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Dieta del Gruppo Sanguigno

Secondo il naturopata Peter D’Adamo, un ottimale assorbimento del cibo è determinato dal gruppo sanguigno.

Con il libro ”Eat Right 4 Your Type ”, D’Adamo sostiene che una dieta specifica per ogni gruppo sanguigno, non soltanto comporta la perdita di peso, ma aiuta a prevenire le allergie e la resistenza alle infezioni, nonché a raggiungere una buona salute generale.

Premessa
Il dottor Karl Landsteiner, premio Nobel per la Fisiologia e Medicina, scoprì nel 1909, i quattro principali gruppi sanguigni umani (A, B, AB e 0). Da allora sappiamo che:
- Le persone con gruppo sanguigno 0 sono “donatori universali”. Cioè, possono donare a qualsiasi altro gruppo sanguigno, ma ricevere solo il proprio.
- Le persone appartenenti al gruppo AB sono “ricevitori universali”, cioè possono ricevere sangue da tutti gli altri, ma possono donare solo ai loro simili.
- Gli individui di tipo A possono ricevere sangue dello stesso tipo e dal gruppo 0, ma non dai gruppi B e AB e possono donare ai loro simili del gruppo AB.
- Gli appartenenti al gruppo B possono ricevere sangue dello stesso tipo e dal gruppo 0, ma non quello di tipo A e AB e possono donare ai loro simili di tipo AB.

In seguito, nel 1940, con Salomon Alexander Wiener, scoprì l’antigene D o fattore Rh.

Se si analizza come si sono formati i gruppi sanguigni nel corso della storia dell'umanità, diviene subito evidente che i vari gruppi sanguigni si distinguono moltissimo per quanto riguarda la digestione e le difese immunitarie. Ciò dipende da una ragione semplice: fin dalla notte dei tempi, per sopravvivere, l'uomo si è dovuto adattare alle mutevoli condizioni di vita. Ha dovuto combattere contro il ghiaccio e il gelo, sopportare drammatiche modificazioni climatiche, difendersi dal feroce attacco degli animali selvatici, avere la meglio sulle malattie, avvicinarsi agli altri uomini e, non da ultimo, cambiare radicalmente la propria alimentazione. Nel corso della storia questo ha fatto sì che le caratteristiche fisiche, psichiche e sociali degli uomini si siano modificate completamente. E, per venire a capo della lotta quotidiana per la vita contro la morte, anche il sistema immunitario e l'apparato digerente hanno dovuto adattarsi alle nuove condizioni.
Naturalmente la ricostruzione della formazione dei nostri gruppi sanguigni è solo un piccolo elemento che si va ad incastonare nel puzzle complessivo. In ogni modo, ci aiuta a farci un'idea di quali alimenti risultano più tollerabili a seconda del gruppo sanguigno, in quanto l'organismo vi è abituato da un periodo di tempo incredibilmente lungo.
Gli esperti di nutrizione e i ricercatori che si sono dedicati allo studio dei gruppi sanguigni hanno inoltre analizzato, nel corso di lunghe complesse indagini, delle reazioni biochimiche volte a scoprire per quale ragione lo stesso alimento non viene tollerato in modo uguale da persone con gruppo sanguigno differente. Ebbene, sono pervenuti a un risultato assolutamente sorprendente: ciò dipende da determinate proteine contenute negli alimenti, che somigliano come gocce d'acqua alle specifiche sostanze immunologhe dei gruppi sanguigni. E questo significa che, nel momento in cui mangiamo un alimento che non corrisponde al nostro gruppo sanguigno, le nostre difese immunitarie si preparano già a combattere i corpi estranei.

Cos’è la dieta gruppo sanguigno?

D’Adamo si rese conto che non tutti i trattamenti dietetici rispondevano positivamente sui pazienti.

Si accorse ad esempio, che la dieta vegetariana non era assolutamente adatta ad alcune persone, che rispondevano invece in maniera positiva ad un regime proteico e che quindi non tutte le persone reagiscono allo stesso modo ad un determinato alimento.

Secondo D’Adamo, infatti, in alcuni alimenti sono contenute particolari proteine, chiamate lectine, in grado di influenzare in modo diverso i vari gruppi sanguigni (A, B, AB e 0).

Ogni persona, in relazione al suo gruppo sanguigno, si dimostra intollerante nei confronti di alcune lectine. Queste proteine, una volta introdotte nell'organismo attraverso gli alimenti, sarebbero infatti in grado di attaccare i globuli rossi, agglutinandoli.
Assumere con la dieta queste lectine nemiche sarebbe come subire una piccola trasfusione da un donatore con gruppo sanguigno differente.
Tale danno spiegherebbe l'epidemia di intolleranze alimentari e disturbi legati a determinate scelte dietetiche. Ed è così che dalle pagine del suo primo libro "Eat Right 4 Your Type" pubblicato nel lontano 1997, il Dottor D'adamo lancia un vero e proprio appello al mondo intero:
"seguite la mia dieta del gruppo sanguigno e problemi digestivi, spossatezza e persino alcuni disturbi cronici saranno soltanto un ricordo"

Fonti:

Anita Hebsmann-Kosaris - "La dieta secondo il gruppo sanguigno"

http://www.qnm.it

http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-gruppo-sanguigno.html

 

GRUPPO 0
-La maggior parte della popolazione (46%), ha sangue di tipo O. E' il capostipite dei vari gruppi sanguigni, una specie di cacciatore, caratterizzato da un fisico atletico e da una predisposizione per i cibi di origine animale (carne). Questi soggetti trarrebbero dunque benefici dalle cosiddette diete iperproteiche e chetogeniche come la dieta a zona o la dieta Atkins. Sono invece sconsigliati i latticini, le leguminose ed i cereali come il pane, la pasta (predisposizione genetica alla celiachia) ed il riso. Proprio come i veri cacciatori primitivi questi soggetti dovrebbero svolgere regolarmente attività fisiche pesanti.

Ecco le regole principali:
1) Mangiare frutta e verdura in abbondanza, ma ridurre il consumo di verdure crocifere (cavolfiore, cavoli di Bruxelles, cavolo ecc) e le verdure della famiglia delle Solanacee (melanzane, patate, ecc.) tranne i pomodori.
2) Mangiare carne magra con verdure. Tuttavia, si dovrebbero evitare maiale, salsicce, salumi e cibi salati.
3) Mangiare pesce e frutti di mare ad eccezione di calamari, salmone affumicato, aringhe sotto sale, caviale, pesce gatto e pesci salati, secchi o in scatola.
4) Limitare o evitare il consumo di latte, formaggi stagionati e uova. Sono invece consentiti burro, formaggi freschi e formaggi di soia.
5) Eliminare tutti i prodotti contenenti il grano e il mais.
6) Evitare bevande analcoliche, coca cola e caffè, preferendo tè.
7) Praticare attività fisica con regolarità, meglio gli sport competitivi che richiedono un intenso sforzo fisico.
8 ) Erbe o tisane consentite: tarassaco, menta piperita, olmo, fucus, tiglio, fieno greco, liquirizia, luppolo e rosa canina. Evitare echinacea, aloe, bardana, genziana, rabarbaro o mais.
Gli alimenti che favoriscono l’aumento di peso nei soggetti di tipo 0 sono glutine di grano, mais, fagioli, lenticchie, verdure crocifere (cavoli, cavolfiori e cavolini di Bruxelles). Al contrario, favoriscono la perdita di peso alghe, sale iodato (in modo molto moderato), pesce e crostacei, fegato di manzo, spinaci e broccoli.

 

GRUPPO A

Gli appartenenti al gruppo sanguigno A (39% della popolazione). E' l'agricoltore, comparso soltanto in tempi successivi quando l'uomo conobbe l'agricoltura modificando la propria dieta. Secondo D'Adamo i portatori del gruppo sanguigno A beneficiano di una dieta ricca di alimenti vegetali e cereali; va invece limitato il consumo di carne. Partendo dal presupposto che quello dell'agricoltore è un lavoro meno pesante del cacciatore, D'Adamo consiglia di associare alla dieta attività fisica "rilassante" o comunque non troppo impegnativa (golf, yoga ecc).

