortezza da seguire: quando il biberon comincia a rovinarsi è meglio sostituirlo, perché le superfici rigate favoriscono la migrazione delle sostanze indesiderate.

Una cosa è certa, il vetro è praticamente inerte e va preferito rispetto alle materie plastiche.

In seguito, quando il piccolo è in grado di giocare con il biberon è meglio usare quelli plastica poiché c'è il rischio di rottura e di procurare ferite al bambino. 

Fonte: http://www.cadoinpiedi.it

Bisfenolo A

Ci sono sette classi di plastiche utilizzate per gli imballaggi.

La classe 7 è un po' la classe polivalente ed alcune di queste plastiche, come il policarbonato, spesso identificato con la sigla PC, e le resine epossidiche sono prodotte a partire dal monomero bisfenolo A.

Il tipo 3 (PVC) può contenere il bisfenolo A come antiossidante nei plastificanti.

Il tipo 1 (PET), 2 (HDPE), 4 (LDPE), 5 (polipropilene), e 6 (polistirene) non subiscono il processo di polimerizzazione tramite l'uso di bisfenolo A per la produzione di imballaggi.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Bisfenolo_A

Una nuova ricerca condotta da un team di ricercatori presso l’Università di Cincinnati, Usa, dimostra che il bisfenolo A (conosciuto anche come BPA), spesso presente nelle bottiglie di plastica, può essere dannoso per il cuore, in particolare nelle donne. Un gruppo di ricerca ha rilevato che l’esposizione al BPA e/o alle attività degli estrogeni provoca alterazioni nei cuori dei ratti di sesso femminile.
Inoltre, questi ricercatori hanno scoperto che i recettori degli estrogeni sono responsabili di questo incidere nelle cellule muscolari del cuore. Spiega Scott Belcher, team leader della ricerca:
"Vi è un ampia esposizione al bisfenolo A, nonostante il riconoscimento che esso può avere effetti nocivi. Abbiamo avuto ragione di credere che ha effetti nocivi cardiovascolari ulteriori che possono essere aggiunti alla lista."

BPA, un inquinante ambientale con attività estrogenica, è usato per indurire la plastica ed è comune in molti contenitori dei prodotti alimentari. È stato legato a difetti neurologici, diabete e cancro della mammella e della prostata. Utilizzando colture vive di cellule isolate dal cuore di ratto o topo, i ricercatori hanno esposto brevemente le cellule cardiache del BPA e/o estrogeni. Entrambi i composti hanno provocato cambiamenti nell’attività delle cellule del muscolo cardiaco femminile, ma non gli uomini.

Fonte: http://www.medicinalive.com/medicina-tradizionale/cardiologia/BPA-nocivo-cuore-donne/

Francia e Danimarca vietano biberon contenenti bisfenolo

La Danimarca ha deciso di limitare la vendita di articoli per l'infanzia per uso alimentare contenenti Bisfenolo A, quindi biberon e tazze di policarbonato, la materia plastica che principalmente fa uso di questo composto. In Danimarca il divieto è entrato in vigore dal primo luglio 2010.

Anche in Francia, nella seconda metà di marzo 2010, è stata approvata una proposta del gruppo RDSE (Rassemblement Démocratique et Social Européen, a maggioranza radicale di sinistra) in cui si chiedeva la sospensione della vendita di biberon alla cui base di costruzione ci sia il Bisfenolo A.

In Italia già diverse aziende hanno cominciato a produrre biberon senza Bisfenolo A. Generalmente i biberon senza bisfenolo riportano sulla confezione la scritta “BPA free” (oppure BPA 0%). L’elenco completo dei biberon BPA 0% (aggiornato al 16/11/2010) è scaricabile qui!

Un aggiornamento sui timori della tossicità del prodotto è arrivato inoltre dal recente congresso internazionale condotto dalla Federazione Italiana Endometriosi: secondo una ricerca, il bisfenolo A, che si trova appunto in comuni materiali plastici, potrebbe essere una delle cause dell'endometriosi, o comunque potrebbe aumentarne il rischio. La patologia colpisce in Italia circa 3 milioni di donne.

Secondo fonti non ufficiali il 25/11/2010 l'Europa ha messo al bando i biberon con bisfenolo. La decisione è stata presa dai rappresentanti dei 27 paesi Ue che, a maggioranza qualificata, dopo un lungo negoziato. La produzione di biberon con bisfenolo A sarà vietata a partire dal primo marzo 2011, mentre la loro commercializzazione e importazione a partire dal 1 giugno 2011.

Va ricordato comunque che anche nelle bottiglie  in polipropilene e silicone si è registrato il rilascio di sostanze tossiche che non dovrebbero venire a contatto con alimenti.

Fonti:

http://www.aamterranuova.it/article4485.htm

http://it.wikipedia.org/wiki/Bisfenolo_A

http://www.babygreen.it/2010/11/lue-mette-al-bando-i-biberon-con.html

Torino, omogeneizzati con troppi ormoni: finiscono in ospedale 106 bambine

Negli ultimi due anni ben 106 bambine sarebbero state costrette a ricorrere alle cure dei medici dell'ospedale Re­gina Margherita di Torino perché colpite dal Telarca, la malattia che provoca lo svi­luppo precoce del seno. La denuncia arriva da un medi­co dell'Infantile. Sulla vicen­da il procuratore Raffaele Guariniello ha nel frattempo avviato un'inchiesta, contro ignoti, per lesioni colpose Continua a leggere