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La Luna è abitata

Da quando sono cominciate le spedizioni lunari, si è avuto il dubbio: perché la NASA e il Governo degli Stati Uniti hanno speso e stanno spendendo centinaia di miliardi di dollari per una semplice e pura curiosità scientifica?
L’Unione Sovietica, con lo Sputnik, aveva ingaggiato una lotta simile per la conquista dello spazio, soprattutto della Luna, che aveva soltanto uno scopo apparentemente politico e militare.

E se non avessero speso tutte quelle immense risorse per delle sole roccie e polvere? Come mai in questi tempi di crisi economica, Cina, Iran, Unione Europea stanno investendo pesantemente in programmi spaziali?

Ci hanno detto che la Luna è in bianco e nero, che non c'è nessuna forma di vita da scoprire né presente né passata, che si è generata in seguito ad un impatto di un corpo celeste sulla Terra e la massa espulsa ha prodotto il satellite naturale che vediamo ogni notte nel cielo.

Ci hanno sempre mostrato immagini in bianco e nero della luna, mai a colori sebbene ci sia la tecnologia per farle tanto che viene impiegata per fotografare le galassie e nebulose distanti molti anni luce da noi.

Le rocce raccolte sulla superficie lunare sono estremamente più antiche delle rocce sulla Terra. L'età stimata, usando la datazione radiometrica va dai 3,16 miliardi di anni per i campioni basaltici provenienti dai mari lunari, ai 4,5 miliardi di anni per quelle dei continenti. Al contrario le rocce più antiche sulla Terra risalgono a 3,8 miliardi di anni fa. La teoria dell'impatto gigante non può spiegare questo fatto, tant'è che resta solo una teoria: «Non stupisce che oggi si discuta ancora della formazione della Luna, perché negli anni si sono susseguite molte ipotesi che poi, alla prova dei fatti, sono tramontate», commenta Gianluca Masi, curatore scientifico del Planetario di Roma e responsabile del Virtual Telescope. «Inizialmente abbiamo avuto la teoria della fissione, che voleva la Luna come una "costola" distaccata della Terra, poi quella della cattura, secondo cui la Luna sarebbe stata un corpo di passaggio catturato dalla forza di gravità terrestre, e ancora la teoria dell'accrescimento, secondo cui Terra e la Luna si sarebbero formate assieme nello stesso periodo.»

Ci sono numerose foto di strutture ed oggetti che non sono semplici roccie, osservatori del cielo possono confermare che ci sono luci che si accendono spengono e si muovono sulla superficie.

Riporto questo commento di un osservatore del cielo:

"Personalmente mi sono trovato ad un raduno di astrofili dilettanti e stavamo osservando alcuni crateri lunari eravamo in 8 era il 22 agosto 2006, da un cratere sulla luna vedemmo una luce accendersi per poi spostari sulla superficie lunare, accelerò e compì una sorta di manovra girando intorno la luna. Velocissimo il tutto durò pochi minuti, haime non fu fatto alcun filmato, non avevamo l’attrezzatura adatta. Ma ciò che vedemmo era reale e non un fenomeno naturale o terrestre.

C’è qualcosa lassù e tutti sanno!"

La domanda sorge spontanea: "Perchè le persone che sapevano tutto ciò non si sono mai fatte avanti?" 

La risposta è semplice: Queste persone hanno dato via le loro vite mettendo la firma sui documenti per la classificazione alla sicurezza. Se queste persone parlassero sarebbero immediatamente internate o uccise.

