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Nessun dato scientifico a sostegno dei vaccini: le prove

NB: non ho voluto riportare i nomi dei vari dottori, responsabili sanitari etc., perchè il mio intento non è sbeffeggiare le persone (che spero sempre possano cambiare idea ed accorgersi dei propri errori) quanto denunciare l'errore scientifico e la truffa delle lobby farmaceutiche e dei poteri forti che impongono simili pratiche pericolose.

Lettera inviata a due ASL Lombarde (BG e BS)




Mittenti: XX e XY (genitori di zz)

Destinatario: dott. KK, responsabile del servizio vaccinazioni del distretto di Bergamo (Brescia)
Oggetto: perplessità sulle vaccinazioni obbligatorie e richiesta dati su sperimentazioni in doppio cieco

È indiscutibilmente suo compito dal punto di vista legale recapitarmi la lettera con la quale ci invita a far vaccinare il nostro figlio. Ed immaginiamo che il contenuto di tale lettera non sia nemmeno stato deciso da lei ma che si tratti di un modello che viene utilizzato in tutta la regione se non in tutta la nazione.
Però sta di fatto che tale documento inizia con una contraddizione, un’antinomia così netta che ne pone in cattiva luce l’estensore. Se infatti l’intestazione della lettera da noi ricevuta reca la parola “invito” (che in lingua italiana ha un significato per niente ambiguo, ossia di una richiesta alla quale si può aderire o meno a seconda dei desideri della persona alla quale tale richiesta viene rivolta ) più avanti nella stessa lettera si parla di “vaccinazioni obbligatorie” (ed anche in questo caso la lingua italiana non ha nessuna ambiguità in quanto obbligo significa né più e né meno “coercizione”). (NDR: la vaccinazione non è obbligatoria per legge, già dal 2006 per prime Piemonte, Toscana e Veneto)

Le cose sono due a questo punto: o chi ha predisposto questo modello non si rende conto dell’errore, oppure se ne rende benissimo conto ed utilizza un mezzo persuasivo di cui negli ultimi decenni si è fatto abuso, la manipolazione delle opinioni tramite un uso distorto del linguaggio (vedi l’ottima analisi fatta da Stauber nel suo libro “Fidati, gli esperti siamo noi!”, ed Il nuovo Mondo”). Mettendo accanto ad una parola che richiama una coercizione (e quindi sgradita a chiunque) la parola “invito” si annacqua il significato reale del messaggio, se ne sfumano i contenuti onde renderlo più accettabile.
Più avanti la contraddizione diventa ancora più evidente, quando si fa persino riferimento a delle “informazioni specifiche per ogni singolo vaccino” che in realtà sono stringatissime, incomplete e a senso unico. Tali “informazioni” non fanno il minimo accenno ai danni da vaccino a breve, medio e lungo termine, alla possibilità che i vaccini possano causare (come è testimoniato da numerose evidenze cliniche) la stessa malattia dalla quale dovrebbero difendere. Richiedere il “consenso informato” sulla pratica vaccinale in seguito a siffatte informazioni non ci sembra assolutamente corretto.

L’obbligo a cui si riferisce la lettera in oggetto è peraltro in palese contraddizione con i diritti sanciti dalla “dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” nonché dalla costituzione della Repubblica Italiana che all’articolo 13 recita:
“Non è ammessa forma alcuna di detenzione, di ispezione o perquisizione personale, né qualsiasi altra costrizione della libertà personale, se non per atto motivato dell'autorità giudiziaria e nei soli casi e modi previsti dalla legge.
Non è un caso il fatto che ci sia pendente presso la corte costituzionale una causa per l’incostituzionalità della legge sull’obbligatorietà dei vaccini. Una legislazione che sancisca l’obbligatorietà dell’inoculazione vaccinale (ledendo così la libertà di scelta e di cura) è secondo noi in evidente contrasto con la nostra costituzione.

Inoltre, se ci si volesse obbligare per legge a far vaccinare la mia bambina facciamo notare che esiste un profondo abisso fra obbligo legale e obbligo morale.
Siamo fermamente convinti che qualora la nostra coscienza ci ponga in contrasto con l’obbligo di legge dobbiamo sentire più forte l’obbligo morale che non quello legale.
Durante le dittature nazi-fasciste (giusto per fare un esempio paradossale, dato che si tratta di una questione distante anni luce dall’oggetto della presente lettera) la legge obbligava alla denuncia degli ebrei; evidentemente l’obbligo legale era in assoluta opposizione con l’obbligo morale di nasconderli per tutelarli dalla barbarie hitleriana dei lager.

