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Legge shock del Ministro Clini: "si ai rifiuti speciali dentro al cemento"

Articolo del 21/04/2012

Rifiuti Speciali

In Italia, anche se amiamo definirci un Paese civile, avviene in questi giorni qualcosa di diverso, per inventare come smaltire, o meglio far sparire, i 130 milioni di tonnellate di rifiuti speciali, prodotti in un solo anno. In Italia succede che il ministro Corrado Clini presenta un disegno di legge che autorizza l'uso di rifiuti speciali per produrre cemento, che verrà poi usato per costruire strade, viadotti, ferrovie, abitazioni, scuole ed ospedali. Usare rifiuti nei cementifici, per produrre materiale edile. Proprio da noi, dove abbiamo già avuto scandali di rifiuti tossici nascosti negli impasti per la costruzione di edifici, come a Treviso, o di autostrade come la Bre.be.mi.

Ad un recente convegno dell'Aitec Nomisma, il ministro Clini nel suo intervento ha dichiarato: "Vareremo entro fine mese un decreto che prevede l'impiego di combustibili solidi secondari nei processi industriali, in particolare nel settore del cemento, che aiuterà anche molte regioni ad uscire dallo stato di emergenza".

Noi ci facevamo su le battutine, riferendo quelli che consideravamo casi estremi e roba da ecomafie.

Come recuperare affari? Usando la monnezza e bruciandola nei cementifici, così non si deposita nelle discariche e non si costruiscono nuovi inceneritori. Però i cementifici sono noti per non essere oasi di tutela ambientale. Il punto però è un altro: che diavolo si brucerà sotto la voce CSS? la paura è che nei forni ci finiscano quelle famose ecoballe stipate in ogni dove in Campania.

Ministro Clini

Tutto ciò è assolutamente surreale. Si legalizza una pratica che finora era appannaggio della malavita organizzata, il riciclaggio di rifiuti speciali nei cementifici. Avremo rifiuti speciali nascosti praticamente ovunque, e senza possibilità di difenderci. Unico lato positivo di questa legge? Si toglie business alla mafia. Facendogli diretta concorrenza.

E poi? E poi solo la fantasia potrà mettere un limite ad una cosa che in nessuna parte del mondo si fa: l'incenerimento dei rifiuti industriali, che per loro natura chimico-fisica sono troppo più pericolosi dei rifiuti urbani.

I rifiuti speciali sono rifiuti non prodotti dai consumi quotidiani dei cittadini, ma di rifiuti generati durante la produzione delle merci che verranno poi distribuite, rifiuti prodotti già a monte del ciclo di consumo. 130 milioni di tonnellate significa poco oltre le due tonnellate all'anno per ogni singolo cittadino italiano. Decisamente troppo per un Paese con poco spazio e con pochi impianti di smaltimento adeguati, come il nostro.

Un dato del genere, in un qualsiasi Paese civile, dovrebbe far riflettere sui processi industriali usati in Italia, e soprattutto spingere verso investimenti che possano migliorare quegli stessi processi, spesso antiquati, nella direzione di una riduzione dello spreco di materiali in fase produttiva

L'augurio, per ora, è che su un simile decreto, non di smaltimento ma di avvelenamento sistematico del territorio e della popolazione, si sviluppi un movimento di protesta e di opposizione che per portata politica e sociale dovrebbe assumere proporzioni maggiori di altri movimenti già visti, a cominciare di no-tav, nel frattempo restiamo in attesa di vedere il decreto che varerà il ministero, e relativi regolamenti attuativi.

Fonti: 

http://www.altrenotizie.org/ambiente/4804-clini-e-la-follia-dei-rifiuti-speciali.html

http://petrolio.blogosfere.it/2012/04/legge-clini-ok-ai-rifiuti-speciali-nel-cemento.html

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