Fortunamente per alcuni non è facile mentire al mondo intero, così si rivolgono a degli individui o degli individui casualmente si rivolgono a loro, e così diventano insider usando un mandatario per far uscire allo scoperto la verità. Sono molto cauti quando ne parlano perché non vogliono lasciar tracce che risalgano a loro,

L'insider della NASA  che si fa chiamare BellComm, che viene richiamato nel seguente documentario ha riferito delle informazioni che erano completamente diverse dalla verità che ci è stata raccontata. Il suo mandatario allora gli chiese: "Avete mentito su molte cose, non è così?" ed egli rispose: "No, non abbiamo mentito su certe cose, abbiamo mentito su TUTTO. Non era vero nulla"

Tutti gli appassionati di astronomia sanno che la Luna è soggetta in continuazione a fenomeni anomali e misteriosi.
Ci sono i “lampi e/o bagliori estemporanei” (“Lunar Flashes”) che possono interessare, per una frazione di secondo, una Regione Lunare  apparentemente di modestissime dimensioni.
Ci sono le “luci stazionarie” (fisse e/o tremolanti) di color bianco e/o rosso e/o blu (“Lunar Flares”) che restano visibili su aree circoscritte della superficie lunare per determinati periodi di tempo che vanno dai pochi minuti alle svariate ore.
Ci sono improvvisi e difficilmente spiegabili “annebbiamenti” (“Fogging”) di alcune Regioni Lunari (spesso poste all’interno o sui margini di crateri) che, per un periodo di tempo spesso breve, divengono invisibili oppure appaiono “offuscate” agli Osservatori Terrestri, anche quando questi ultimi si trovino in condizioni di visibilità ottimale.
Ci sono gli Extra Lunar Objects (E.L.O.) che sono oggetti non poggiati sulla superficie della Luna (ossia non appartenenti alla Luna) i quali, tuttavia, appaiono agli Osservatori Terrestri come vicini alla Luna ma immobili .
Ci sono i "Fast-Walkers” o “Fast Moving Objects” (Oggetti in Rapido Movimento) che sono corpi non necessariamente prossimi alla Luna (possono anche esserlo, ma non è detto) e che, dal punto di vista degli Osservatori Terrestri, si muovono rapidamente davanti al disco lunare. A volte questi oggetti sono realmente vicino alla Luna in quanto quando si muovono si vede muovere anche la loro ombra proiettata sulla superficie lunare, e dalla grandezza dell'ombra si capisce che oggetti molto grandi.
Tutte queste anomalie sono state rilevate sia a terra che dallo spazio durante le missioni NASA.

Gli astronauti dell’Apollo 10 Tom Stafford, Gene Cernan, e John Young sentirono una strano rumore, interpretato come musica, provenire dal lato nascosto della Luna. Una musica/rumore proveniente dallo Spazio Esterno, come una sorta di fischio “anomalo”. L'evento è provato anche dai documenti ufficiali Nasa, cioè l'“Apollo 10 Lunar Module (LM) Onboard Voice Transcription (U)", che è la trascrizione delle conversazioni tra gli astronauti. Da questo documento è possibile leggere la trascrizione delle conversazioni che evidenziano la strana musica che gli astronauti ascoltarono sulla Luna.
http://www.jsc.nasa.gov/history/mission_trans/AS10_LM.PDF
Più precisamente, si parla della cosa alle seguenti pagine: 195, 197, 235, 237, 238, 241 e 242.
Sembra che il rumore/musica arrivasse via radio (VHF B).

Una menzione a parte merita la famosa cavità lunare detta "Anomalia di Lobachevsky" che, tra l'altro, è presente sul bordo di un cratere che è cambiato tra le foto dell'Apollo 16 (frame AS 16-121-19407) e quelle della sonda Clementine, cioè ci sono differenze significative tra foto scattate a 20 anni di distanza. A parte la stranezza di questo cambiamento, ci si chiede se sia una cavità di origine naturale o di origine artificiale, se sia una sorta di ingresso per un qualcosa di sotterraneo, tipo l'ingresso per una sorta di grotta o l'ingresso per una struttura artificiale. Ci si chiede anche se sia invece uno scavo effettuato in quel luogo, come se fosse una sorta di miniera. Ovviamente queste sono ipotesi non dimostrate. Clicca per vedere la foto

Moon Rising: La più grande storia mai negata

Documentario in lingua inglese sottotitolato in italiano: stiamo parlando di quelle storie che minano alla base quello che ci è stato detto e ci illuminano su come, in fondo, quasi tutto quello che sappiamo non l'abbiamo mai comprovato, mai dimostrato ma ci è stato detto da qualcun altro e l'abbiamo considerato vero. 

