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Giappone cancella il debito della Birmania

Articolo de 26/04/2012

Tokyo, 21 apr. – Il Giappone ha condonato il debito alla Birmania e annunciato che riprendera’ anche gli aiuti finanziari. E’ l’ennesima iniziativa che punta a mettere fine all’isolamento del Paese e a rafforzare le riforme democratiche recentemente avviate dal governo. L’accordo per cancellare 3,72 miliardi di dollari di debito e riprendere gli aiuti e’ stato raggiunto durante un incontro tra il premier nipponico, Yoshihiko Noda, e il presidente birmano Thein Sein, a Tokyo.
Noda ha sottolineato esplicitamente che la decisione punta ad appoggiare la transizione democratica, la riconciliazione nazionale e lo sviluppo economico del Paese. Si tratta del primo riavvio di una programma di assistenza finanziaria da parte di un Paese industrializzato alla Birmania dopo che, a tre anni dalla repressione contro la popolazione civile, l’ultima giunta militare si e’ formalmente dissolta nel 2011 e ha trasferito il potere a un governo civile. Esecutivo i cui membri, peraltro, sono in larga parte gli stessi ex vertici delle forze armate. La visita di cinque giorni di Thein Sein, la prima di un leader birmano in Giappone in 28 anni, arriva dopo che venerdi’ l’Ue ha chiuso un accordo, che sara’ approvato ufficialmente lunedi’ prossimo, per levare le sanzioni alla Birmania, con l’unica eccezione dell’embargo di armi. L’ammontare di debito e’ il maggiore mai condonato dal Giappone. Il governo nipponico ha la speranza di poter ritornare a fornire per la fine di marzo 2013 alcuni fondi alla Birmania destinati a finanziare progetti di infrastrutture, tra cui una zona economica speciale progettata nel porto di Thilawa, alle porte della maggiore citta’ del Paese, Rangoon, che potenzialmente dara’ alle aziende giapponesi una marcia in piu’ per vincere progetti infrastrutturali per l’area. In realta’ la scarna rete di trasporto del Paese potrebbe creare problemi logistici agli investitori che vorrebbero usare il Paese come area di produzione (le ferrovie coprono solo pochi tratti, molte strade sono in pessime condizioni, anche le nuove, e si calcola che il 75 per cento del Paese sia senza accesso a una rete elettrica affidabile). A differenza di molti Paesi industrializzati, il Giappone ha mantenuto relazioni commerciali con la Birmania e non ha imposto sanzioni severe al Paese durante il lungo periodo di dittatura militare iniziato neo’ 1964. Tokyo pero’ cesso’ di concedere prestiti a lungo termine a a bassi tassi di interesse nel 1987 e cancello’, salvo eccezioni, la creazione di nuovi programmi di sviluppo dopo il terzo arresto, nel 2003, della leader dell’opposizione alla giunta militare, Aung San Suu Kyi. Al termine della riunione, il premier Noda ha annunciato che il Giappone fornira’ 600 miliardi di yen in aiuti allo sviluppo per paesi della regione del Mekong – Cambogia, Thailandia, Laos, Vietnam oltre alla Birmania – in tre anni a patire dall’aprile 2013, per migliorare le infrastruture e rilanciare l’economia dell’area.

Fonte: http://www.agi.it/estero/notizie/201204211641-est-rt10097-birmania_tokyo_cancella_debito_3_72_mld_dlr_avanti_con_riforme

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