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06/03/2012 Russia: zar Putin torna al Cremlino

Vladimir Vladimirovich Putin torna al Cremlino. Il primo ministro ha vinto al primo turno la sfida elettorale più difficile da quando è al potere e per la terza volta torna a guidare la Russia. Dal 99 per cento dei voti scrutinati è emerso che Putin ha ottenuto il 63,75 per cento dei consensi e torna ad essere lo zar della Russia per la terza volta. Alle presidenziali del 2004 Putin aveva ottenuto il 71,3%. Il candidato comunista Ghennadi Ziuganov è arrivato secondo, con il 17,18%. Terzo posto per il miliardario Mikhail Prokhorov al 7,77 per cento, a seguire l’ultranazionalista Vladimir Zhirinovsky al 6,7 per cento e il socialdemocratico di “Russia Giusta” Sergei Mironov al 3,84.
L’affluenza al voto è stata del 65,3 per cento, su un totale di 110 milioni di aventi diritto.

Ieri, per festeggiare la vittoria, più di centomila sostenitori di Putin si sono subito radunati al Maneggio, sotto le mura del Cremlino. Salito sul palco con il delfino Dmitrij Medvedev, Putin si è mostrato in lacrime davanti alle migliaia di fan, rivendicando la vittoria alle presidenziali in quella che ha definito “una battaglia aperta ed onesta”. “Vi avevo promesso che avremmo vinto. Abbiamo Vinto – ha detto – Gloria alla Russia”. Il presidente ‘in pectore’ ha poi aggiunto che sono stati sventati “i tentativi di dividere lo Stato e usurpare il potere”. Poi, visibilmente commosso, ha aggiunto: “La nostra gente è in grado di distinguere il desiderio di rinnovamento dai tentativi di organizzare le provocazioni politiche per distruggere l’ordinamento statale”. 
Dall’opposizione sono giunte le solite accuse di brogli elettorali. Stesso discorso dagli osservatori Osce che hanno valutato le operazioni di voto per l’elezione del nuovo presidente in Russia “complessivamente in modo positivo”, ma “le procedure sono andate deteriorandosi durante il conteggio delle schede, che è stato valutato negativamente in quasi un terzo dei seggi monitorati, a causa di irregolarità procedurali”. 
Mosca da parte sua non ha mancato di rispondere alle accuse del mondo euro-atlantico e dell’Osce. Per bocca dell’inviato speciale del ministero degli Esteri per il monitoraggio del voto, Anvar Azimov, che le ha definite deplorevoli affermando che invece la loro analisi preliminare scritta ha tutt'altro  significato, ovvero che non disputano la legittimità del voto. “Sono  deluso e deploro le dichiarazioni effettuate che contrastano con il tono piuttosto positivo delle conclusioni e delle valutazioni preliminari”, ha chiosato il diplomatico.
L’opposizione ha annunciato la presenza nelle strade di decine di migliaia di manifestanti per protestare contro i presunti brogli che hanno portato alla vittoria di Putin nelle elezioni presidenziali. Il movimento composito che fa capo al blogger Alexey Navalny ha annunciato la distribuzione di tende per una protesta ad oltranza davanti al Cremlino da mettere in campo dopo le presidenziali. L’iniziativa ricorda le proteste dei “golpisti arancioni” di fine 2004 in Ucraina, quando il fronte filo-atlantico si accampò a Maidan, la piazza centrale di Kiev, sino a costringere Viktor Yanukovich ad accettare la ripetizione del voto e la conseguente sconfitta.
A Mosca ieri le forze di sicurezza sono state poste in stato di elevata allerta e 12mila agenti, Omon e riservisti erano stati dislocati nelle strade della città. Due diverse manifestazioni di segno opposto si sono date appuntamento nuovamente sulla piazza del Maneggio alle sei di questo pomeriggio i giovani pro-putiniani del movimento Nashi e delle altre organizzazioni di giovanili “per dimostrare gratitudine” al neo-eletto presidente. “In caso di provocazione – hanno fatto sapere gli organizzatori in un comunicato – i manifestanti dimostreranno resistenza alla minaccia arancione”. E l’opposizione si è data appuntamento poco dopo e non lontano, sulla Piazza Pushkin separata da quella del Maneggio solo dalla lunga via Tverskaya, dove si sono appostati i camion della polizia del ministero degli Interni per bloccare un eventuale flusso dei manifestanti. Nel frattempo, l’infimo movimento de “L’Altra Russia” di Eduard Limonov ha promesso di circondare il Cremlino con una catena umana, in una manifestazione non  autorizzata dal comune. Per questo la procura ha sollecitato i manifestanti a rispettare la legge e la polizia si è detta pronta ad impedire ogni violazione dell’ordine pubblico. I gruppi anti-Putin, finanziati dall’Occidente, pur essendo privi di un leader autorevole non accettano la sconfitta. Sperano, nonostante i successi evidenti del neo-eletto capo del Cremlino, di forzare la mano, ma per loro non sarà facile. Non sono in grado di eguagliare i successi di Putin, compiuti, negli ultimi dodici anni, per risollevare la Russia.

Fonte: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=13571

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