Ecco le regole principali:

1) Dieta a base di frutta, cereali, legumi e verdure.
2) Mangiare solo piccole quantità di pesce (carpa, cernia, merluzzo, nasello, salmone, sardine, trota), escludendo i pesci piatti come la passera e la sogliola.
3) Limitare o evitare il consumo di carne, ma evitare assolutamente insaccati, carni in scatola e cibi affumicati o salati (salsicce, salumi, cibi salati …).
4) Evitare il consumo di latte e prodotti lattiero-caseari. Al contrario, la soia e i suoi derivati sono particolarmente adatti.
5) Non consumare cibi pronti.
6) Mangiare regolarmente semi oleosi e frutta secca, ma evitare le noci del Brasile e i pistacchi.
7) Ridurre il consumo di prodotti a base di farina di frumento.
8 ) Praticare una rilassante attività fisica (yoga, Tai Chi, ciclismo, nuoto, escursioni …).
9) Utilizzare in caso di bisogno prodotti a base di erbe tipo camomilla, cardo mariano, echinacea, valeriana, aloe, bardana e biancospino, ma evitare barba di mais e rabarbaro.
Gli alimenti che favoriscono l’aumento di peso nelle persone di tipo A sono la carne, latticini, fagioli e grano, mentre favoriscono il dimagrimento verdure favorendo, oli vegetali, soia e ananas.

 

GRUPPO B

Coloro che appartengono al gruppo B (11% della popolazione). E' il nomade, un individuo con un sistema immunitario e digestivo tendenzialmente molto efficace. Secondo la dieta del gruppo sanguigno queste persone sono le uniche che possono consumare latticini con una certa libertà. Gli unici alimenti sconsigliati sono quelli ricchi di conservanti e di zuccheri semplici. Dato che i nomadi si spostano frequentemente e durante il tragitto hanno tempo di pensare D'Adamo consiglia attività fisiche leggere con un importante componente mentale come il tennis e la camminata.

Ecco le regole principali:
1) Preferire una dieta varia ed equilibrata.
2) Mangiare molta frutta e ortaggi a foglia verde.
3) Mangiate carne magra, ma evitare pollo, maiale e salsicce.
4) Mangiare pesce, ma evitare i frutti di mare. Non consigliati gamberi, granchi, aragoste, cozze, ostriche, vongole, polpo, acciughe, anguille e lumache.
5) Mangiare uova, latte e latticini (l’unico tipo che li tollera bene).
6) Limitare i prodotti a base di grano e mais.
7) Limitare il consumo di semi e noci.
8 ) Praticare un’equilibrata attività fisica moderata come aerobica, ciclismo, nuoto, yoga e tennis.
9) Utilizzare in caso di bisogno, infusi di erboristeria come salvia, menta, ginseng, eleuterococco o liquirizia, ma evitare tiglio, luppolo, rabarbaro, aloe, barba di mais e fieno greco.
Gli alimenti che favoriscono l’aumento di peso nelle persone di tipo B sono mais, lenticchie arachidi, semi di sesamo e grano saraceno, mentre favoriscono la perdita di peso verdure a foglia verde, tè liquirizia, carne, soprattutto fegato, uova e latticini.

 

GRUPPO AB
Gli appartenenti al gruppo AB (4% della popolazione). E' descritto come l'enigmatico e sta nel gradino più alto della scala evolutiva. Dal punto di vista dietetico e sportivo l'enigmatico si pone a metà tra il gruppo A ed il gruppo B. Può quindi consumare con moderazione un po' tutto i cibi, senza esagerare con i latticini. Hanno sistema immunitario vulnerabile, la facilità di adattamento alle condizioni di vita moderno, idoneità per uno sport o attività fisica rilassante, che richiede uno sforzo moderato. L’apparato digerente fragile, ha bisogno di una dieta moderata mista, con un consumo minimo di carni rosse, pasta, fagioli e noci.

Ecco le regole principali:

1) Limitare l’assunzione di carne rossa ed evitare carne in scatola o carne affumicata e stagionata.
2) Mangiare pesce e frutti di mare, evitando l’aragosta, gamberi, granchi, ostriche, vongole, polipi, branzini, acciughe e anguille.
3) Evitare il consumo di prodotti a base di farina di grano e limitare il consumo di pasta.
4) Consumare latte e formaggi, tranne quando non vi è un’eccessiva produzione di muco delle vie aeree superiori. In tal caso devono essere eliminati.
5) Mangiare frutta, soprattutto prugne, uva, ananas e frutti di bosco e verdure in abbondanza, soprattutto pomodori.
6) Preferire grassi vegetali spremuti tipo l’olio d’oliva, ma evitare l’aceto.
7) Rimuovere sottaceti e pepe.
8 ) Preferire una rilassante attività sportiva a sforzo moderato.
9) Nel caso di bisogno utilizzare prodotti a base di erbe come camomilla, cardo mariano, echinacea, eleuterococco, liquirizia o biancospino, ma evitare tiglio, luppolo, aloe, barba di mais, fieno greco e rabarbaro.
Gli alimenti che favoriscono l’aumento di peso negli individui di tipo AB sono carne rossa, mais, grano, grano saraceno, fagioli e semi di sesamo, mentre favoriscono il dimagrimento verdure, alghe, pesce, latte, ananas e tofu.

 

Fonti: 

http://www.qnm.it

http://www.my-personaltrainer.it/dieta/dieta-gruppo-sanguigno.html

Considerazioni sulla dieta

In merito all'argomento della dieta del gruppo sanguigno molte persone mi hanno detto che sebbene un alimento sia sconsigliato dalla dieta loro non hanno mai avuto problemi al riguardo, e anzi è il loro alimento preferito.

Si è in grado di ascoltare i reali bisogni del corpo solo quando non si ascoltano i bisogni della mente. Innanzitutto la nostra dieta è molto più abbondante di quello che il corpo necessita, questo perchè proiettiamo la nostra mancanza interiore all'esterno. Un esempio palese è quando una persona è depressa, triste e allora si riempie di cibo. 

Quello che ci è sempre piaciuto non è detto che sia ciò che il nostro corpo vuole e vi do la mia testimonianza diretta: per vent'anni ho sempre mangiato a pranzo 250 grammi di pasta (da vero italiano!), il mio cibo preferito, e per me era normale sentirmi un pò stanco dopo il pasto, era scontato che doveva essere così. Quando ho cominciato ad informarmi sui rischi della farina bianca e sulla dieta del gruppo sanguigno ho capito che non dovevo mangiare la pasta (di certo non quella di farina di grano 0) e ora dopo aver mangiato a pranzo non mi sento più stanco, ho scoperto che il cibo non è fatto per appesantire il corpo!

Inoltre i disturbi da una dieta sbagliata emergono con l'avanzare dell'età, da giovani magari ci si sente appesantiti, stanchi o qualche allergia magari nemmeno riconosciuta, però col tempo si comincia a non digerire quel cibo e il corpo non ha i nutrienti di cui ha bisogno.

Quindi ascolta il tuo corpo, e se ancora non ci riesci prova la dieta e poi mi dirai gli effetti.

 

Dioni

Alimenti e gruppi sanguingni

In una pubblicazione del 1997 il Dr.Peter D'Adamo con la collaborazione di Catherine Whitney diede alla luce uno studio decennale sulla compatibilità degli alimenti con riferimento ai gruppi sanguigni del sistema AB0. Nella traduzione italiana presso la Sperling e Kupfer ed. si diede conto dei risultati e delle ipotesi comunque interessanti. Se le conclusioni pratiche lasciano luogo alla discussione, le ricerche meritano attenzione per il costante appoggio su basi scientifiche.



Gli antigeni e il sistema immunitario

La natura ha dotato il sistema immunitario di un meccanismo molto sofisticato che gli consente di riconoscere ed eventualmente combattere un agente estraneo. Esso si basa su sostanze chimiche chiamate antigeni, specie di antenne che sporgono sulla superficie delle cellule, formati a loro volta da uno stelo di supporto composto da molecole di zucchero il fucosio e da un’estremità che funge da ricevente-trasmittente. Tutte le forme di vita ne sono in possesso e rappresentano anche delle vere impronte biologiche, risalenti al genotipo cioè ai ceppi di origine. La loro sensibilità è tale da garantire un efficiente e vigile sistema d’allarme. Quando le nostre difese immunitarie entrano in contatto con un antigene estraneo per esempio un germe batterico, prima di scatenare la difesa (attraverso la produzione di anticorpi o il richiamo dei linfociti T) si consultano con l’antigene presente sui globuli rossi. Nella storia della medicina si evidenziarono due principali antigeni sulle membrane dei globuli rossi del sangue: l’antigene A e l’antigene B.

