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25/01/2012 Sciopero Tir: svegliarsi in un Italia senza benzina, cibo, medicine…

OMA – Vi alzate di buon’ora al mattino. Dovete fare la spesa. Al supermercato, però, dovete arrivarci a piedi: la macchina è a secco già da qualche giorno. Arrivate al supermarket più vicino e la scena è più o meno quella da fine dell’Unione Sovietica: vuoto il banco del pane, vuoto quello delle verdure. Di latte se ne trova ancora un po’, ma solo a lunga conservazione.

Scenario apocalittico? Forse. Di sicuro scenario non lontano dalla realtà e vicinissimo alle intenzioni di chi gestisce e guida la protesta dei tir che da due giorni sta paralizzando l’Italia. Anche perché il blocco, nelle intenzioni di chi piazza i tir lungo i caselli e sulle strade di grande scorrimento, dovrebbe durare fino a venerdì. Con un obiettivo preciso: prendere l’Italia per fame. Significa che se non interviene il governo (con una trattativa credibili o con le maniere spicce) a fine settimana ci saranno scene da “carestia”, con tanto di pane razionato e gente che si litiga l’ultimo cespuglio di insalata.

In alcune zone d’Italia, del resto, la “carestia da blocco” è già realtà. In Puglia la benzina è quasi introvabile. A Napoli si possono passare ore in coda alla pompa. A Genova i benzinai hanno chiuso, così come a Massa. E anche nella capitale iniziano le prime code e le prime resse.E dove c’è domanda spuntano gli sciacalli. Come ad Avellino dove un distributore è stato sequestrato dalla Guardia di Finanza dopo che, in un solo giorno, i prezzi erano aumentati “misteriosamente” del 10%.

Sempre a Roma il centro agroalimentare è quasi vuoto: oltre a frutta e verdura manca il 90% del pesce. La distribuzione dei generi alimentari arranca in tutta Italia.

Si ferma, ovviamente, anche l’industria con la Fiat chiude per due giorni: saranno 4200 le auto non prodotte a causa dello sciopero. Ancora qualche giorno e il rischio è che persino le ambulanze rimarranno a terra. Nel Lazio la Cotral ha fatto sapere che il servizio di bus extraurbani sarà a rischio. In Sicilia, in Campania ma anche al nord potrebbero saltare i tradizionali mercati rionali. Il sindaco di Casoria, vicino Napoli, ha consigliato ai cittadini di tenere i rifiuti in casa, perché difficilmente la raccolta funzionerà.

Significa che al lavoro, ferma restando la situazione attuale, non si potrà andare. Senza benzina, infatti, non funzionano neppure i mezzi pubblici. E significa anche che chi non è stato previdente dovrà arrangiarsi per qualche giorno dando fondo alle scorte di surgelati e scatolame.

Se possibile c’è anche di peggio. Anche i farmaci, come del resto il 90% delle merci, arrivano nelle farmacie su gomma. E alcuni farmaci non possono mancare, neppure per un paio di giorni.

Oggi, però, il governo, dopo i primi segni di insofferenza, ha iniziato a muoversi. A parlare in Senato è stato il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri che ha affidato ai prefetti il compito di “far ricorso all’adozione di apposite, mirate ordinanze contingibili e urgenti”. Resta il dettaglio del “come”. Mario Monti invita a valutare caso per caso. Di certo, però, di tempo non ce n’è anche perché, stando alle stime di Coldiretti, il fermo dei tir costa attorno ai 50 milioni al giorno.

Intanto a Busto Arsizio (allo scalo Hupac) il blocco è stato aggirato con destrezza: la polizia si è messa d’accordo con i manifestanti per far circolare i mezzi con carico pericoloso. Aperto il varco si sono accodati una novantina di tir che lo sciopero non volevano farlo. Una goccia nell’oceano di camion fermi. Non abbastanza per evitare un week end di carestia.