Le osservazioni sopra esposte potrebbero ovviamente essere delle obiezioni puramente formali se noi avessimo la certezza che le vaccinazioni in oggetto fossero un valido aiuto per tutelare ciò che di più prezioso esiste per ogni genitore, ovvero la salute del proprio figlio.
Non ci opporremmo infatti alla vaccinazione di nostro figlio se avessimo le prove che i vaccini prevengono le malattie infettive e che, nonostante i rischi e gli effetti avversi, sono la migliore soluzione per la prevenzione delle malattie stesse.
Purtroppo non ci risulta che esistano studi seri e scientifici a tale riguardo, soprattutto perché manca quella che dovrebbe essere l’unica vera e certa prova dell’utilità dei vaccini: i dati di una sperimentazione in doppio cieco con adeguato follow-up.

In realtà gli unici dati di cui disponiamo relativi ad esperimenti in cui si è utilizzato anche un gruppo di controllo sono quelli relativi all’influenza e dimostrano senza ombra di dubbio che la vitamina C è molto più efficace del vaccino. Nel loro lavoro “The effectiveness of vitamin C in preventing and relieving the symptoms of virus-induced respiratory infections” (Manipolative Physiol Ther, ottobre 1999 vol 22 (8), pag 530-533) i dottori Gorton e Jarvis hanno infatti dimostrato che la vitamina C è molto più efficace dei vaccini nel prevenire l’influenza e nel mitigarne i sintomi. Chi ha preso la vitamina C ha l’85% di sintomi in meno rispetto a chi non l’assume, chi si è fatto vaccinare ha il 25% in meno di sintomi di chi non è vaccinato. Ciò significa contemporaneamente due cose: primo che le persone vaccinate, nonostante il vaccino, non sono immuni dall’influenza (altrimenti non avrebbero nessun sintomo, e non “il 25% dei sintomi in meno”), e secondo che la vitamina C è molto più efficace del vaccino.
Per altro il VERS (sistema che riporta gli effetti avversi ai vaccini) dell'FDA (Food and Drug Administration) riceve annualmente 11.000 rapporti su serie reazioni avverse ai vaccini, di cui l'1% rappresenta le morti causate dalle reazioni al vaccino. La maggior parte delle morti sono ascrivibili al vaccino della pertosse. Recenti studi internazionali sembrano dimostrare che la vaccinazione è causa della SIDS (sindrome di morte infantile improvvisa).

Numerosi studiosi di chiara fama, primo fra tutti il dottor Robert Mendelsohn (autore del libro “Bambini sani senza medicinali”, Red edizioni) hanno manifestato in maniera netta la loro opposizione alle vaccinazioni rifiutandosi di vaccinare i loro figli. Prova questa che gli specialisti del campo non sono tutti d’accordo.

Citiamo ancora a tale riguardo i lavori dei dottori H. Kramer “Sistema immunitario e vaccinazioni” (Macro edizioni) e Gerhard Buchwald “Vaccinazioni il business della paura” (edizioni CIVIS)
Ci chiediamo a questo punto dove sia il “consenso informato”, che ci verrebbe richiesto all’atto della vaccinazione. Dove, come e quando lo stato che ci obbliga a vaccinare nostro figlio ci avrebbe informato? Certo, ci siamo informati leggendo numerosi libri sulle vaccinazioni, ma è stata una nostra iniziativa personale, non certo voluta o incoraggiata dallo stato.

Per quanto ne sappiamo la letteratura medica possiede un numero sorprendente di ricerche che documentano il fallimento del vaccino. Epidemie di morbillo, orecchioni, vaiolo, polio si sono manifestate in popolazioni vaccinate. Nel 1989 il CDC (Center for Diesease Control and Prevention) riportò:..”nelle scuole con un livello di vaccinazioni superiore al 98% si sono avute epidemie [di morbillo] fra i bambini di età prescolare …” “... l’apparente paradosso è che, quando il tasso di immunizzazione al morbillo aumenta a livelli alti in una popolazione, il morbillo diventa una malattie di persone immunizzate.”