Il gruppo A possiede l’antigene A; il gruppo B possiede l’antigene B; il gruppo AB possiede ambedue gli antigeni; il gruppo 0 (assenza di antigene) possiede soltanto lo stelo o catena di fucosio.

 

 

L'evoluzione della specie umana e i gruppi sanguigni

Analizzando, inoltre, l’evoluzione dell’uomo si è andato chiarendo in questi ultimi anni che i nostri antenati avevano programmi biologici identici ma che nel tempo si sono gradatamente adattati alle diverse condizioni ambientali in cui i grandi gruppi umani trovavano la loro sistemazione..

Il tipo 0 è il gruppo più antico, il basilare, quello dei nostri antenati cacciatori. Le proteine della carne gli fornivano tutta l’energia di cui aveva bisogno. Possiede un sistema immunitario forte e reattivo.

Il tipo A appartiene al momento in cui si verificarono gli stanziamenti nell’agricoltura e nell’addomesticamento degli animali. Nasce l’agricoltore. L’alimentazione con i cereali e lo stile di vita in strutture abitative associate (uomini molto a contatto fra loro) provocò modificazioni a carico del sistema immunitario, con un suo potenziamento nei confronti di nuovi agenti estranei. Comparve l’antigene A.

Il tipo B si ebbe nei primi stanziamenti sulle zone fredde e montagnose del Pakistan e dell’India, per sfuggire al clima torrido delle savane. Nasce il nomade, il bellicoso, il pastore con l’alimentazione che privilegia gli ovini e i prodotti del latte. Compare l’antigene B, caratteristicamente più raro nell’occidente europeo.

Il tipo AB è il più recente e il più raro ma anche il più equilibrato. Eredita la tolleranza di entrambi i tipi A e B e si è quindi specializzato nella produzione di anticorpi (ad esempio il tipo AB può ricevere sangue da tutti ma può donarlo solo al tipo AB, altrimenti distruggerebbe tutti i globuli rossi dell’estraneo). Se gli anticorpi prodotti in grande numero gli consentono una difesa migliore contro le infezioni, generano anche una certa difficoltà a riconoscere sostanze estranee in possesso di antigeni A o B.

 

 

Il fondamento verosimile del rapporto fra alimenti e gruppo sanguigno

Tra sangue e cibo si verifica una reazione chimica che fa parte del nostro patrimonio genetico. Si è scoperto che il sistema digestivo e quello immunitario (ad esso strettamente connesso) conservano una predilezione per i cibi consumati dagli antenati di gruppo sanguigno simile al nostro. E non solo a livello del tubo digerente per l’assorbimento e il trasporto attraverso l’apparato vascolare ma anche al semplice contatto della mucosa orale e gastro-esofagea, ricche di enzimi e di antigeni di superficie.

Secondo studi recenti, particolari proteine denominate lectine, sono presenti negli alimenti, sulla mucosa del digerente (compresi i dotti epatici e pancreatici), sui microrganismi saprofiti che presiedono al processo digestivo e sui microrganismi patogeni. Ad esempio, le lectine di cui sono ricchi i microrganismi hanno la struttura di ventose che consentono loro di ancorarsi sulle mucose. Le lectine che tappezzano i dotti epatici, attraverso i quali la bile si riversa nel duodeno, possiedono una specie di tentacoli atti ad afferrare e bloccare batteri e parassiti.

Le lectine dell’apparato digerente, tuttavia, non sono per tutti della medesima composizione chimica. Esse seguiranno le caratteristiche che le apparentano agli antigeni A o B, presenti sulla membrana degli elementi figurati del sangue, in particolare dei globuli rossi. (Nel gruppo 0 sono quindi assenti sia gli antigeni che le lectine ad essi simili). Ognuno di noi, quindi, sulla mucosa del tubo digerente sarà in possesso di lectine secondo il gruppo sanguigno a cui appartiene.

Quando ingeriamo un alimento contenente lectine incompatibili col nostro gruppo sanguigno (e quindi con quelle dell’apparato digerente) esse si sistemano in un organo (rene, fegato, stomaco, sistema nervoso centrale etc) e iniziano ad agglutinare globuli rossi in quell’area. Il latte, ad esempio, possiede lectine simili all’antigene B: se una persona di tipo A ne ingerisce, il suo sistema immunitario metterà subito in moto i meccanismi di difesa nel tentativo di eliminare l’intruso.

Per fortuna la maggior parte delle lectine presenti nei cibi non è così pericolosa, sebbene possa causare una lunga sequela di problemi. Il 95% delle lectine alimentari viene allontanato senza problemi dall’organismo; il restante 5% però riesce a raggiungere il sangue innescando una serie di reazioni, fino alla distruzione dei globuli rossi.

Ma le lectine possono danneggiare le pareti dell’apparato digerente, scatenando una violenta infiammazione delle mucose che provoca disturbi simili a quelli di un’allergia alimentare, senza raggiungerne l’intensità. Si verifica quindi meteorismo, diarrea, stipsi, nausea, cefalea, vomito, ritenzione della quota liquida fino a una lenta eziologia neoplastica o cancerogena.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/giampocer

La dieta per il gruppo 0

Caratteristiche del tipo 0

Il gruppo 0 (cioè senza alcun antigene sulla membrana dei globuli rossi) preferisce una dieta ricca di proteine animali e un programma di attività fisica intensa. Il suo sistema digestivo appartiene al filo genetico più antico: l’uomo primitivo cacciatore e predatore.
E’ in grado di tollerare bene un leggero stato di chetosi, cioè un’alterazione del metabolismo in cui una certa quota di proteine e grassi riesce ad essere demolita solo fino a un certo limite, oltre il quale si formano sostanze dette corpi chetonici: Questi ultimi, se negli altri gruppi producono disturbi alla funzionalità epatica, nel gruppo 0, entro certi gradi, possono essere utilizzati da cervello cuore e muscoli come energia alternativa al glucosio.
Il soggetto 0 è quindi disponibile a una dieta ricca di carne, anche se dovrà comunque limitarne il consumo a quelle magre per non caricarsi di grassi saturi e alterare la parete delle arterie.
Non tollera invece i prodotti caseari e cereali, ai quali il suo sistema digestivo non si è ancora completamente adattato.

La perdita di peso per il gruppo 0
Il tipo 0 deve limitare il consumo di cereali e di legumi. Il maggior responsabile del suo aumento di peso è il glutine contenuto nel germe di grano e, più in generale, nei prodotti a base di frumento. Le lectine del glutine inibiscono l’attività dell’insulina e impediscono all’organismo di utilizzare le calorie a scopi energetici. Anche le lectine contenute in certi legumi, come i fagioli di Spagna e le lenticchie, hanno spiccata affinità per il tessuto muscolare rendendolo alcalino e quindi meno adatto ad accumulare energia. Le persone di tipo 0, infatti, se riescono mantenere i propri muscoli in una lieve condizione di acidità mantengono la linea perché solo in quel modo bruceranno rapidamente le calorie introdotte col cibo. Altro elemento comune al gruppo 0 è una tiroide pigra che non riesce a produrre la quantità di ormoni necessaria per far funzionare i processi metabolici a pieno ritmo. Da evitare anche le bevande gasate.

