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16/12/2011 Limite per la tracciabilità dei pagamenti a 1.000 euro e contrasto all'uso del contante

Riporto l'articolo completo della manovra riguardante l'intenzione del governo di spingere l'economia del paese verso sempre un più intensivo uso della moneta digitale fino a quasi dimenticare la moneta. Infatti viene spiegato che verrano dati degli incentivi per installare dei pos (qugli strumento che hanno molti negozi per ricevere pagamenti con carta) per chi non ne avesse nella propria attività, e che non si potrà prelevare da banca/posta più di 500€ (questo punto è stato aggiornato ed esteso a 1000€). Inoltre il pagamento di tutti gli stipendi dovrà avvenire in maniera digitale (accredito sul conto corrente) e per spostamenti di denaro superiori a 1000€ saremo rintracciati e quindi sottoposti a possibili indagini dalla guardia di finanza.

Perchè tutto questo apparente interesse? Vedere la sezione Biochipin Menzogne Globali.

Dioni

Art. 12 della Manovra Monti:

1. Le limitazioni all’uso del contante e dei titoli al portatore, di cui all’articolo 49, commi 1, 5, 8, 12
e 13, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n.  231, sono adeguate all’importo di euro mille:
conseguentemente, nel comma 13 del predetto articolo 49, le parole:  “30 settembre 2011” sono
sostituite dalle seguenti: “31 dicembre 2011”.
2. All’articolo 2 del decreto-legge 13 agosto 2011, n. 138, convertito, con modificazioni, dalla legge
14 settembre 2011, n. 148, dopo il comma 4, è aggiunto il seguente:
“4-bis. Al fine di favorire la modernizzazione e l’efficienza degli strumenti di pagamento,
riducendo i costi finanziari e amministrativi derivanti dalla gestione del denaro contante:
a) le operazioni di pagamento delle spese delle pubbliche amministrazioni centrali e locali e dei
loro enti sono disposte mediante l’utilizzo di strumenti telematici. E’ fatto obbligo alle Pubbliche
Amministrazioni di avviare il processo di superamento di sistemi basati sull’uso di supporti
cartacei;
b) i pagamenti di cui alla lettera precedente si effettuano in via ordinaria mediante
accreditamento sui conti correnti bancari o postali dei creditori ovvero con le modalità offerte dai
servizi elettronici di pagamento interbancari prescelti dal beneficiario. Gli eventuali pagamenti per
cassa non possono, comunque, superare l’importo di 500 euro;
c) lo stipendio, la pensione,  i compensi comunque corrisposti dalla pubblica amministrazione
centrale e locale e dai loro enti, in via continuativa a prestatori d’opera e ogni altro tipo di
emolumento a chiunque destinato, di importo superiore a cinquecento euro, debbono essere erogati
con strumenti diversi dal denaro  contante ovvero mediante l’utilizzo di strumenti di pagamento
elettronici bancari o postali, ivi comprese le carte di pagamento prepagate. Il limite di importo di cui
al periodo precedente può essere  modificato con decreto del Ministero dell’economia e delle
finanze;
d) per incrementare i livelli di sicurezza fisica e tutelare i soggetti che percepiscono trattamenti
pensionistici minimi, assegni e pensioni sociali, i rapporti recanti gli accrediti di tali somme sono
esenti in modo assoluto dall’imposta di bollo. Per tali rapporti, alle banche e agli altri intermediari
finanziari è fatto divieto di addebitare alcun costo;
e) per consentire ai soggetti di cui alla lettera a) di riscuotere le entrate di propria competenza
con strumenti diversi dal contante, fatte salve le  attività di riscossione  dei tributi regolate da
specifiche normative, il Ministero dell’economia e delle finanze promuove la stipula di una o più
convenzioni con gli intermediari finanziari, per il tramite delle associazioni di categoria, affinché i
soggetti in questione possano dotarsi di POS (Point of Sale) a condizioni agevolate, che tengano
conto delle economie realizzate dagli intermediari per effetto delle norme introdotte dal presente
articolo. Relativamente ai Comuni, alla stipula della Convenzione provvede l’ANCI. Analoghe
Convenzioni possono essere stipulate con le Regioni. Resta in ogni caso ferma la possibilità per gli
intermediari di offrire condizioni migliorative di quelle stabilite con le convenzioni.”.
3. Il Ministero dell’economia e  delle finanze e l’Associazione bancaria italiana definiscono con
apposita convenzione, da stipulare  entro tre mesi dall’entrata in vigore del presente decreto, le
caratteristiche di un conto corrente di base.
4. Le banche sono tenute ad offrire il conto corrente di cui al comma 3.
5. La convenzione individua le caratteristiche del conto avendo riguardo ai seguenti criteri:
21a) inclusione nell’offerta di un numero adeguato di servizi ed operazioni, compresa la
disponibilità di una carta di debito;
b) struttura dei costi semplice, trasparente, facilmente comparabile; 
c) livello dei costi coerente con finalità di inclusione finanziaria e conforme a quanto stabilito
dalla sezione IV della Raccomandazione della Commissione europea del 18 luglio 2011sull’accesso
al conto corrente di base; 
d) le fasce socialmente svantaggiate di clientela alle quali il conto corrente è offerto senza spese.
6. Il rapporto di conto corrente individuato ai sensi del comma 3 è esente dall’imposta di bollo nei
casi di cui al comma 5, lettera d).
7. Se la convenzione prevista dal comma 3 non è stipulata entro tre mesi dall’entrata in vigore del
presente decreto, le caratteristiche del conto corrente sono individuate con decreto del Ministro
dell’economia e delle finanze, sentita la Banca d’Italia.
8. Rimane ferma l’applicazione di quanto previsto per i contratti di conto corrente ai sensi del Titolo
VI del decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385.
9. L’Associazione Bancaria Italiana e le associazioni delle imprese rappresentative a livello
nazionale definiscono, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, le regole
generali per assicurare una equilibrata riduzione delle commissioni a carico dei beneficiari delle
transazioni effettuate mediante carte di pagamento.
10. Entro i sei mesi successivi il Ministero delle sviluppo economico, di concerto con il Ministero
dell’economia e delle finanze, verifica l’efficacia  delle misure definite dalle rappresentanze di
impresa. In caso di esito positivo, a decorrere dal primo giorno del mese successivo, le regole così
definite si applicano anche alle transazioni di cui al comma 7 dell’articolo 34 della legge 12
novembre 2011, n. 183.
11. All'articolo 51, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2007, n. 231, sono aggiunte, in
fine, le seguenti parole: "e per la immediata comunicazione della infrazione anche alla Agenzia
delle entrate che attiva i conseguenti controlli di natura fiscale”.

 

Tratto dal testo completo della manovra disponibile in pdf qui.

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