È noto a tutti che i vaccini non sono la ragione principale del basso tasso di malattie. Secondo l’Associazione Britannica per il Progresso della Scienza, le malattie infantili diminuirono del 90% fra il 1850 ed il 1940, parallelamente al miglioramento delle pratiche sanitarie ed igieniche, ben prima che fossero introdotti i programmi di vaccinazione obbligatoria. A sottolineare questa conclusione è stato un recente rapporto dell’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità), il quale trovò che la malattia e i tassi di mortalità nei paesi del terzo mondo non hanno un legame diretto con le procedure di immunizzazione o il trattamento medico, ma sono strettamente collegate con gli standard igienici ed alimentari. I grafici dell’andamento nel tempo dei casi di malattia indicano chiaramente che la diminuzione è continua e costante già decenni prima delle campagne di vaccinazione di massa.

La maggior parte delle malattie infettive dell'infanzia hanno poche serie conseguenze al giorno d'oggi. Persino le statistiche conservatrici del CDC sulla pertosse durante il 1992/1994 indicano un tasso di guarigione del 98.8%. Nella maggior parte delle volte, la malattie produce immunità per tutta la vita, mentre l'immunità del vaccino è solo temporanea.
Gli effetti negativi documentati del vaccino invece includono disturbi immunologici e neurologici cronici, quali autismo, iperattività, scarsità di attenzione, dislessia, allergie, cancro. I componenti del vaccino includono noti cancerogeni quali thimersol, il fosfato di alluminio e la formaldeide.

È altresì noto che esistano cure di malattie anche importanti come la poliomielite basate su integratori come il magnesio o la vitamina C che sono state pubblicate su riviste scientifiche specialistiche. Nel giugno 1949, all'apice della diffusione della poliomielite, il dott. Frederick Klenner, ricercatore in una clinica del North Carolina, riportò che l'iniezione di una dose massiccia di vitamina C, fino a 20.000 mg giornalieri (oggi la dose massima consentita è di 60 mg), aveva guarito 60 dei suoi pazienti. I risultati furono pubblicati in una rivista medica, ma non vi fu praticamente alcun interesse (il cardiologo statunitense Thomas Levy ha ripreso il lavoro di Klenner in un libro, “Vitamin C, Infectious Diseases & Toxins: Curing the Incurable”). Lo stesso successe per il metodo Neveau basato sull’assunzione di cloruro di magnesio (vedi il libro “Prévenir et guérir la poliomiélite” di A. Neveu) che ha il “terribile svantaggio” di costare appena pochi centesimi di euro. Anche allora gli ottimi risultati in termini di cura furono ignorati perché potevano scoraggiare la campagna vaccinale che prometteva profitti miliardari alle aziende del settore.

Come se non bastasse i vaccini sono anche imputati di diffondere, invece che curare, le stesse malattie infettive dalle quali dovrebbero difendere, come riporta il seguente articolo:

International Herald Tribune, Sabato-domenica, 21 – 22 settembre 1996
NEGLI STATI UNITI SI PASSA ALL’INIEZIONE PER EFFETTUARE LA VACCINAZIONE ANTIPOLIO
Washington Post Service

WASHINGTON – In seguito ad un lungo e acceso dibattito tra i funzionari delle autorità sanitarie, il governo degli Stati Uniti ha annunciato un cambiamento nel piano di vaccinazione antipolio. Si raccomanda di somministrare in futuro tramite iniezione le prime due vaccinazioni delle quattro inizialmente previste per via orale. Questa decisione è stata presa dal momento che la consueta vaccinazione per via orale ha causato in alcuni soggetti la poliomielite, malattia dalla quale la vaccinazione dovrebbe proteggere.
Dei circa 8 casi di polio resi noti negli USA ogni anno a partire dal 1979, nessuno è stato causato dai virus originari naturali, ma dai virus del vaccino stesso, preso per via orale, che contiene una forma del virus attenuata creata in laboratorio. 


