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Il Referendum della Sardegna di cui nessuno ha parlato: Quorum Raggiunto, Vince il Si!

Articolo del 09/05/2012

Il giorno 6 maggio 2012, con un'unica convocazione degli elettori, si sono svolti i 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali, indetti ai sensi della L.R. 17.5.57, n. 20.

Con Decreto n. 18 del 20.02.2012 il Presidente della Regione e successivo Decreto di revoca n. 9/E del 10.03.2012 ha fissato la data di svolgimento dei 5 referendum abrogativi regionali e i 5 referendum consultivi regionali con i seguenti quesiti: 

Referendum n. 1:
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 2 gennaio 1997, n. 4 e successive integrazioni e modificazioni recante disposizioni in materia di “Riassetto generale delle Province e procedure ordinarie per l’istituzione di nuove Province e la modificazione delle circoscrizioni provinciali?”. 
Referendum n. 2:
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 1 luglio 2002, n. 10 recante disposizioni in materia di “Adempimenti conseguenti alla istituzione di nuove Province, norme sugli amministratori locali e modifiche alla legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”. 
Referendum n. 3:
“Volete voi che sia abrogata la deliberazione del Consiglio regionale della Sardegna del 31 marzo 1999 (pubblicata sul BURAS n. 11 del 9 aprile 1999) contenente “La previsione delle nuove circoscrizioni provinciali della Sardegna, ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 2 gennaio 1997, n. 4?”. 
Referendum n. 4:
“Volete voi che sia abrogata la legge regionale sarda 12 luglio 2001, n. 9 recante disposizioni in materia di “Istituzione delle Province di Carbonia-Iglesias, del Medio Campidano, dell’Ogliastra e di Olbia-Tempio?”. 
Referendum n. 5:
“Siete voi favorevoli all’abolizione delle quattro province “storiche” della Sardegna, Cagliari, Sassari, Nuoro e Oristano?”. 
Referendum n. 6:
“Siete voi favorevoli alla riscrittura dello Statuto della Regione Autonoma della Sardegna da parte di un’ Assemblea Costituente eletta a suffragio universale da tutti i cittadini sardi?”. 
Referendum n. 7:
“Siete voi favorevoli all’elezione diretta del Presidente della Regione Autonoma della Sardegna, scelto attraverso elezioni primarie normate per legge?”. 
Referendum n. 8:
“Volete voi che sia abrogato l’art. 1 della legge regionale sarda 7 aprile 1966, n. 2 recante “Provvedimenti relativi al Consiglio regionale della Sardegna” e successive modificazioni?”. 
Referendum n. 9:
“Siete voi favorevoli all’abolizione dei consigli di amministrazione di tutti gli Enti strumentali e Agenzie della Regione Autonoma della Sardegna?”. 
Referendum n. 10:
“Siete voi favorevoli alla riduzione a cinquanta del numero dei componenti del Consiglio regionale della Regione Autonoma della Sardegna?”. 

Con i primi cinque quesiti si chiede di pronunciarsi sull’abolizione delle “nuove” province, realtà troppo eterogenee che possono essere sostituite dalle unioni dei comuni, più dinamiche e meno costose.
Il sesto è il referendum più importante di tutti in quanto stabilisce la riscrittura dello Statuto regionale da parte di un’Assemblea Costituente eletta a suffragio universale.
Il settimo è necessario in quanto c’è bisogno di una figura forte e rappresentativa, non di una semplice emanazione degli accordi, spesso al ribasso, dei partiti.
Il Referendum n. 8 riduce una volta per tutte lo “stipendio” ai politici. Una riduzione netta degli emolumenti con una doppia valenza: far in modo che l’apparato burocratico costi meno e che chi vuole fare politica, lo faccia per passione e spirito di servizio.
Il nono riguarda l'abolizione di enti troppo spesso strumentali e servono a dare i soldi ai politici e il decimo della riduzione del numero dei consiglieri regionali.

Il giorno dopo, il 7 MAGGIO 2012, si è svolto lo scrutinio e tutti i quesiti referendari - 5 abrogativi e 5 consultivi - hanno superato il 35 per cento dei votanti, oltre due punti percentuale rispetto al quorum richiesto per la validità della consultazione ed il SI è stato prevalente superando per ogni quesito almeno il 94% degli elettori, nonostante il completo boicottaggio da parte dei media e dei partiti.

"Una giornata di grande partecipazione popolare che rappresenta una vittoria per la Sardegna e per tutti i Sardi". Così il presidente Cappellacci ha commentato il raggiungimento del quorum per i dieci quesiti referendari. 

"I cittadini si riappropriano degli spazi della politica - ha aggiunto il presidente della Regione - e danno essi stessi impulso a una stagione di cambiamento non più rinviabile, che deve coinvolgere tutta la politica e l'intera società sarda. Al di là delle appartenenze di ciascuno, bisogna cogliere questo messaggio chiaro e la volontà espressa di una Sardegna che intende decidere con scelte autonome e di rottura con il passato".

Tutti gli approfondimenti sui dati dello scrutinio potete trovarli al sito della regione Sardegna http://www.regione.sardegna.it/argomenti/attivita_istituzionali/elezioni.html

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