In questo bellissimo documentario viene dimostrato che la verità è ben molto diversa da quella che pensavamo di sapere.

Per chi comprende l'inglese, il documentario è disponibile in un video unico a questo link.

La Luna non è morta

Nel documentarmi sulla storia della ricerca lunare, ebbi occasione di leggere uno dei più dettagliati libri sull’argomento. Si trattava di quello scritto da Antonio Ribera, dal titolo “I dischi volanti esistono…?”. In appendice vi compariva una lista delle osservazioni e dei fatti che riguardavano la Luna da far rimanere sconcertati, perché il nostro satellite non è mai stato un mondo morto, come ci hanno fatto conoscere con l’educazione scolastica.
Dal XVIII Secolo, in effetti, sono stati segnalati alcuni episodi inverosimili:

- Il 22 ottobre 1790, Herschel, durante un’eclisse totale di Luna, vide diversi punti brillanti e luminosi, piccoli e rotondi.

- Il 7 Marzo 1794, il dottor William Wilkins, di Norwich, vide una luce simile ad una stella sulla parte scura del disco lunare; durò 15 minuti ed era visibile ad occhio nudo.

- Nel 1783,1787 e 1821, Herschel vide luci brillanti sopra la Luna ed intorno ad essa.

- Il 7 Settembre 1820, molti osservatori francesi videro, durante un’eclisse lunare, strani oggetti che si muovevano in linea retta, come se stessero compiendo movimenti, tipo manovre militari per la loro precisione degli spostamenti e delle evoluzioni.

- Il 9 Aprile 1867, Thos G. Elger comunicò all’”Astronomical Register” di aver visto fiammeggiare improvvisamente una parte scura della Luna come una stella di settima grandezza. Il fenomeno durò dalle 7,30 della sera fino alle 9,30. Secondo il testimone, non era la prima volta che vedeva luci sulla Luna, ma mai erano state così chiare.

- 7 Agosto 1869, il prof. Swift di Matton (Illinois), vide durante un’eclisse di Sole alcuni oggetti attraversare la Luna 20 minuti prima della totalità dell’eclisse. In Europa, i professori Hines e Zentmayer comunicarono a Les Mondes di Parigi, di aver visto anch’essi tali oggetti che sembravano viaggiare in linee rette parallele. Il “Journal of the Franklin Institute” registrò un’osservazione identica.

- 13 Maggio 1870, luci che variavano in numero, secondo gli osservatori inglesi, furono viste sul cratere Platone. Le luci si accendevano e si spegnevano alternativamente.

- 1874, il signor Lamey, in l’”Annèe Scientifique”, descrive un gran numero di corpi neri attraversare la Luna.

- 1874, Rankin testimonia di aver osservato punti luminosi durante l’eclisse di Sole.

- 24 Aprile 1877, il professor Schafarik, di Praga, osservò un oggetto di un bianco accecante che attraversava lentamente il disco lunare e usciva da esso.

- 20 Febbraio 1877, il signor Trouvelot, dell’”Osservatorio di Meudon” (Parigi) vide nel cratere Eudoxus una sottile linea luminosa, come un filo teso sul cratere.

- marzo 1877, sull’”Astronomical Register” inglese fu riportato di una luce brillante sopra il disco lunare nel cratere Proclus; lo stesso mese ne apparve un’altra nel cratere Picard.

- 21 marzo 1877, C. Barrett, astronomo inglese, vide una luce brillante sul cratere Proclus.

- 21 Marzo 1877, il professor Henry Harrison di New York, vide una luce sulla parte oscura della Luna. Contemporaneamente Frank Dennett dall’Inghilterra, vide un piccolo punto luminoso nel cratere di Bessel.

- 23 Novembre 1877, il dottor Klein comunicò al quotidiano scientifico francese “L’Astronomie”: “Vidi un triangolo luminoso sul fondo del cratere Platone”. La stessa notte dell’osservazione di Klein, alcuni astronomi statunitensi videro misteriosi punti di luce dirigersi verso Platone da altri crateri lunari, che si disposero a triangolo sopra il cratere Platone.

