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22/01/2012 MARCIA INDIETRO SU SOPA E PIPA. USA NON HA BISOGNO DI APPROVARE QUESTE LEGGI PER LIMITARE INTERNET, UNA PROVA? CHIUSURA DI MEGAUPLOAD IN TUTTO IL MONDO 


Dopo le numerose azioni di protesta sul web, il blackout della rete per 48 ore il 18 gennaio, e il crackdown contro Megaupload, il Congresso americano ha cambiato idea sul copyright e ha rinviato sine die la votazione sui due provvedimenti noti come Sopa (Stop online piracy act) ePipa (Protect IP act). I politici statunitensi hanno dovuto ammettere che la discussione sui diritti d’autore su internet non è ancora conclusa, e così nel giro di 24 ore la maggioranza dei deputati è passata da favorevole a contraria al provvedimento.
Già il 14 gennaio scorso c’erano stati i primi tentennamenti, quando il presidente degli Usa, Barack Obama, aveva espresso i suoi dubbi riguardo alle norme relative al blocco dei Dns, promettendone per lo meno una revisione. Nel frattempo sono arrivate le critiche dai siti e dagli utenti di internet, e soprattutto dai candidati repubblicani alle presidenziali del 2012. In particolare, Newt Gingrich, durante un dibattito mandato in onda dalla Cnn, si è dichiarato a fianco di “grandi nomi della rete, come Googleyoutube, facebook, giustamente preoccupati dalle nuove norme”. Così si è scagliato contro la censura preventiva di internet, specialmente se fatta per tutelare soltanto alcune “grandi società e alcuni interessi economici”. Secondo il candidato repubblicano, infatti, la legislatura vigente e il sistema dei brevetti sono già più che sufficienti a controllare che non vi siano violazioni del copyright, come dimostrato dal caso Megaupload.
Dunque il provvedimento è ritirato “fino a quando non ci sarà un accordo più ampio su una soluzione al problema della pirateria informatica e dei ladri stranieri che rubano e vendono invenzioni e prodotti americani”, come affermato tramite l’agenzia di stampa Reuters la democratica repubblicana Lamar Smith, promotore del Sopa.
Forse è presto per entusiasmarsi, visto che l’industria musicale, cinematografica e farmaceutica è a favore dell’approvazione di provvedimenti più restrittivi per la protezione dei diritti d’autore su internet. Ma per ora sembra che nessun politico voglia assumersi la responsabilità di leggi non ben accette dall’opinione pubblica. D’altronde siamo in campagna elettorale.

 

Fonte: http://www.iljournal.it/2012/internet-rimane-libero-anche-negli-usa/299927

 

LA VICENDA MEGAUPLOAD DIMOSTRA CHE IL SOPA E IL PIPA SONO INUTILI

La chiusura di Megaupload da parte dei federali dimostra senza ombra di dubbio che il SOPA, il PIPA o qualsiasi legislazione simile è perfettamente inutile.

Dashiell Bennett dell’Atlantica lo sottolinea chiaramente:

La chiusura del sito ha involontariamente dimostrato che il governo degli Stati Uniti ha già tutto il potere necessario per spazzar via chi infrange le leggi sul diritto d’autore, arrivando anche a coloro che non risiedono negli Stati Uniti. Non serve nessun SOPA o PIPA.

Questo, infatti, potrebbe essere il motivo per cui il maggior sostenitore del SOPA – che ha continuato a difendere a spada tratta il pacchetto di emendamenti anche dopo il blackout web di Mercoledì  – ha fatto marcia indietro subito dopo la chiusura di Megaupload. (Altre motivazioni molto valide potrebbero essere il massivo attacco di Anonymous che ha a sua volta dimostrato come la legislazione draconiana non fermerà gli hacker, oppure le pressioni politiche.)

CHIUSURA MEGAUPLOAD: NON MANCA QUALCOSA?

Ogni giorno, molti criminali utilizzano armadietti dove nascondono i gioielli rubati, la droga ecc Quando ci sono i Raid dei federali si procede con il sequestro degli illeciti mandando i criminali in galera.

Non si chiudere l’intera azienda di armadietti, o la stazione ferroviaria in cui è situato. Penso siamo tutti d’accordo che sarebbe assurdo.

I federali però dicono che Megaupload è fondamentalmente un’impresa criminale, incentrata sui comportamenti illeciti. In altre parole, la loro risposta alla analogia sulla società di armadietti sarebbe stata che la società da soldi a chi mette la propria droga o la propria merce rubata.

La chiusura di Megaupload risulta profondamente sbagliata. Ci dovrebbe essere stato un processo con un giudice che avrebbe dovuto decidere sul sito prima che fossero intraprese azioni così deleterie nei confronti di Megaupload.

Dovrebbero essere le corti ad esaminare le prove e a determinare se l’azienda abbia o no utilizzato un modello di business criminale. La legge non è uguale per tutti?

NEL “MONDO REALE” LA GENTE AVREBBE AVUTO INDIETRO LA SUA ROBA

Anche se l’analogia della società di armadietti rispecchiasse perfettamente la vicenda di Megaupload, i clienti onesti riavrebbero indietro i loro beni. Non direbbero “il 60 per cento dei clienti  sono dei criminali, Signora Jones, per cui abbiamo anche buttato via i vostri preziosi cimeli di famiglia.”

Infatti, se fosse stato facile per i federali arrestare i proprietari degli account criminali e che avrebbero potuto sequestrarne i contenuti, lo avrebbero probabilmente fatto.

I federali non avrebbero chiuso su due piedi l’azienda di storage online cancellando tutto il materiale caricato dalla gente onesta.

Come scrive Ernesto a TorrentFreak:

I federali si rendono conto che centinaia di migliaia, forse milioni di persone hanno usato il sito per condividere, dati di ricerca, documenti di lavoro, raccolte di video personali e molto altro ancora?

Che cosa accadrà a queste persone che possiedono legalmente i file?

Le persone su Twitter sono indignate e chiedono l’accesso ai loro file immediatamente.



 Fonte; http://www.informarexresistere.fr/2012/01/22/il-reale-significato-della-chiusura-di-megaupload/#ixzz1kDaYc7AN 

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