Determinano aumento di peso
glutine di frumento e granturco perché interferiscono con l’efficienza dell’insulina e rallentano il metabolismo
fagioli di Spagna, fagioli bianchi, lenticchie alterano l’utilizzazione delle calorie
cavolfiore, cavolo bianco e rosso, cavolini di Bruxelles, senape inibiscono la funzionalità tiroidea

Favoriscono la perdita di peso
alga marina, pesci e frutti di mare, sale iodato perché contengono iodio per la funzionalità tiroidea
fegato per il contenuto di vitamina B attiva il metabolismo
carne rossa, verza, spinaci, broccoli perché attivano il metabolismo

Alimenti particolari per il gruppo 0

La carne e il pollame
L’organismo del gruppo 0 ha grande bisogno di proteine animali (ma attenzione alle porzioni: non più di 180g a pasto). Digerisce e assimila bene la carne perché lo stomaco produce una buona quantità di acido cloridrico e di ormoni che presiedono alla digestione gastrica. E’ bene tuttavia bilanciare l’apporto di proteine con sufficienti quantità di verdura e frutta, altrimenti i succhi gastrici diverrebbero eccessivamente acidi e quindi dannosi per la parete dello stomaco e del duodeno.
- da preferire
agnello, manzo, vitello
- indifferenti
anatra, coniglio, pollo, quaglia, tacchino
- da evitare
maiale, oca, salumi in genere


Il pesce, i crostacei e i frutti di mare
E’ un’altra ottima fonte di proteine animali. I pesci provenienti di acque fredde, come lo sgombro, il merluzzo e l’aringa contengono, com’è ormai noto, dei grassi che fluidificano il sangue poiché riducono l’aggregazione piastrinica e la formazione dei trombi. Essi sono inoltre ricchi di iodio e quindi adatti a stimolare la tiroide pigra del gruppo 0.
da evitare
aringhe in salamoia, polpo, caviale, salmone affumicato


Il latte, i latticini e le uova
Dev’essere drasticamente limitato il loro consumo, perché il gruppo 0 non riesce a sottoporli a metabolismo adeguato. Non si tratta della più nota allergia alimentare poiché quest’ultima non è causata da problemi digestivi bensì da una reazione dell’intero sistema immunitario che produce anticorpi specifici contro il latte e derivati. E’ invece un’intolleranza alimentare che coinvolge solo l’apparato digerente, favorendo disturbi meno massivi. Si possono mangiare anche 4 o 5 uova alla settimana ma solo piccole quantità di latticini.
indifferenti
burro, fiocchi di latte, formaggio di capra, latte e formaggi di soia, mozzarella
da evitare
tutti gli altri formaggi compreso lo yogurt.


Gli olii e i grassi
da evitare solo l’olio di arachide e di mais
semi e frutta secca sono una buona fonte di proteine.
da evitare soltanto gli arachidi e i pistacchi.


I legumi
I soggetti di tipo 0 non sono in grado di metabolizzare in maniera adeguata alcuni tipi di legumi; tutto ciò comporta la riduzione dell’acidità e della funzionalità del loro tessuto muscolare.
da preferire
fagiolini con l’occhio
indifferenti
ceci, fagioli cannellini, fagioli rossi, fave, piselli, fagiolini
da evitare
fagioli bianchi e di Spagna, lenticchie


I cereali
Il gruppo 0 non tollera affatto i prodotti a base di farina di frumento, poiché contengono alcune lectine che reagiscono sia con i componenti del sangue che col sistema digestivo, interferendo con il corretto assorbimento. Il frumento è il primo responsabile dell’aumento di peso dei soggetti di gruppo 0. Da evitare anche il cuscus.
Indifferenti solo la farina di riso, il farro, il grano saraceno, il miglio soffiato, l’orzo e il riso soffiato e brillato, il pane di soia segale e il pane senza glutine, la farina di orzo e di segale (ma non il pane di segale).

Gli ortaggi
Rivestono un ruolo importante nella dieta del gruppo 0 ma non tutti.
Da evitare alcune brassinacee come il cavolo cappuccio, i cavolini di Bruxelles, il cavolfiore e la senape perché possono inibire la tiroide; alcune solanacee come la melanzana e la patata, perché possono provocare disturbi articolari perché le loro lectine tendono a depositarsi a livello delle articolazioni. Il mais tende a favorire l’obesità e il diabete interferendo con l’attività insulinica.


La frutta fresca
La varietà della frutta benefica per il gruppo 0 è molto alta. In particolare
da preferire le prugne secche e fresche e i fichi perché tendono ad abbassare l’acidità del tratto digestivo evitando al gruppo 0, tendente all’iperacidità, la formazione di gastriti e ulcere. Anche il melone è alcalino ma è bene consumarlo con moderazione perché contiene funghi microscopici poco tollerato nel gruppo 0.
da evitare (o moderare) le arance i mandarini e le fragole, la noce di cocco, l’avocado perché sono molto acidi. Anche il pompelmo è acido ma può essere consumato con moderazione perché durante i processi digestivi si comporta come un prodotto alcalino.


Le spezie
Scegliendo le spezie giuste è possibile aumentale l’efficienza dei sistemi digestivo e immunitario.
Da preferire il prezzemolo, il pepe di Cayenna e il curry perché stimolano la circolazione del tratto digestivo. Le alghe sono fonte di fucosio, atto a proteggere lo stomaco; stimolano inoltre il metabolismo contribuendo alla perdita di peso.
Da evitare il pepe bianco e nero e l’aceto perché irritano la parete gastrica.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/giampocer

La Dieta per il gruppo A

Caratteristiche del tipo A

Le persone di tipo A (in possesso, cioè, dell’antigene A sulla membrana dei globuli rossi) ricevono maggiori effetti benefici svolgendo una dieta vegetariana, in particolare con cibi naturali e freschi. Appartiene al filo genetico dei primi stanziamenti agricoli e dell’addomesticamento degli animali. Potremmo così riassumere il profilo del tipo A:
-è il primo vegetariano: necessita di un’alimentazione contadina per restare in linea e conservare energia.
-ha un apparato digerente sensibile
-ha un sistema immunitario troppo tollerante e poco vigile
-si adatta bene a condizioni ambientali e dietetiche stabili
-reagisce bene allo stress praticando attività rilassanti


Il tipo A è predisposto ai disturbi dell’apparato cardiovascolare e all’iperglicemia, a causa di una minore attività dell’insulina pancreatica. Dopo aver assunto cibi inadatti (carne rossa), il suo apparato renale svolge una minore attività emuntoria con ritenzione di liquidi, il suo apparato digerente ha un processo digestivo più lento e in generale si sente intorpidito e stanco. Il gruppo A, al contrario del gruppo 0, soffre in particolare di una minore acidità nella cavità gastrica che non permette una totale demolizione delle proteine della carne. Anche i latticini rallentano il suo metabolismo e poiché sono ricchi di grassi saturi, si rivelano un pericolo per la parete delle arterie.
Il frumento è considerato ambivalente: se ingerito in eccessiva quantità provoca un’acidità eccessiva a livello dei muscoli determinando un maggiore affaticamento (al contrario del gruppo 0 ove i muscoli tendono a funzionare meglio se mantenuti in leggera condizione di acidosi).


Nel gruppo A determinano l'aumento di peso
carne perché viene digerita male e favorisce accumulo di grassi e tossine
latte e latticini perché rallentano il metabolismo delle altre sostanze nutritive
fagioli di spagna e di lima perché interferiscono con gli enzimi digestivi e rallentano il metabolismo
il frumento in eccesso perché inibisce l’attività dell’insulina e ostacola l’utilizzazione delle calorie

Favoriscono la perdita di peso
oli vegetali perché rendono la digestione più efficiente e prevengono la ritenzione di liquidi
alimenti a base di soia perché rendono la digestione più efficiente e vengono metabolizzati rapidamente
gli ortaggi perché vengono metabolizzati rapidamente e aumentano la motilità intestinale
l'ananas perché aumenta l’utilizzazione delle calorie e la motilità intestinale


Alimenti particolari del gruppo A
La carne e pollame
Per raggiungere i maggiori benefici, il tipo A dovrebbe eliminare tutti i tipi di carne dalla dieta; tuttavia basta aumentare il consumo di pesce e preferire la carne più magra come il pollo e il tacchino al forno o alla griglia. Stare alla larga dagli insaccati perché contengono i nitriti, mal tollerati dal tipo A in possesso di succhi gastrici poco acidi.
evitare
agnello anatra coniglio cuore fegato maiale manzo oca salumi vitello
indifferenti
pollo, tacchino

Il pesce i crostacei
Il tipo A può assumere il pesce in modiche quantità tre o quattro volte la settimana ma deve evitare alcuni pesci come la sogliola perché contiene lectine che possono irritare il suo sistema digestivo.
da preferire
cernia, merluzzo, ombrina, salmone, sardine, sgombro, trota
indifferenti
luccio, palombo, pesce spada, spigola, tonno, trota salmonata
meglio evitare
anguilla, aragosta, aringa, calamari, cozze, gamberi, nasello, ostriche, persico-spigola, polpo, sogliola, vongole

Il latte, i latticini e le uova
Il tipo A tollera piccole quantità di formaggi fermentati ma deve evitare prodotti caseari a base di latte intero e limitare il consumo di uova giacché il suo sistema immunitario fabbrica anticorpi diretti contro uno dei principali costituenti del latte intero, la D-galattosamina. Questo zucchero, insieme al fucosio, dà origine all’antigene B il principale nemico del suo sistema immunitario. Se il tipo A soffre di asma bronchiale o di bronchite cronica, le reazioni allergiche tendono ad aggravarsi all’ingestione di latticini.
da preferire
formaggio e latte di soia
indifferenti
gelato allo yogurt, mozzarella magra, ricotta magra, yogurt alla frutta e magro
meglio evitare
burro, camembert, emmental, formaggini, formaggio fresco, gelato con il latte intero, gorgonzola, latte intero e scremato, parmigiano provolone.

