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26 Banche Italiane ed Enel declassate da Moody's

Articolo del 19/05/2012

Per le banche italiane la situazione nel corso dei prossimi mesi si prospetta ancor più critica: lunedì Moody’s ha declassato in un colpo solo 26 banche italiane a causa dei rischi dovuti sia alla recessione che alle misure di austerity adottate dal governo Monti, fattori che stanno influendo negativamente sulla domanda interna. Tra questi ci sono tutti i big del settore con Unicredit, Intesa Sanpaolo e Banca Monte Paschi Siena.

La banca d’affari americana ha inoltre sottolineato che i rating delle banche italiane sono fra i più bassi tra le economie avanzate in Europa, segno questo di una loro elevata vulnerabilità alle condizioni operative avverse e che con ogni probabilità sarà la causa un un ulteriore deterioramento nel corso dei prossimi mesi della qualità degli asset e degli utili.

Più nel dettaglio, per 10 banche il taglio del rating attuato da Moody’s è stato di un gradino, per otto banche il taglio è stato di due gradini, per sei banche di tre gradini e per altri due istituti il taglio è stato addirittura di quattro gradini. Come anticipato, la scure di Moody’s ha interessato anche alcuni tra i più importanti gruppi bancari italiani, tra questi citiamo: Unicredit, con un downgrade da A2 ad A3; Intesa Sanpaolo con un downgrade da A2 ad A3; Banca Monte dei Paschi con un downgrade di ben due gradini da Baa1 a Baa3; Banco Popolare con un downgrade da Baa2 a Baa3.

Moody’s ha tagliato inoltre il rating dell’Enel da A3 a Baa1. La decisione si estende anche  alle sussidiarie, Enel Investment Holding B.V., Enel Finance International N.V. e Enel Finance International SA e Endesa S.A., International Endesa B.V.Endesa Capital, S.A.. «Le condizioni deboli dei mercati core di Enel, Italia e Spagna, continuano a mettere sotto pressione gli utili come emerso nei risultati del primo trimestre 2012 annunciati la scorsa settimana» spiega infatti Moody’s. La decisione di tagliare il rating di Enel si basa anche sul «difficile contesto regolamentare di business sia in Italia sia in Spagna».

Ricordo inoltre gli articoli di questi giorni:

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