Crea sito

29/02/2012 Putin: Un'Europa Unita dall'Atlantico al Pacifico

Vladimir Putin è a un passo dalla riconquista elettorale del Cremlino e tre dei suoi quattro maggiori sfidanti - come è successo in Italia tra Bersani, Di Pietro e Casini per decenni anomali alleati anti-Berlusconi - hanno deciso infatti di archiviare le loro dissonanze politiche e di presentarsi assieme spiegando le linee essenziali della loro opposizione al premier.


Vladimir Zhirinovsky, la guida dei liberaldemocratici (destra), Gennady Zyuganov, segretario del partito comunista e Sergey Mironov, leader dei socialdemocratici di “Fair Russia” hanno concordato tutti, di fronte alla stampa, sulla necessità di “limitare” i poteri presidenziali. Il primo si è espresso in favore di una repubblica parlamentare all’italiana, il secondo si è detto contrario a misure di facciata come l’istituzione di una vicepresidenza e il terzo ha proposto una devoluzione dei poteri presidenziali alla Duma.
Insomma tutti e tre hanno dichiarato Putin - avviato a ridiventare presidente della Russia, con il voto di domenica 4 marzo - “uno zar, un faraone, un segretario generale”, da abbattere. Tanto da dichiarare un “pretesto” o una “mossa propagandistica” la notizia del tentato attentato terroristico ceceno che aveva avuto come obiettivo l’attuale premier.
Una mossa disperata, quella dello strano trio. Che fa da controcanto agli ultimi guizzi di “occidentalismo” del presidente in carica, Medvedev.
L’ormai ex delfino di Vladimir Putin ha infatti rilasciato una dichiarazione di sostanziale apertura - in caso di partecipazione anche russa - al sistema di scudo missilistico atlantico, inventato, però, proprio per insidiare i territori russi di confine da Polonia, Balcani, Turchia. Una dichiarazione “sobria” (così lo stesso Dmitry Medevedev l’ha definita) da “Comandante Supremo” delle Forze Armate di Mosca rilasciata in piena vigilia del voto.
E una tesi, questa, mai presa in considerazione da Vladimir Putin e dai suoi più stretti collaboratori che, anzi, hanno più volte dichiarato lo “scudo missilistico atlantico” una minaccia contro la Russia e, anzi, annunciato un ingente piano di riarmo (del valore di circa 500 miliardi di dollari), proprio per contrastare “l’arroganza” occidentale.
Una tesi, oltretutto, in rotta di collisione con le linee di politica internazionale presentate da Putin in questi giorni che confermano la tradizionale “realpolitik” della Russia, gelosa della propria sovranità nazionale quale contrafforte al “vuoto morale e legale” creato dagli interventi militari e dalle ingerenze atlantiche negli affari interni degli altri Stati nazionali.
Putin difatti non ha di certo evitato dure critiche sia agli Usa (al loro scudo missilistico e alla loro fede nella propria “invulnerabilità”), che alla Nato, che alle ong “manovrate” con la scusa dei “diritti umani”, che agli stessi sistemi informatici, o reti sociali, utilizzati come strumenti da “guerra fredda”, che alla stessa eurocrazia che vorrebbe “organizzare il mondo, e la Russia in particolare”, a sua immagine e somiglianza.

Per il suo nuovo mandato Vladimir Putin ha fatto poi sua l’idea - o la missione - di un’Europa unita dall’Atlantico al Pacifico, e di una Russia attenta alleata delle potenze emergenti, dai Bric - Brasile, Russia, India, Cina - al gruppo di Shangai (allargato all’Iran) e all’intesa per la Sicurezza Collettiva.
Sta di nuovo per spirare un vento di libertà, dal Cremlino.

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=13459

Riporto un commento interessante a questo articolo:

@leopardo: Ancora una volta devo osservare: meno male che esiste Putin. Stimo quest´uomo ogni giorno di piú, per la sua lealtá ed il suo equilibrio ma anche per la sua inflessibilitá nei confronti dei viscidi marrani del sottobosco politico russo.
Se non avessimo gli idioti che ci governano, non solo in Italia ma anche in Europa, ora avremmo preso le distanze dagli USA e dai loro storici alleati altrettanto criminali: Israele e Gran Bretagna, per formare una U.E. che abbracci la Russia di Putin. Le economie dei Paesi europei si integrerebbero alla perfezione con quella russa. Non saremmo piú in balia dei crimini finanziari delle banche ebraiche che ci hanno preso per la gola e delle pressioni dei loro servi che adesso ci governano e ci fanno sputare sangue per pagare i debiti artefatti dei loro padroni. Manterremo relazioni dignitose col mondo islamico e soprattuto con l´Iran, che sarebbe uno straordinario partner commerciale, come lo é sempre stato in passato. Tanto lavoro per le nostre aziende esportatrici e combustibili assicurati. Altro che Israele che rompe sempre i coglioni con le sue guerre predatrici. Pensare che dipende solo da noi tutti mandare a casa i servi di Goldmann , compresi quelli che ci riempiono la testa di balle e fandonie con i loro midia , ed unirci alla grande Russia di Putin che significherebbe pace e lavoro per tutti.

Attualità    HomePage