Gli olii e grassi
Il tipo A non necessita di un grande apporto di grassi, al contrario deve limitarli. Al contrario, un cucchiaio d’olio di oliva al giorno sull’insalata o sulla verdura contribuisce a una migliore funzionalità del processo digestivo; è inoltre ricco di acidi grassi mono-insaturi che aiutano a ridurre il colesterolo LDL e innalzano le HDL. Le lectine contenute nell’olio di mais e di semi di arachide, invece, causano problemi digestivi.
I legumiIl tipo A prospera ingerendo le proteine contenute nei legumi. Tuttavia i fagioli bianchi di Spagna, quelli di Lima, i fagioli rossi e i ceci contengono una lectina che può ridurre la produzione dell’insulina e favorire l’iperglicemia.

I cereali
Il tipo A si adatta bene a una dieta a base di cereali ma deve preferire i prodotti meno raffinati. Il glutine di frumento, in particolare, produce un’eccessiva quantità di acido che potrebbe danneggiare il suo sistema muscolare. In quel caso assumere frutta che genera un aumento di alcalinità.
da preferire
grano saraceno, dolci di riso, pane di soia, farina d’avena di segale di riso
indifferenti
crusca di riso e d’avena, fiocchi di mais, farina d’avena di mais e di riso, miglio soffiato, orzo, riso soffiato, pane di farro e di miglio, pane di sola segale e senza glutine
da evitare
pane di frumento integrale, pane di segale e altri cereali, farina bianca e di frumento integrale, pasta fresca di grano tenero, pasta di semola di grano duro.

Gli ortaggi
Sono di vitale importanza per il tipo A perché forniscono minerali enzimi e antiossidanti. Meglio però assumerli crudi o cuocerli al vapore o al forno per ridurre più possibile la perdita di quelle sostanze.
Sono tuttavia raccomandati i broccoli ricchi di antiossidanti; rinvigoriscono il sistema immunitario (particolarmente vulnerabile nel gruppo A) e prevengono le mutazioni cellulari. Consigliati anche il cavolo verde, le carote, la verza, la zucca e gli spinaci; in modo particolare l’aglio che nel tipo A, oltre la fluidificazione del sangue, svolge in modo più puntuale le sue proprietà difensive e antibiotiche. Anche le cipolle bianche contengono un potente antiossidante chiamato quercetina.
Da evitare invece i peperoni e le olive fermentate che possono provocare disturbi della digestione gastrica; anche i pomodori, le patate, il cavolo rosso e bianco contengono delle lectine che nel tipo A e B posseggono un potere agglutinante nocivo per l’apparto digerente. In sintesi:
da preferire
aglio, bietole, broccoli, carciofi, carote, cavolo rapa e verde, cicoria, cipolle rosse gialle e spagnole, lattuga romana, porro, prezzemolo, rafano, rape, scarola, spinaci, tarassaco, verza, zucca.
indifferenti
asparagi, avocado, barbabietole, cavolfiore, cavolini di Bruxelles, cerfoglio, cetrioli, cime di rapanello, cipolle verdi, crescione d’acqua, cumino, coriandolo, finocchi, indivia, altre lattughe, mais, olive verdi, radicchio, rapanelli, rucola, scalogno, sedano, zucchini.
da evitare
cavolo bianco cinese e rosso, funghi coltivati, melanzane, olive greche, nere e spagnole, patate bianche, dolci e rosse, peperoncino, peperoni gialli, rossi e verdi, pomodori.

La frutta fresca
Il tipo A deve mangiare frutta almeno tre volte al giorno (a meno che non abbia problemi di calorie per sovrappeso). E’ tuttavia importante che scelga la frutta più alcalina come i frutti di bosco e le prugne per equilibrare l’azione dei cereali che tendono a rendere i muscoli più acidi. Anche i meloni mielati sono alcalini ma poiché contengono un’elevata quantità di funghi microscopici (le muffe) potrebbero dare problemi digestivi. I frutti tropicali, come il mango e le papaia, contengono un enzima digestivo che non è benefico per il tipo A come lo è per gli altri gruppi. L’ananas è invece un ottimo digestivo.
Assolutamente da evitare sono le arance che irritano lo stomaco del tipo A, povero di succhi acidi, e interferiscono con l’assorbimento dei minerali indispensabili. Il pompelmo invece, pur essendo acido, esplica un’azione benefica perché al termine della digestione tende a divenire alcalino. Anche i limoni, controllando la produzione di muco gastrico, svolge nel tipo A un potere benefico. Per aumentare l’assunzione di vitamina C, potente antiossidante e antitumorale, si può far uso anche di Kiwi.
La lectina contenuta nella banana non è ben tollerata dal tipo A. Per assumere potassio, fare uso di albicocche, fichi e altre varietà di melone.
da preferire
albicocche, ananas, ciliegie, fichi freschi e secchi, limoni, miritlli, more, pompelmo, prugne nere, rosse, verdi e secche, uva sultanina.
indifferenti
anguria, avocado, cachi, datteri, fichi d’india, fragole, kiwi, lamponi, melagrana, mele, melone d’inverno, di Spagna e gialletto, pere, pescanoce, pesche, pone, ribes nero e rosso, uva.
da evitare
arance, banane, mandarini, mango, melone mielato, noci di cocco, papaia, rabarbaro.

I semi e la frutta secca
Semi di zucca, di girasole, mandorle e noci sono alimenti preziosi per il tipo A perché correggono il deficit di proteine dovuto all’eliminazione della carne. Tuttavia essi contengono molte calorie e richiedono un grande lavoro del sistema epatico. Sono quindi da evitare in una dieta atta a perdere peso e in coloro che hanno problemi ipercolesterolemia e insufficienza epatica.

Le bevande
Un bicchiere di vino rosso è un ottimo aiuto per il cuore. Anche il caffè e il tè verde vanno bene (meglio se alternati) perché stimolano la produzione di acido gastrico.
da preferire
Caffè, tè verde, vino rosso
indifferenti
vino bianco
da evitare
acqua di seltz e di soda, bibite a base di cola, birra, liquori, tè nero anche deteinato.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/giampocer

La Dieta per il gruppo B

Caratteristiche del tipo B
Il gruppo B appartiene al filo genetico dei gruppi umani divenuti nomadi e pastori, il cui organismo era portato ad adattarsi a sempre nuove culture. E’ dotato di caratteristiche uniche e a volte camaleontiche con un sistema immunitario più evoluto e vigile e quindi in grado di resistere ai cambiamenti e alle aggressioni che colpiscono le società più sviluppate, come i disturbi cardiovascolari e tumori.
Potremmo così riassumere il profilo del tipo B:
-ha un apparato digerente efficiente
-ha un sistema immunitario vigile
-si adatta bene ai cambiamenti dietetici
-preferisce il latte e i prodotti caseari
-reagisce allo stress equilibrando l’attività mentale e fisica


La dieta del gruppo B è quindi molto bilanciata, comprendendo il meglio del regno animale e vegetale.

La perdita di peso
Per evitare l’aumento di peso il gruppo B deve astenersi dal granoturco, dal grano saraceno etc che interferiscono con l’attività insulinica ostacolando il metabolismo e provocando ipoglicemia. Come il gruppo 0, non tollera la lectina del frumento. La tiroide invece funziona bene e i prodotti caseari sono ben tollerati.


