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La nube radioattiva di Fukushima provoca 14.000 decessi negli Stati Uniti

Articolo del 02/05/2012

Un articolo di Dicembre 2011 pubblicato sul giornale medico statunitense the International Journal of Health Services (Ecco il link all'articolo: http://www.radiation.org/reading/pubs/HS42_1F.pdf) riporta l'aumento negli Stati Uniti di 14.000 decessi dovuti alla fuoriuscita della nube radioattiva dalla centrale nucleare di Fukushima.

Questo e' stato il primo studio pubblicato su una rivista medica che documenta i rischi per la salute pubblica dovuti al disastro nucleare giapponese ed e' stato realizzato da Joseph Mangano e Janette Sherman che fanno notare come questo incremento di 14.000 decessi dovuti a contaminazione radioattiva sia paragonabile all'incremento di 16.500 casi che furono registrati dopo il catastrofico disastro nucleare di Cernobyl del 1986. Nel 2011 negli Stati Uniti si e' registrato un incremento delle mortalita infantile dell' 1,8 % durante solo il periodo primaverile contro il decremento dell'8,37 % delle precedenti 14 settimane. Appena sei giorni dopo il disastro nucleare di Fukushima l'11 marzo, gli scienziati hanno registrato sul suolo statunitense livelli di radioattivita' in aria, acqua e latte centinaia di volte superiori alla norma, sufficienti per contaminare vaste aree della popolazione con il tacito silenzio delle autorita' e dei governi.  I livelli più alti rilevati sono stati di iodio-131 che provoca, tra gli altri danni, il cancro alla tiroide: la quantità normale è circa 2 picocuries di I-131 per litro d'acqua mentre a  Boise, ID (390)Kansas City (200)SaltLake City (190)Jacksonville, FL (150)OlympiaWA (125), e Boston, MA (92).

Quindi negli USA a migliaia di chilometri di distanza è stato trovato iodio radioattivo fino a 200 volte superiore alla norma!

Un team internazionale di ricercatori ha condotto uno studio per il National Cancer Institute (NCI), trovando una chiara relazione fra dose-risposta, in cui il maggior assorbimento dello Iodio 131 ha portato ad un aumento del rischio di cancro alla tiroide che non sembrava diminuire nel tempo.

La ricerca, che rappresenta il primo esame prospettico del rischio di cancro alla tiroide in relazione alle dosi di I-131 a cui i bambini ed adoloscenti della zona di Chernobyl sono stati esposti, è apparso il 17 marzo 2011 sulla rivista Environmental Health Perspectives.

Fonti: 

http://www.globalresearch.ca/index.php?context=va&aid=28299

http://www.progettohumus.it/public/forum/index.php?topic=1782.0 

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