- 27 Settembre 1881, oggetto luminoso si muove attraversando la Luna. È stato visto dal dottor Prescott in Arizona, dal dottor Warren E. Davy e da G.O. Scott, sempre in Arizona il 7 Marzo.

- Tra il 21 Febbraio 1885 e il 19 Dicembre 1919, i fenomeni visti in vari crateri lunari comprendono: fumo rossiccio; un oggetto curvo come uno scudo; una zona nera che diventa bianca; qualcosa come un cavo luminoso nel cratere Aristarco; due luci l’11 Maggio 1885 che ripetono esattamente l’11 Maggio dell’anno seguente macchia nerissima con bordo bianco; macchia nera nel centro del cratere Copernico; oggetto nero come l’inchiostro sul bordo del cratere Aristarco; macchie nerissime sui crateri Lexall e Littrow.

- 15 Novembre 1899, da Dourite nella Dordogna (Francia), fu vista alle sette del pomeriggio un’enorme “stella” bianca, rossa e azzurra che si muoveva come una cometa vicino alla Luna.

- 10 Maggio 1902, il colonnello Markwick dal Devon meridionale vide molti oggetti colorati, come piccoli soli, che si muovevano in cielo vicino alla Luna.

- 26 Novembre 1910, da Besancon fu visto come un imponente razzo partire dalla Luna durante un’eclisse di questa (La Nature-Francia). Nello stesso giorno, il “Journal of the British Association for the Advancement of Science” comunicò che era stata vista una macchia luminosa sopra la Luna durante l’eclisse.

- 27 Gennaio 1912, F.B. Harris comunicò alla rivista inglese “Popular Astronomy” di aver visto sulla Luna un oggetto scurissimo di circa 250 metri di lunghezza e 150 di larghezza, simile ad un immenso corvo posato.

- 29 Agosto 1917, oggetto brillante che si muove sopra il disco lunare (Bollettino della Società Astronomica di Francia).

- 14-21 Giugno 1959, per varie notti consecutive Francesco Almor, illustre membro della “Società Astronomica Aster” di Barcellona, e molti altri suoi colleghi osservarono il passaggio di uno strano oggetto, o meglio un’ombra ellittica sul disco della Luna. La traiettoria dell’oggetto andava da sud a nord e oscillava ogni 15 secondi esatti ricomparendo esattamente ogni 35 minuti. Probabilmente l’oggetto si trovava ad una distanza dalla Luna di circa 2000 Km ed aveva un diametro di circa 35 Km. Ci fu gran sorpresa e meraviglia tra tutti gli studiosi. Così come bruscamente era apparso, allo stesso modo l’oggetto scomparve dopo il 21 Giugno.