Favoriscono l’aumento di peso
granoturco, lenticchie, grano saraceno, frumento perché riducono l’attività insulinica
arachidi perché riducono l’attività insulinica e la funzionalità epatica
favoriscono la perdita di peso
ortaggi verdi, carne, fegato, uova e latticini perché attivano il metabolismo

Alimenti particolari del gruppo B
La carne e il pollame
Sembra che la carne bovina rossa sia alla base delle malattie autoimmunitarie e dell’astenia che colpisce il gruppo B. I suoi antenati si adattavano meglio alla carne di pastorizia. Anche la carne di animali più domestici è poco indicata.
da preferire
agnello, coniglio, montone
indifferenti
fagiano, tacchino, vitello
da evitare
manzo, anatra, maiale, oca, pollo, quaglie, salumi in genere


Il pesce, i crostacei e i frutti di mare
Il pesce è un ottimo alimento per il gruppo B, specie di acque fredde e profonde (merluzzo, salmone etc) ricchi com’è noto di oli polinsaturi atti a proteggere le arterie e ad abbassare il livelli di colesterolo nel sangue. Granchi, aragosta e frutti di mare sono invece sconsigliati perché contengono lectine dannose per il gruppo B. Fanno parte dei cibi vietati, ad esempio, nella Bibbia che rispecchia l’antica cultura nomade; i divieti antichi riflettono quasi sempre motivi d’igiene alimentare.
da evitare
acciughe, anguilla, aragosta, cozze, gamberi, granchi, lumache, ostriche, polpo, rane, spigola, salmone affumicato, vongole.

Gli olii e i grassi
Sono da evitare l’olio di rachide, di girasole, di sesamo e di mais perché contengono lectine dannose al gruppo B.

I legumi
Da evitare i ceci, i fagioli con l’occhio e le lenticchie perché contengono lectine che interferiscono con l’attività insulinica del gruppo B.


I cereali e i prodotti da forno
Sono ben tollerati, ad eccezione del frumento che contiene una lectina che si attacca ai recettori dell’insulina presenti sulle cellule adipose.
Da evitare anche pane di cerali misti, di frumento integrale e di soia.
Indifferente il pane di segale, di farro e di altri cereali.

Gli ortaggi
Il gruppo B può usare una grande quantità di ortaggi eccetto i pomodori che contengono una lectina mal tollerata dalla parete gastrica; il mais, le cui lectine interferiscono con l’efficienza dell’insulina e quindi alterano il metabolismo dei carboidrati e le olive che contengono dei funghi microscopici potenzialmente responsabili per i gruppo B di reazioni allergiche. Da limitare anche i carciofi, i ravanelli, la zucca.
Poiché il gruppo B tende ad essere più vulnerabile per le infezioni virali e le malattie autoimmunitarie, è necessario che privilegi molto le verdure a foglia verde, ricche di magnesio, un minerale che aiuta l’organismo a combattere l’affaticamento e quindi a salvaguardare le difese immunitarie.

La frutta fresca
Da evitare solo l’avocado, i cachi, i fichi d’india, la noce di cocco.
La frutta secca
Alcune specie come i semi di arachide, i pistacchi e i pinoli sono da evitare perché contengono lectine dannose al gruppo B.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/giampocer

La Dieta per il gruppo AB

Caratteristiche del tipo AB
Il gruppo AB è relativamente giovane, raro e anche biologicamente complesso. Ha fatto la sua comparsa meno di mille anni fa ed è posseduto solo dal 2-5 per cento della popolazione . La presenza di due antigeni, infatti, gli conferisce caratteristiche simili per certi aspetti a quelle del gruppo A, per altri a quelle del gruppo B e per altri ancora a una fusione di entrambi. Questa molteplicità può assumere una valenza positiva e negativa secondo le circostanze. In linea di massima, la maggior parte dei cibi dannosi per il gruppo A o B sono dannosi anche per il gruppo AB con qualche eccezione.

La perdita di peso
La contemporanea presenza dei due antigeni A e B crea alcuni problemi. La predisposizione genetica a consumare la carne (caratteristica del gruppo B), resta insoddisfatta nel gruppo AB poiché le cellule del suo stomaco secernono, come nel gruppo A, scarse quantità di acido cloridrico e di ormoni ad esso collegati: una condizione che rende difficile la digestione della carne. Per una diminuzione di peso, il gruppo AB deve quindi ridurre drasticamente il consumo di carne. Anche il consumo dei fagioli di Spagna e di Lima, del granoturco, del grano saraceno o dei semi di sesamo devono essere evitati, come nel gruppo B, poiché limitano l’efficienza dell’attività insulinica a favore del metabolismo dei carboidrati. Sebbene il gruppo AB tolleri bene i cibi a base di frumento, deve tuttavia limitarne il consumo perché renderebbe il suo tessuto muscolare troppo acido, mentre il metabolismo del gruppo AB è più efficiente in condizioni alcaline.


Favoriscono l’aumento di peso
carne rossa, fagioli di Spagna, granoturco, grano saraceno perché i loro grassi vengono scarsamente metabolizzati alterando la flora del tratto intestinale
fagioli e di Lima perché limitano l’efficienza dell’attività insulinica per il metabolismo dei carboidrati
frumento perché limitano l’efficienza dell’attività insulinica e l’alcalinità muscolare
favoriscono la diminuzione di peso
pesce attiva il metabolismo
latte e formaggi perché migliorano la produzione d’insulina
ortaggi a foglia verde perché attivano il metabolismo
ananas perché stimola la motilità intestinale

Alimenti particolari del gruppo AB
Carne e pollame
La bassa acidità gastrica non permette di digerirla bene, se non assumendone ridotte quantità e in modo poco frequente. Da preferire, comunque, la carne di agnello di coniglio e di tacchino.

Il pesce e i crostacei
Sono un’ottima fonte di proteine per il gruppo AB. Da evitare solo le acciughe, l’anguilla, i gamberi, le ostriche, il polpo, la spigola, il salmone affumicato, le vongole.

Il latte, i latticini e le uova
In questo caso, la componente B assume un ruolo dominante nei confronti della A. Via libera perciò allo yogurt e ai formaggi magri. La componente A, tuttavia, tende a produrre un eccesso di muco responsabile dei disturbi respiratori, di sinusiti e otiti. In presenza di questi problemi e nell’ipercolesterolemia, ridurre il consumo dei prodotti caseari stagionati, del burro e delle uova.

Olii e grassi
Il gruppo AB deve privilegiare l’olio di oliva per la presenza di grassi monoinsaturi, l’olio di mais, ricco di grassi polinsaturi, solo a crudo; l’olio di arachidi, ricco di grassi saturi che favoriscono il tasso di colesterolo nel sangue, solo nella frittura

La frutta secca
Da limitarne il consumo perché contiene lectine in grado di ridurre nel gruppo AB l’attività dell’insulina e quindi il metabolismo dei carboidrati

I legumi
Sono da evitare solo i fagioli di Spagna e di Lima, i ceci, i fagiolini con l’occhio e le fave.

I cereali
Il gruppo AB tollera bene i cereali. Unico a creare qualche problema è il frumento perché potrebbe favorire l’eccesso di muco, specie in soggetti con problemi del tratto respiratorio, dei seni nasali e dell’orecchio. E’ bene, tuttavia, che il gruppo AB limiti il consumo di pasta a una o due volte la settimana.

Gli ortaggi
Gli ortaggi freschi sono, per il gruppo AB, addirittura essenziali perché riducono il rischio cardiovascolare a cui è sottoposto. E’ bene assumerli anche più volte al giorno. Anche i pomodori, mal tollerati in A o in B, non creano problemi. Qualche problema dai carciofi, il mais, i peperoni, le olive nere, i rapanelli.

La frutta fresca
Il tipo AB deve privilegiare i frutti più alcalini come l’uva, le prugne e i frutti di bosco. Da evitare le arance perché irritanti lo stomaco e quindi in grado di interferire con l’assorbimento di alcuni minerali indispensabili. Il pompelmo e il limone, invece, nel momento della digestione sviluppano un certo grado alcalinità e quindi possono essere assunti senza problemi. La banana produce problemi di assorbimento nel gruppo AB; al suo posto, per una buona fonte di potassio, sono da consumare le albicocche, i fichi e il melone.