 

Fonte: http://www.blitzquotidiano.it/cronaca-italia/sciopero-tir-italia-senza-benzina-cibo-medicine-1093118/

 

Continua lo sciopero dei Tir. Presidi in tutta Italia. La situazione

Tir e tassisti contro il decreto Monti sulle liberalizzazioni, cui si aggiunge lo sciopero dei benzinai. Molte pompe e distributori di benzina ieri erano già a secco. Un’Italia bloccata da ieri da Nord a Sud presidi di camion e tir hanno bloccato le principali arterie stradali e autostradali per protestare contro il pacchetto liberalizzazioni, approvato venerdì scorso, e in particolare contro gli aumenti del gasolio, dei pedaggi autostradali, degli aumenti rc auto e dell'Irpef.

Partito dalla Sicilia, lo sciopero dei tir si è allargato a macchia d’olio in tutta l'Italia, causando blocchi e disagi alla circolazione e non solo. A Torino i tir hanno bloccato la tangenziale Sud. In Campania code alle barriere autostradali. Sulla A3 camion incolonnati e rallentamenti.

A Napoli i blocchi hanno rallentato la raccolta dei rifiuti, dall'alba i primi disagi nel Lazio, sulla A1, dove lo sciopero ha portato alla chiusura dei caselli di Frosinone e Anagni dove gli autotrasportatori hanno organizzato presidi. Tir e camion fermi anche nei pressi dei caselli di Ceprano, Cassino e San Vittore nel Lazio.

Polizia e carabinieri monitorano la protesta. Disagi anche in Puglia, dove i camionisti hanno organizzato blocchi in prossimità degli svincoli di entrata e uscita dell'autostrada A14 e A16 e delle principali strade statali. In particolare, sulla tangenziale di Bari ci sono state lunghe code in prossimità degli ingressi in città, mentre blocchi di tir sono stati segnalati sulla SS371 nei pressi di Specchiolla, nel Brindisino, sulla SS7 di Taranto, nei pressi dello stabilimento Ilva, sulla SS106 Jonica e sulla SS 100 Taranto-Bari.

Mezzi pesanti e un presidio di camionisti ha bloccato pure il casello in entrata di Valdichiana 10, in provincia di Arezzo, sull'Autostrada del sole. Analoga situazione tra Valdichiana e Monte San Savino. Situazione di disagio anche in provincia di Livorno dove manifestanti fermavano l'uscita dei tir dalla superstrada Firenze-Pisa-Livorno, mentre in Piemonte i problemi maggiori si sono avuti allo svincolo di Sito sulla Tangenziale, al casello di Asti Est sulla Torino-Piacenza e a Tortona e Serravalle Scrivia, sulla Torino-Milano.

Problemi anche per le imprese. Domani si fermeranno gli impianti Fiat di Melfi, Cassino, Pomigliano, Mirafiori e Sevel Val di Sangro. Il Garante sugli scioperi attacca chiedendo la precettazione e parla di blocchi inaccettabili e annuncia che aprirà “un procedimento per valutare le sanzioni da irrogare alle organizzazioni dell'autotrasporto responsabili del fermo nazionale.

I blocchi causati dalla protesta degli autotrasportatori, che in queste ore stanno progressivamente paralizzando molte zone d'Italia sono inaccettabili”. Il ministero dei Trasporti li definisce ingiustificati, mentre il ministro dell'Interno, Annamaria Cancellieri assicura che ‘non saranno tollerati’.

La protesta dei Tir ha causato disagi sulle autostrade e per i traghetti; oggi stop negli stabilimenti Fiat per i mancati rifornimenti; atteso un rincaro dei prezzi delle merci. La protesta proseguirà fino a venerdì, ma mercoledì è in programma un incontro che potrebbe essere decisivo tra Governo e rappresentanti dei camionisti. 

 

Fonte: http://www.businessonline.it/news/15094/Sciopero-Tir-blocchi-in-tempo-reale-situazione-aggiornata-oggi-24-gennaio-2012.html

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