Non c’è dubbio, dunque, sul fatto che la Luna sia stata teatro di strani avvenimenti e che probabilmente costituisca già da molto tempo una base d’appoggio per le civiltà extraterrestri. Ma l’episodio più interessante, proposto dagli astronomi, risale all’anno 1954. Proprio in quel periodo la Luna salì sugli onori della stampa quotidiana poiché il noto selenologo H.P. Wilkins, in una trasmissione radiofonica nazionale inglese, ebbe modo di intrattenere gli ascoltatori su vari aspetti del nostro satellite e nell’occasione rivelò la scoperta di un gigantesco ponte “naturale”.
La notizia era abbastanza insolita ma acquistò notevole valore perché il dottor Wilkins era ben noto nel campo scientifico per la sua grande mappa lunare (7,5 metri di diametro) che gli era costata ben 25 anni di lavoro. Questo fatto “marginale” gli diede la notorietà, giacché il dettaglio lunare innescò una serie di rappresentazioni tanto pittoresche quanto immaginose da attribuirgli dimensioni fantastiche e né mancò chi pensò di addossare la sua costruzione ai Seleniti, gli antichi abitatori lunari.
Il ponte era stato localizzato sulle rive orientali del “Mare Crisium”, situato presso il bordo occidentale della Luna e ben noto per la sua forma regolare. A metà circa delle sue rive orientali, in prossimità del luminoso cratere Proclus, che diffonde la sua corona di larghi raggi su gran parte del fondo cupo e vellutato del “mare”, si notano due prominenze rocciose che si fronteggiano, che nei piccoli strumenti appaiono rigorosamente simmetriche e che prendono il nome di “Promontorium Olivium” e “Promontorium Lavinium”.
Il paesaggio intorno non è molto tormentato. Ad ovest affiorano, dalla coltre scura del “Mare Crisium”, ruderi di un piccolo circolo parzialmente sepolto, “Yerkes”, accompagnato da una bassa scogliera diretta al nord che lo collega ad un piccolo cratere, ma assai profondo, “Yerkes E”.
I due promontori non sono nettamente separati: un gruppo di dettagli molto delicati li congiungono ed uno di questi è il ponte.
Pochi giorni dopo la Luna Piena, secondo le osservazioni di Wilkins, l’ombra del ponte si proietta nettamente sul tratto scuro ed uniforme che sta tra i promontori e Yerkes.
Com’era nata questa scoperta? Wilkins, ai primi di Agosto del 1953, ricevette una lettera da J.J. O’Neill, redattore scientifico del “New York Herald Tribune”, che gli annunciava di aver scoperto il 28 Luglio, per mezzo di un rifrattore di 100 mm, un gigantesco ponte naturale sulle rive del Mare Crisium, collegante due montagne separate da un intervallo di circa due miglia. O’Neill chiedeva conferma della sua scoperta e Wilkins non poté far altro che confermare, nonostante fosse abbastanza scettico inizialmente.

Anche l’astronomo P. Moore, coinvolto nella questione, confermò la presenza del ponte.
Sta di fatto che Wilkins diede altri dettagli: il ponte era una formazione chiara, lineare, molto sottile, avente un’arcata di circa tre chilometri di lunghezza, aderente ad una formazione ad essa parallela dal lato  orientale, che sembrava essere una parte di un anello semidistrutto e che è considerevolmente più alta del “ponte” stesso.
L’osservazione del ponte è assai difficoltosa data la brevità d’illuminazione del Sole, che permette di individuare i dettagli ma soprattutto le ombre.
Naturalmente non mancarono le critiche alla scoperta e la più bellicosa fu formulata dall’autorevole rivista americana “Sky and Telescope” che cercò proprio di smentire la notizia.
Non c’è da meravigliarsi se all’epoca gli americani cercassero di contrastare qualsiasi notizia che potesse far credere nell’esistenza di altre civiltà, anche se la maggior parte di coloro che si espressero sul ponte non dettero certezze assolute. Si limitarono ad affermare che il ponte presentava un interesse eccezionale dal punto di vista selenologico, che sarebbe dovuto sfociare in un enigma riguardante proprio la sua costruzione, da ritenersi essenzialmente d’origine vulcanica.

Certo che questo è un caso significativo, ma non è il solo. Vediamo altre interessanti anomalie:

Il 29 Marzo 1939, viene osservato un debole bagliore all’interno del cratere Copernico ed il gruppo di collinette vicino al centro non mostra i soliti contorni ben definiti, ma offuscati come se ci fosse della nebbia.
Il 19 Ottobre 1945, ancora Patrick Moore vide due punti luminosi brillare come stelle sulla parete del cratere Darwin, di solito molto scura.
Il 20 Giugno 1948, nel cratere Philolaus, verso nord-ovest, Raurn osservò, per oltre 15 minuti, dei bagliori con una tenue colorazione rossastra.
Il 2 Agosto 1948, Patrick Moore se ne stava a guardare il “Mare Crisium”, con lo scopo di disegnare una mappa dettagliata, quando si accorse che nel lato occidentale, presso Capo Agarurn, la cosa gli si presentò abbastanza difficile. Con grande stupore notò che la zona era ricoperta da una sostanza luminescente simile a nebbia.
Il 28 Ottobre 1963, Barr e Greenacre osservarono tre punti nella zona dei crateri Herodotus e Aristarcus: brilleranno di una luce rosso-arancio per cinque minuti.
Il 17 Luglio 1969, in contemporanea con l’Osservatorio di Bochum, gli astronauti Armstrong e Aldrin, a bordo dell’Apollo 11, osservarono un punto luminoso accendersi nella zona del cratere Aristarcus.
Ci sono state poi notizie di cambiamenti topografici del suolo lunare.