I succhi e le bevande
Il gruppo AB dovrebbe iniziare la giornata bevendo un bicchiere di acqua insaporita col succo di mezzo limone, atto ad eliminare l’eccesso di muco. Altre bevande da preferire sono il succo di carote, di ciliege, di mirtilli, di uva, di papaia.

Le spezie
Il gruppo AB deve limitare l’assunzione di sale di sodio e l’aceto; evitare il pepe, l’aglio, il curry, il prezzemolo.

Le conserve e le salse
Da evitare tutti i cibi in salamoia e sottaceto nonché il ketchup che contiene aceto.

Gl’infusi e le bevande
Il gruppo AB deve stimolare il suo sistema immunitario troppo pigro anche con infusi di alfa alfa, di bardana, di biancospino, di camomilla, di echinacea, di rosa canina. Ottimo il vino rosso per la sua attività sulle arterie in grado di ridurre il rischio cardiovascolare; anche una o due tazzine di caffè perché aumenta l’acidità e quindi la digestione gastrica e contiene i medesimi enzimi presenti nella soia. Per ottenere il massimo dei vantaggi, è consigliabile alternare regolarmente caffè e tè verde.

 

Fonte: http://digilander.libero.it/giampocer

Gruppo 0: I carnivori

È il gruppo sanguigno più antico. Si è sviluppato circa 40.000 anni a.C., ai tempi dell'uomo del Cro-Magnon (così chiamato per via del luogo di ritrovamento, in Dordogna, nel sud della Francia), un ominide molto simile a noi. Si pensa che vivesse nei territori corrispondenti all'attuale India. Il suo contemporaneo più anziano, l'uomo di Neanderthal, durante l'ultima glaciazione visse invece nella tundra e nei boschi aperti. Non è ancora chiaro come mai le sue tracce si perdano attorno al 30.000 a.C. nell'area europea. Si suppone che non fosse all'altezza della battaglia per la vita. Gli uomini del Cro-Magnon erano cacciatori abili e scaltri, capaci di costruire e utilizzare vari strumenti e armi (giavellotti, lance, clave). Dato che si nutrivano di carne, le proteine animali erano la loro fonte di energia primaria. In questo periodo si formarono le caratteristiche principali dell'apparato digerente del gruppo sanguigno 0.
Gli uomini del Cro-Magnon si moltiplicarono velocemente, e ciò diede inizio alle battaglie per la conquista delle zone di caccia. Le prede non erano più sufficienti per nutrire tutti e così, in cerca di nuove riserve, attorno al 20.000 a.C., gli uomini si spostarono dapprima in Europa, per popolare poi mano a mano tutti i continenti. Qui le loro abitudini alimentari si modificarono, presumibilmente in seguito al fatto che avevano decimato drasticamente gli animali e che non riuscivano più a nutrirsi esclusivamente con i frutti della caccia. Spinti dalla necessità, iniziarono a mangiare tutto quello che riuscivano a digerire: frutti, insetti, noci, radici e piccoli animali e, nelle regioni costiere, anche pesci.
Oggigiorno il "gruppo sanguigno dei carnivori" è quello più diffuso. in Germania, per esempio, circa il 38-40% della popolazione ha sangue del gruppo 0. A causa del loro patrimonio genetico, queste persone possiedono un sistema immunitario forte e resistente e un desiderio di affermazione molto sviluppato.


Discendenza: cacciatori e raccoglitori.

Apparato digerente: piuttosto robusto. Produce acido gastrico in abbondanza (importante per digerire la carne). Tollera male i prodotti derivati dai cereali, come il pane e il germe di frumento, e i latticini.

Sistema immunitario: estremamente attivo, reagisce immediatamente ed è molto sensibile ai nuovi influssi e ai cambiamenti.

Si raccomandano: carne, pollame e pesci marini come l'aringa, il merluzzo e lo sgombro.
Se si tratta di una questione di linea ... dovreste mangiare solo raramente cereali, pane, fagioli e legumi. Soprattutto il germe di frumento e i prodotti a base di frumento integrale non sono ideali per il sangue di tipo 0. Contengono infatti troppe lettine del glutine, che ostacolano il metabolismo dell'insulina. Le calorie possono bruciare solo a fiamma minima e non viene liberata abbastanza energia. Per esempio, le lettine contenute nelle lenticchie e nei fagioli si depositano nel tessuto muscolare, che reagisce in modo basico, ma affinché i muscoli possano funzionare bene, nel sangue di tipo 0, l'equilibrio acido-basico dovrebbe tendere invece a una lieve acidità. Tra l'altro, questo fa sì che le calorie brucino più rapidamente. Ovviamente questo vale solo per le persone che hanno gruppo sanguigno 0!
Chi ha problemi di linea, tende alla ritenzione idrica, soffre di crampi muscolari o si stanca facilmente e non riesce a concentrarsi, probabilmente, senza saperlo, ha anche problemi alla tiroide, che non produce abbastanza ormoni. In medicina questa ipofunzione tiroidea viene detta ipotiroidismo, ed è una manifestazione che gli esperti del sangue hanno osservato particolarmente spesso nelle persone con gruppo sanguigno 0.

Ingrassanti del gruppo sanguigno 0: cavolfiore, fagiolini, lenticchie , mais, cavolini di Bruxelles, cavolo rosso, fagioli bianchi, cavolo bianco, frumento.

Dimagranti del gruppo sanguigno 0: alghe, broccoli, pesce e frutti di mare, verdura a foglia verde, carne rossa (agnello, bue, cacciagione)

Bibliografia: Anita Hebsmann-Kosaris - "La dieta secondo il gruppo sanguigno" - Milano 1998

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gruppo A: I Vegetariani

Il gruppo sanguigno A, secondo per diffusione, comparve per la prima volta nel neolitico (25.000 - 15.000 a.C.), presumibilmente in Asia o in Medio Oriente. Gli uomini erano diventati sedentari e vivevano in comunità stanziali orientate all'agricoltura. Erano in grado di procurarsi da sé il cibo, poiché avevano imparato a coltivare il grano e ad allevare il bestiame. Il consumo di carne diminuì molto a favore delle sostanze nutritive di origine vegetale. Questa modificazione radicale delle condizioni ambientali e dell'alimentazione ebbe effetti soprattutto sull'apparato digerente e sul sistema immunitario. La nuova alimentazione, prevalentemente vegetariana, propria delle popolazioni del neolitico, fece sì che, per poterla digerire al meglio, il semplice apparato digerente dei cacciatori dovette adattarsi. Inoltre, dato che le zone erano densamente popolate, per poter sopravvivere gli agricoltori dovevano essere particolarmente resistenti contro le infezioni. I geni del gruppo sanguigno A arrivarono infine in Europa attraverso l'Asia e il vicino Oriente e, a poco a poco, l'apparato digerente perse la capacità di digerire la carne.
Il gruppo sanguigno A è quello più diffuso tra gli abitanti dell'Europa occidentale. Dal 43 al 45% dei tedeschi hanno questo gruppo sanguigno. La caratteristica fondamentale che queste persone hanno ereditato dai loro progenitori è la buona tolleranza dell'alimentazione prevalentemente vegetale, nonché il loro sviluppato spirito di solidarietà.

Discendenza: primi antenati sedentari, agricoltori.

Apparato digerente: sensibile. Ha difficoltà a scindere e proteine e i grassi di origine animale. Tollera bene vegetali, il tofu, il pesce e i frutti di mare, i cereali, i legumi e la frutta.

Sistema immunitario: sensibile e adattabile.

