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Giappone abbandona il nucleare. Noda: "Puntiamo alle rinnovabili"

Articolo del 29/04/2012

Il Giappone diminuirà la sua dipendenza dall’energia nucleare e punterà sulle rinnovabili: questo è stato l’annuncio del nuovo primo ministro Yoshihiko Noda a sei mesi dal disastro di Fukushima. Una nuova politica energetica a lungo termine che ha come obiettivo di “ridurre il più possibile la parte di elettricità d’origine atomica” per favorire lo sviluppo delle rinnovabili e divenir un modello mondiale per il settore.

Noda ha dichiarato che “ripartiremo con una pagina bianca e presenteremo entro l’estate prossima un nuovo piano energetico che arriva fino al 2030″, perché “dobbiamo creare una società basata su nuove energie. Grazie alle nostre capacità tecniche, insieme a una riforma delle leggi e a una politica di sostegno per l’adozione delle nuove energie, noi dobbiamo fare del Giappone un modello su scala globale”. Cambio di rotta dopo il disastro nucleare di Fukushima, con i piani energetici del Sol Levante che prevedevano un incremento del 50 per cento della produzione di energia elettrica attraverso il nucleare per diminuire l’emissione di gas serra e consolidare la propria indipendenza energetica.

Tra dieci giorni il Giappone sarà senza nucleare a uso civile: l'ultimo reattore operativo sui 54 totali, il n.3 di Tomari, sarà spento il 5 maggio (''verso le ore 23''). Lo ha reso noto questi giorni l'operatore dell'impianto, Hokkaido Electric Power, rilanciando i rischi di blackout in estate.

Dopo l'emergenza di Fukushima, i reattori sono stati fermati per le ispezioni di routine e non più riavviati per i timori sulla sicurezza da parte delle popolazioni locali. Al netto di reattori inutilizzabili, tra cui i n.1-4 della centrale di Fukushima Dai-ichi, e quelli considerati a rischio, come nel caso di Hamaoka (prefettura di Shizuoka), le unità operative sono state sottoposte alla manutenzione ordinaria, obbligatoria in Giappone ogni 13 mesi, che si è intrecciata con la volontà del governo di effettuare gli stress test.

Prima del disastro di Fukushima, il Sol Levante generava il 30% del proprio fabbisogno energetico dal nucleare. Ora è stato compensato via via con il ricorso ai combustibili fossili, soprattutto gas, per l'alimentazione delle centrali termiche. Il premier Yoshihiko Noda sostiene la ripartenza dei primi due reattori a Oi (prefettura di Fukui), dopo i pareri positivi dati dalle Authority sulla sicurezza, allo scopo di scongiurare l'ipotesi di blackout, mentre i sondaggi tra i residenti danno ancora in netta maggioranza i contrari al riavvio.

Fonti:

http://www.cadoinpiedi.it/2012/04/27/il_giappone_saluta_il_nucleare_spento_lultimo_reattore.html

http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/giappone-noda-abbandono-nucleare-rinnovabili-958782/

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