Sempre vicino al bordo del “Mare Crisium”, il noto ricercatore Schröeter aveva osservato un cratere di circa 36 Km di diametro, che chiamò “Alhazeen”, mentre al giorno d’oggi si possono notare nient’altro che depressioni mal definite tra due picchi, ma nessuna traccia di “Alhazeen”.

Le sorprese però non finiscono qui perché ci sono anche le scomparse di altri crateri.
Ad esempio c’è la famosissima storia del cratere “Linneo”.
Nel 1788 Schröeter descrisse Linneo come una piccolissima macchia rotonda, luminosa e senza una struttura craterica evidente.
Riccioli, nella sua mappa del 1652, lo descrisse però come un riconoscibile cratere di dimensioni apprezzabili.
Nel 1824 Lohrmann gli attribuì un diametro di ben 7 Km, mentre J. Schmidt, nel 1843, lo descrisse con un diametro di ben 11 Km e addirittura nel 1866 ne annunciò la sparizione.
Nel corso degli anni il diametro di Linneo viene osservato avere 880 metri sino al valore attuale, stimato in circa 1200 metri.
Queste continue variazioni hanno certamente creato un nuovo enigma negli studiosi lunari, ma ammontano oramai a più di 1500 i casi del genere che possono essere spiegati con ipotesi non naturali.
Il mondo astronomico li ha catalogati col nome di “Fenomeni Lunari Temporanei” (FLT) e si pensa che essi possano essere causati da eruzioni vulcaniche o da semplici fuoriuscite di gas dovute a smottamenti del suolo come conseguenza della forte variazione di temperatura tra le zone in ombra e quelle esposte al sole.
Nel Novembre del 1958 l’astronomo sovietico Kozyrev, mentre svolgeva la sua attività presso l’Osservatorio Astrofisico della Crimea, notò che il picco centrale del cratere “Alphonsus” divenne molto lucido e di colore rossastro. Dopo circa due ore il picco assunse un aspetto bianco brillante e poi tornò alla normalità.
Attraverso studi comparati, Kozyrev dedusse che si era verificato un fenomeno di vulcanesimo, con espulsione di polveri ed emissione di gas d’origine magmatica. Il tutto corrispondeva a poche centinaia di migliaia di metri cubi.
Molti anni più tardi la NASA ammise che la Luna fosse un “pianeta” relativamente morto per quanto riguardava il vulcanesimo attuale. Allora quali spiegazioni si possono dare a questo tipo di evento?
Gli scienziati continuarono a scervellarsi, cercando disperatamente di trovare una spiegazione naturale del FLT. Viene però spontaneo chiedersi se si fosse trattato di un fenomeno naturale, non ancora conosciuto alla nostra scienza.

Cerchiamo ora di esporre altri fatti misteriosi tratti da osservazioni lunari, in particolare con l’avvento dell’astronautica. Per arrivare a quest’obiettivo reputo il libro, scritto da George H. Leonard, “Qualcun altro è sulla Luna”, una pietra miliare di sicuro interesse, anche perché l’autore analizza le numerose foto acquisite con le esplorazioni lunari. Inizia la sua ricerca con una scoperta clamorosa: nell’area compresa tra i crateri Bullialdus e Lubinicky vi è una macchina gigante straordinaria, accompagnata da un’incastellatura che ha tutta l’aria di essere un generatore che potrebbe sfruttare l’energia solare o energie a noi sconosciute. Leonard inoltre elenca e discute tutta una serie d’anomalie riscontrate nelle varie foto, ne riportiamo di seguito alcune.