Si raccomandano: molta verdura fresca, alimentazione naturale, cereali (a parte il frumento) e piatti a rase di soia.
Se si tratta di una questione di linea ... con la carne non riuscirete ad ottenere molto. Al contrario. Nelle persone con gruppo sanguigno A le proteine animali frenano il metabolismo. Mentre in coloro che hanno sangue di tipo 0, un bel pezzo di carne mette tutto a posto, al tipo A una grossa bistecca non fa altro che rubare energie, appesantire e causare difficoltà di concentrazione. Infatti, per digerire le proteine animali l'organismo delle persone con gruppo sanguigno A deve svolgere un lavoro molto faticoso. Le persone con gruppo sanguigno A non sono in grado, come anche i carnivori con sangue di tipo 0, di creare la quantità di acido gastrico necessaria per scindere chimicamente gli alimenti difficili da digerire. Quanto detto per la carne vale anche per il latte, che è molto ricco di grassi saturi. In altre parole: il latte non rende sane le persone con gruppo sanguigno A, ma le fa solo ingrassare.
Anche il frumento può causare dei problemi, nonostante faccia parte dei cereali, una categoria alimentare molto adatta all'apparato digerente delle persone con sangue di tipo A. Quindi non ne dovete mangiare quantità eccessive, altrimenti il tessuto muscolare reagirà in modo acido, contrariamente al sangue di tipo 0, in cui il frumento provoca una reazione basica. Comunque, in entrambi si tratta di una reazione indesiderata. Infatti, per potersi sentire bene, chi ha gruppo sanguigno 0 ha bisogno di un tessuto muscolare più acido, mentre chi ha gruppo sanguigno A necessita di un tessuto muscolare più basico.
Nelle persone con gruppo sanguigno A gli edemi e i depositi di grasso possono essere le inevitabili conseguenze di un metabolismo affaticato.

Ingrassanti del gruppo sanguigno A: carne, fagioli comuni, latticini, frumento (in eccesso).

Dimagranti del gruppo sanguigno A: ananas, verdura, fagioli di soia, preparati a base di soia.

Bibliografia: Anita Hebsmann-Kosaris - "La dieta secondo il gruppo sanguigno" - Milano 1998

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gruppo B: Gli onnivori (o quasi)

Il gruppo sanguigno B si è sviluppato più o meno tra il 15.000 e il 10.000 a.C. tra i monti dell'Himalaya occidentale. Gli uomini si erano spostati dall'Africa orientale all'Europa, all'Asia e all'America del nord, centrale e del sud. In quest'epoca il gruppo sanguigno B era, per esempio, tipico degli uomini che vivevano nell'Asia sudorientale e nelle steppe euroasiatiche.
La loro alimentazione era riconducibile all'allevamento del bestiame e i latticini e i prodotti agricoli erano particolarmente importanti. In generale, il gruppo sanguigno B viene messo in relazione con le culture che mangiavano grandi quantità di prodotti caseari fermentati.
Quando i mongoli si inoltrarono in Asia, si formarono due gruppi distinti con sangue di tipo B. Un gruppo sedentario si insediò nella parte a sud e a est del continente ed era orientato prevalentemente all'agricoltura. Il gruppo nomade e guerrigliero si spinse invece fino all'Europa dell'est.
Le conseguenze di tutto ciò sono visibili ancora oggi: se si fa un paragone con i vicini occidentali, in Germania e in Austria un numero sorprendente di persone, ossia uno su dieci, ha gruppo sanguigno B. I portatori del gruppo sanguigno B hanno ereditato dai loro antenati una particolare capacità di adattamento alle varie condizioni di vita.

Discendenza: nomadi, abitanti della steppa.

Apparato digerente: robusto. Tollera la carne (ma niente carne di tacchino!), i latticini e i vegetali.

Sistema immunitario: forte e adattabile.

Si raccomanda: alimentazione equilibrata a base di carne, cereali, frutta e verdura.
Se si tratta di una questione di linea ... dovreste eliminare dalla vostra dieta soprattutto il mais, il grano saraceno, le lenticchie, le arachidi, il sesamo e i prodotti a base di frumento. Anche se le lectine che arrivano nell'organismo attraverso questi alimenti non hanno la stessa struttura, hanno comunque qualcosa in comune: sono in grado di alterare la produzione dell'insulina. Questo ormone, prodotto dal pancreas, è tra l'altro responsabile del metabolismo degli zuccheri. Stimola inoltre la scissione dei carboidrati e garantisce un livello glicemico equilibrato. Ma se viene prodotta troppo poca insulina, questi meccanismi si alterano. I primi sintomi possono consistere in una grande stanchezza al termine dei pasti. Nelle persone con gruppo sanguigno B le lectine "buone" contenute nei germi di frumento e nei prodotti integrali frenano ulteriormente il metabolismo. Di conseguenza, il corpo brucia gli alimenti solo a fiamma molto bassa e tutto quello che non può essere trasformato in energia, prima o dopo, si andrà a depositare nelle cellule di grasso dei fianchi, del sedere e della pancia.
Si verifica però un fenomeno curioso: le lectine contenute nel frumento, da sole, danno meno fastidio al metabolismo delle persone con gruppo sanguigno B rispetto a quello, per esempio, delle persone con sangue di tipo 0, ma se agiscono in combinazione con altre lectine dannose (contenute per esempio nel mais), danneggiano pesantemente anche le persone con gruppo sanguigno B. Per questa ragione chi ha questo gruppo sanguigno e vuole perdere peso dovrebbe lasciar perdere il frumento e il grano duro. Può però consumare liberamente latticini.

Ingrassanti del gruppo sanguigno B: grano saraceno, arachidi, lenticchie, mais, sesamo, frumento.

Dimagranti del gruppo sanguigno B: uova e latticini magri, carne (interiora: fegato), verdura a foglia verde, tè alla liquirizia.

Bibliografia: Anita Hebsmann-Kosaris - "La dieta secondo il gruppo sanguigno" - Milano 1998

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gruppo AB: I moderni buongustai

Il gruppo sanguigno AB è quello più giovane ed è anche il più raro. Solo il 5% della popolazione ha questo gruppo sanguigno, la cui origine risale ad appena 1.000-1.200 anni fa. Il gruppo AB è il risultato del miscuglio delle due stirpi di popolazione con gruppo sanguigno A e B, per esempio dei caucasici con gruppo A e dei mongoli con gruppo B.
Il sistema immunitario di chi appartiene al gruppo sanguigno AB ha particolari caratteristiche ed è in grado di creare speciali anticorpi contro gli agenti batterici. Di conseguenza, le allergie e determinate malattie del sistema immunitario insorgono più raramente in queste persone. Per contro, gli scienziati hanno scoperto che sono più predisposti a determinati tipi di tumore. Anche l'apparato digerente è piuttosto sensibile.
D'Adamo, lo studioso americano dei gruppi sanguigni, considera le persone che hanno questo gruppo sanguigno i "delicati discendenti di un raro collegamento tra i tolleranti uomini con gruppo sanguigno A e gli originariamente barbari, ma equilibrati tipi B". Dato che in questi uomini dei tempi moderni si combinano le caratteristiche del gruppo A e quelle del gruppo B, per loro va bene un'alimentazione varia ed equilibrata.

Discendenza: caucasici, mongoli.

Apparato digerente: tollera un'alimentazione onnivora ed equilibrata.

Sistema immunitario: estremamente adattabile.

Si raccomandano: carne, pesce, latticini (acidi), legumi, cereali, frutta e verdura.
Se si tratta di una questione di linea ... la carne rossa, i fagioli comuni, i fagioli di Lima, le noci, i semi e i gherigli, il mais e il grano saraceno non dovrebbero comparire sulla vostra lista della spesa. Dato che il gruppo sanguigno AB è una moderna alleanza tra i gruppi sanguigni A e B, ha preso qualcosa da entrambi. Gli alimenti che fanno particolarmente bene o male alle persone con sangue di tipo A o B vengono generalmente tollerati in modo analogo dal gruppo sanguigno AB. Ma esistono tuttavia delle eccezioni che confermano la regola: ci sono determinate lectine, per esempio nei pomodori, che fanno raggrumare il sangue del gruppo A e B, ma che non influiscono invece sul sangue di tipo AB. Chi ha questo gruppo sanguigno può quindi mangiare qualsiasi tipo di pomodori. La digestione del gruppo AB non ha problemi neanche con il glutine del frumento, che crea invece complicazioni alle persone con sangue di tipo 0, A oppure B. Ma se pesate troppo, dimenticatevi il frumento. Infatti esso tende a rendere il tessuto muscolare lievemente acido, ma per bruciare le calorie il vostro tessuto muscolare deve essere leggermente alcalino.

Ingrassanti del gruppo sanguigno AB: grano saraceno, fagioli comuni, fagioli di Lima, noci, semi e gherigli, carne rossa, frumento.

Dimagranti del gruppo sanguigno AB: ananas, pesce verdura verde, latticini, tofu.

Bibliografia: Anita Hebsmann-Kosaris - "La dieta secondo il gruppo sanguigno" - Milano 1998