Di conseguenza prima di arrischiarci a far vaccinare nostro figlio avremmo urgente necessità di visionare, se esistono, i dati relativi alla sperimentazione in doppio cieco dei vaccini che lo stato vuole obbligatoriamente inocularle, nonché gli studi che dimostrano che la prevenzione vaccinale sia migliore della cura ad oggi disponibili (incluse le cure col cloruro di magnesio o con la vitamina C) per le varie malattie per le quali è previsto obbligo di vaccinazione.
E vorremmo pure sapere, dato che siamo per principio rispettoso della vita di tutte le creature viventi, se tali vaccini vengono fabbricati sfruttando il dolore degli animali (sfruttando ad esempio colture cellulari di reni espiantati alle scimmie) o se vengono fabbricati con tecnologie bioingegneristiche che aborriamo come uno dei più grandi crimini contro la sacralità della natura

In attesa di una risposta alla nostra presente le porgiamo cordiali saluti

 


 

Ed ecco qui sotto la risposta ufficiale che non fornisce nessuna delle prove richieste

 


 

RISPOSTA UFFICIALE

AZIENDA SANITARIA LOCALE

AREA TERRITORIALE DI BERGAMO DISTRETTO DI BERGAMO Via Borgo Palazzo 130 24125 BERGAMO Tel. 035/2270325 - Fax. 035/2270637
PADIGLIONE N.4 ROSSO 


Sig. XX / Sig.ra XY

Oggetto: perplessità sulle vaccinazioni obbligatorie e richiesta dati su sperimentazioni in doppio cieco.
In risposta ai Vostri quesiti, di cui alla lettera datata 16/0612005 prot. ASL E0094297 del 17/06/2005, si precisa che il calendario vaccinale inviato è stilato in Italia, come in altri paesi, sulla base della situazione epidemiologica che gli osservatori per le malattie infettive soggette a profilassi vaccinale monitorizzano costantemente. Le informazioni che avete acquisito dalla nostra missiva sono, per ovvi motivi di spazio, una traccia molto generale.
Qualunque altra informazione Vi potrà essere fornita tramite colloquio presso il nostro Distretto.
Parlare dei danni da vaccino non è questione che possa essere trattata per lettera, ricordando che l'esiguità, di quanto fino ad ora è noto, non permette conclusioni assolutamente certe riassumibili in poche righe quali quelle del nostro invito.

A titolo esemplificativo si riportano di seguito i dati sulla poliomielite associata a vaccinazione con vaccino antipolio orale 5abin (si ricorda che tale vaccino non viene più utilizzato dall'agosto del 2002); tratti dal testo Vaccini e Vaccinazioni del Prof. Giorgio Bartolozzi; Editore Masson S.p.A., Milano 2002.
Il vaccino Sabin in rarissimi casi fu associato a poliomielite postvaccinale, i dati si riferiscono all'esperienza americana dal 1980 al 1995, dati forniti dal CDC di Atlanta:
Rapporto fra numero di casi di poliomielite paralitica associata a vaccino (VAPP) e numero di dosi distribuite- USA 1980-1995 (CDC; 2000)

Spero che Vi sia palese quanto la tabella indica. Per quanto riguarda la situazione italiana dal 1981 al 2000 i casi di VAPP furono 14. Due casi in bimbi non vaccinati contro la polio (infettati da bimbi sottoposti a vaccinazione), altri dodici in soggetti vaccinati direttamente. I casi di VAPP quindi associati a vaccinazione furono quindi 12 in vent'anni.

Si riporta una tabella sull"andamento della poliomielite in Italia dopo l'introduzione del vaccino orale Sabin (Vaccini e Vaccinazioni, Prof. Giorgio Bartolozzi; Editore Masson S.p.A., Milano 2002), avvenuta nel 1964.
Prima di tale introduzione si vaccinava con il vaccino inattivato Salk dal 1958; i casi diminuivano ogni anno, ma il loro numero permaneva comunque alto. Nel 1958 si ebbero 8.377 casi pari ad una morbilità 16,7/100.000, nel 1963 2.830 pari ad una morbilità 5,5/100.000.
Così cambìarono le cose con l'introduzione del vaccino Sabin nel 1964.