Il 26 Agosto 1966 la sonda americana “Orbiter 1″ scattò una serie di foto sulla faccia nascosta della Luna. In una di queste si evidenziava la presenza di un cratere largo una cinquantina di Km fuso con le pareti di un cratere più piccolo. I crateri in discussione avevano indiscutibilmente la forma di un ottagono. L’autore ha scoperto attività di vaporizzazione e nebulizzazione in prevalenza sulla faccia nascosta della Luna. Un esame più ravvicinato dell’area “Bullialdus-Lubinicky” e di “Tycho”, rivela la presenza di più servomeccanismi a X, di più di un cratere ad imbuto in corso di lavorazione e naturalmente di più segnali a croce sul bordo del cratere. Egli trae, da questi fatti, alcune conclusioni interessanti ed in particolare pensa che crateri di determinate dimensioni e con una forma caratteristica non si siano formati per impatto meteorico, o per fenomeni vulcanici o per altre cause naturali, ma grazie all’attività consapevole ed intelligente dei Seleniti. Precisa, infine, che parte del terreno che presenta il cosiddetto “effetto stagno” non è una reliquia di un remoto passato ma l’effetto dell’azione vaporizzante dei servomeccanismi fatti a X. Con un insieme d’attrezzature aventi un raggio d’azione che supera almeno 40 volte quelle usate sulla Terra, i Seleniti sono impegnati a polverizzare una montagna alta quasi 5800 metri. Di questo fatto Leonard dà spiegazioni dettagliate. Analizzando con molta cura le foto realizzate dalla sonda “Ranger VII”, Leonard si è accorto che il suo impatto lunare (31 Luglio 1964) era avvenuto a circa 350 chilometri dal cratere “”Bullialdus”, guarda caso dove era stata già notata un’imponente apparecchiatura collegata ad un generatore e dove si era registrata un’intensa attività sismica. Una delle foto, che aveva sconcertato gli scienziati della NASA, mostrava sei oggetti costruiti con notevole maestria ed una nuvola di foschia o di vapore che fuoriusciva da una protuberanza a forma di torretta. Leonard ha dedotto subito che la sonda “Ranger VII” fosse stata programmata per individuare proprio questo bersaglio e scoprire così il grande mistero. Ha dichiarato poi che la zona era molto probabilmente un parcheggio per cosmoaerei all’esterno di una delle entrate principali di una città sotterranea. Egli afferma ancora che esaminando più da vicino un determinato tratto di terreno lunare, ha la sensazione di trovarsi davanti a lavori di mimetizzazione, a contraffazioni, ad una messinscena, probabilmente perché i Seleniti non vogliono presentarci la superficie lunare com’è veramente. Lo studio di molte foto lunari lo porta a considerare il fenomeno dei solchi scavati dai massi che sono rotolati lungo il pendio di qualche rilievo. La NASA stessa ha ammesso di non poter dare alcuna spiegazione sulla causa che ha fatto rotolare i massi. Leonard si chiede: ma sono stati proprio quei massi a scavare i solchi? Nel continuare la ricerca egli ha scoperto che nella foto 67-H-1135 l’oggetto più piccolo che vi compare ha lasciato una scia, che è la più lunga di tutte, ed è uscito da un cratere prima di continuare la corsa giù per la collina. E sul masso in questione s’intravede un disegno simmetrico. Un messaggio dei Seleniti? La foto 67-H-758 rappresenta un edificio, un veicolo o una forma di vita. Uno degli enigmi più difficili da spiegare riguarda i raggi bianchi che fuoriescono da molti crateri e si diffondono in tutte le direzioni. Ci sono raggi così larghi che non è possibile distinguerli singolarmente perché formano una massa bianca intorno al cratere; altri sono stretti come linee di gesso. E nessuno sa come si sono formati. I Fenomeni transienti Lunari potrebbero essere prodotti da un’attività industriale che elimina i gas per pompaggio, quindi ci devono essere momenti in cui i termofusori interrompono l’attività e i bagliori si spengono. Leonard è dell’opinione che il cratere “Tycho” sia una zona di notevole interesse: in un’area di circa 1800 ettari vi é un’intensa attività e vi è presenza d’enormi costruzioni. Ci sono poi i “terreni raschiati” visibili all’estremità di alcuni crateri più piccoli. Il terreno raschiato ha sempre forma di un quadrato o di un rettangolo. Nella maggior parte dei casi le aree raschiate e livellate si trovano ad intervalli di 90° intorno al cratere. Sembra abbastanza credibile che questi terreni raschiati e livellati siano il risultato di un’attività intelligente. Forse stanno ad indicare i luoghi dove alcuni oggetti si poserebbero durante i lavori di vaporizzazione del cratere?

