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05/03/2012 Spagna: disoccupazione in aumento, la piazza si mobilita

Monta la rabbia degli spagnoli contro i piani di austerità del governo e le riforme del mercato del lavoro, mentre aumenta ancora la disoccupazione. I sindacati stanno preparando una grande manifestazione di protesta.
“Preferiamo lavorare sulla base dei negoziati, ma non escludo l’uso di qualsiasi strumento democratico, compreso lo sciopero”, ha dichiarato il segretario generale delle Comisiones Obreras, Ignacio Fernández Toxo, che definisce un “suicidio” l’idea di perseguire gli obiettivi di disavanzo di bilancio concordati dal governo con l’Unione europea.
I sindacati da parte loro prendono tempo e sottolineano che una decisione definitiva per indire una manifestazione verrà presa solo la prossima settimana. la data più probabile è quella del prossimo 29 marzo.

Il primo ministro Mariano Rajoy rivede al rialzo l’obiettivo sul deficit-Pil per quest’anno. Previsti nuovi aumenti e tagli alla spesa

Da parte sua il governo spagnolo guidato dal primo ministro Mariano Rajoy (nella foto) ha varato un pacchetto da 16 miliardi di euro fra tagli alla spesa e aumenti alle tasse, e accordato il via libera ad una serie di misure per una riforma neoliberista del mercato del lavoro.
Altre misure di austerità per tagliare il deficit saranno annunciato nel bilancio alla fine del mese, anche se gli analisti dubitano che i ministri spagnoli siano in grado di soddisfare l’obiettivo 2012 concordato con l’Unione europea dal precedente governo socialista.
Obiettivo dell’attuale esecutivo doveva essere quello di ridurre il disavanzo al 4,4 per cento del Prodotto interno lordo per il 2012, ma è apparso via via sempre più difficile da ministri ed economisti a causa della contrazione dell’economia e del mancato rispetto al precedente obiettivo del 2011, quando il deficit di bilancio ha raggiunto 8,5 per cento del Pil, invece del previsto 6 per cento. E così ieri il premier spagnolo ha annunciato che il suo governo ha rivisto al rialzo l’obiettivo sul deficit-Pil per quest’anno, al 5,8 per cento a fronte del precedente 4,4 per cento, aggiungendo però – forse per indorare la pillola di fronte alle autorità europee – di confermare l’obiettivo di riduzione del deficit al 3 per cento sul 2013. Rajoy ha qualificato la decisione come attinente alla “sovranità” del Paese parlando al termine del vertice europeo a Bruxelles. Il premier spagnolo si attende una contrazione dell’economia per quest’anno, mentre i dati che giungono dal mercato del lavoro non sono positivi, tutt’altro: la disoccupazione continua infatti ad aumentare. Il governo dei conservatori guidato da Rajoy è subentrato lo scorso anno a seguito di elezioni anticipate, sostituendo la precedente maggioranza dei socialisti guidata dal premier José Luiz Rodriguez Zapatero. E l’obiettivo del deficit 2012 al 4,4 per cento del Pil era stato fissato dal precedente esecutivo.
“Dato che le circostanze sono cambiate, ci aspettiamo di compiere un processo di negoziazione che inizi sin da ora”, ha dichiarato prima del vertice Ue di Bruxelles il ministro dell’Economia spagnolo, Luis de Guindos, pur ribadendo l’impegno del governo a mantenere gli impegni per l’austerità e la stabilità fiscale. “Abbiamo paura solo del numero dei senza lavoro”, ha osservato il portavoce parlamentare del Partito Popolare (Pp), Alfonso Alonso, quando gli è stato chiesto se fosse preoccupato per la minaccia di uno sciopero generale. Ma la soluzione è quella di rendere ancora più flessibile il mercato del lavoro senza garantire un futuro degno di questo nome ai giovani.
Intanto la disoccupazione aumenta. Nel solo mese di febbraio è salita del 2,44 per cento, secondo i dati diffusi ieri mattina dal ministero del Lavoro. La Spagna prevede un’ulteriore crescita della disoccupazione fino al 24,3% della popolazione attiva nel corso di quest’anno. Nel 2011, la Spagna ha fatto registrare un tasso di disoccupazione del 22,85%, il più alto in Europa, con oltre 5 milioni di senza lavoro. Gli iscritti negli uffici di collocamento sono ora 4,7 milioni, 112mila in più rispetto a gennaio. Secondo l’Istituto nazionale di statistica spagnolo (Ine), che usa una sistema di calcolo diverso, il tasso di disoccupazione in Spagna a fine 2011 era del 22,85% (il 49% fra i giovani), e i disoccupati erano 5,3 milioni. La crisi del lavoro è sempre più forte e la recessione sta compiendo il resto. Il Paese è in ginocchio a causa della crisi economico-finanziaria e dei tagli decisi dal governo che stanno aggravando la già precaria situazione dei giovani, delle famiglie, dei disoccupati e dei lavoratori.
Ma nel Paese monta la protesta. Giovedì migliaia di studenti hanno manifestato contro i tagli alla spesa pubblica nelle maggiori città del Paese. A Barcellona 12 persone sono state arrestate e altrettante ferite negli scontri con la polizia.

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=13526

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