Per qualsiasi chiarimento riguardante l'uso specifico dei singoli vaccini si ribadisce che il Distretto è a disposizione per un colloquio su appuntamento.
Si ricorda inoltre che se anche attualmente alcune malattie sottoposte a profilassi vaccinale sono quasi scomparse, permane sempre l'indicazione a vaccinare.
In Inghilterra alcuni anni orsono fu soppressa la vaccinazione antipertossica perché non si registravano più casi; quando nella popolazione gli individui suscettibili raggiunsero un numero tale da poter dar luogo ad una epidemia, questa comparve Immediatamente con forme cliniche gravi, accompagnate da complicazioni: le autorità sanitarie furono costrette a reintrodurre la vaccinazione che tutt'ora viene praticata.

Per quanto attiene alle "origini" dei vaccini:
Il vaccino contro la poliomielite Salk ha due origini di coltivazione - Cellule diploidi umane
- Cellule di rene di scimmia verde dell'Africa
I1 vaccino contro l'epatite "B" è prodotto con tecniche bioingegneristiche.
I1 vaccino contro il morbillo attualmente da noi usato è coltivato su tessuti embrionali di pollo. I1 vaccino contro la parotite attualmente da noi usato è coltivato su tessuti embrionali di pollo. Il vaccino contro la rosolia attualmente da noi usato è coltivato cellule diploidi umane.
Si allegano di seguito il testo riassuntivo d'una sentenza della Cassazione in tema d'obbligo vaccinale e, se Vi interessasse, anche il testo integrale


Il Responsabile del procedimento: dr. ZKZ 



Breve commento alla lettera dell'ASL:

In questa lettera non ci sono dati scientifici richiesti

Nessun dato relativo ad esperimenti in doppio cieco sui vaccini

Nessun dato su esperimenti con gruppo di controllo di bambini non vaccinati

Nessun dato che dimostri come i vaccini abbiano causato la diminuzione di casi di poliomielite difterite tetano etc. (le malattie stavano già scomparendo decenni prima che fosse introdotto il vaccino, e la dimuzione dagli anni '50 in poi non costituisce alcuna prova dell'utilità della profilassi vaccinale, solo la constatazione della costanza di un trend di diminuzione, per altro spesso interrotto da un piccolo rialzo dei casi di malattie subito dopo una campagna di vaccinazione)

Nessun dato che induca ad avere più paura della malattia che non del vaccino

Nessun dato da contrapporre a numerosi dati scientifici da noi segnalati, nessuna pubblicazione scientifica da opporre ad interi libri da noi segnalati.

Niente, niente di niente.

Dall'altra ASL abbiamo ricevuto l'invito ad un colloquio durante il quale ci è stato assicurato che i dati da noi richiesti non esistono, che i medici "non hanno avuto il tempo" di effettuare studi con un gruppo di controllo (in 60 anni è mancato il tempo, ma dai, per favore) perchè c'era l'urgenza delle epidemie (nell'urgenza si utilizzano mezzi che non si sa sa fanno più male che bene? si agisce a casaccio? e l'urgenza è durata 60 anni? siamo ancora in fase di urgenza? perchè non li fanno adesso gli studi?).

Ci è stato però ripetuto mille volte che bisogna vaccinare perchè in caso di epidemia potrebbe succedere che ... non avreste paura di un'epidemia ... e così via dicendo .... paura, paura, paura ...

Sì, abbiamo paura, certo, paura dei vaccini e di tutti i veleni che contengono!

Appena posso sistemo e metto on-line una replica a quando scritto dalla ASL anche se veramente mi chiedo se valga la pena, rispetto alla vuotezza di contenuti riscontrati nelle parole di chi ci vuole convincere dell'utilità delle vaccinazioni.

alcuni link utili per approfondire l'argomento

http://www.dipmat.unipg.it/~mamone/sci-dem/scidem.htm (diversi dossier molto interessanti)

http://www.comilva.org/public/comilva/ (organizzazione contro le vaccinazioni obbligatorie)

http://www.vaccinetwork.org/ (organizzazione di informazione sui danni dei vaccini e le vaccinazioni obbligatorie)

http://www.disinformazione.it/paginavaccinazioni.htm(una rassegna di articoli molto interessante di denuncia della mortale truffa dei vaccini)

Fonte: http://scienzamarcia.blogspot.com/2008/03/nessun-dato-scientifico-sostegno-dei.html

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