La foto 67-H-327 mostra un cratere il cui orlo è indubbiamente a forma d’esagono. Nel punto culminante si trova l’oggetto appollaiato all’interno dell’orlo e sembra una campana subacquea sui trampoli: questo presenta una somiglianza straordinaria con alcuni veicoli terrestri destinati all’allunaggio. La Luna ha una superficie piena di contrassegni assai interessanti. C’è una presenza di geroglifici, di segni o contrassegni dei quali quello che si ripete di più è quello dell’albero della vita. E sempre è chiuso in un cerchio o in un ovale. Sulla Luna si trovano pure segnali o frecce direzionali. L’esempio più significativo si trova sugli altipiani nei pressi del cratere “King”. Sulla Luna è visibile una struttura interessante che assume la forma di una torre esile e slanciata, alta un chilometro e mezzo e forse più. È una delle prove più chiare ed evidenti della presenza d’esseri intelligenti. Le torri sono invariabilmente diritte ed allungate e, cosa ancor più interessante, quando si trovano su un rilievo o su un massiccio montuoso, si trovano sempre nel punto più alto. Si possono così riassumere:

- Antenne in cima alle montagne
- Torri collegate da un cavo o da un filamento
- Torri isolate che si ergono verticalmente dal terreno
- Strutture anomale:strutture a S che si alzano verso il cielo,torri a zig-zag e parallele
- Ci sono fenomeni che sfuggono ad una precisa classificazione per la loro eccentricità

Il libro termina con un’affermazione di Sam Wittcomb, ex dipendente della NASA, dopo aver espressamente affermato che gli addetti alle ricerche spaziali non possono assolutamente parlare di quanto sanno sulla Luna e su altre missioni nei vari pianeti: ”Nella primavera del 1975 si sono riuniti scienziati provenienti da molti paesi. L’incontro si è svolto in Inghilterra. Volevano parlare con calma degli extraterrestri e delle loro attività. Molti responsabili politici però si sono spaventati. Hanno invitato un fisico del Colorado, un certo Joachim Kuetner, che aveva lavorato al programma lunare e sapeva quello che accade lassù. Aveva notizie di prima mano sulla frenetica attività edilizia e sugli scavi in corso, sulla vaporizzazione dei crateri e sui lavori d’incisione e rifinitura dei rilievi e delle creste dei crateri. Non so esattamente di cosa abbiano parlato. Ma puoi scommettere che sanno benissimo che la Luna non appartiene più al popolo della Terra, se mai lo è stata. La Luna è Loro.”

MISTERIOSA COPPIA DI LUCI SULLA LUNA RIPRESA IL 19 AGOSTO 2010.

Strutture artificiali sulla luna: quello che la NASA ci nasconde

Armstrong, Collins e Aldrin lhanno incontrato gli extraterrestri approdando sulla luna in occasione della missione Apollo 11.

Ben inteso, il governo si è di nuovo ingegnato per mistificare il caso riportando voci false e diffondendo, ad esempio, foto ritoccate che dimostravano come gli americani non avessero mai messo piede sulla luna.

Gli astronomi, come abbiamo esposto diffusamente sopra,  parlavano già di disegni geometrici misteriosi e di onde luminose nei crateri: la luna era oggetto di un'attività extraterrestre che suscitava l'interesse di numerosi scienziati prima della realizzazione delle missioni Apollo.

Ecco ciò che è realmente accaduto in occasione di quella missione sulla luna.

Il 21 luglio 1969, l'equipaggio dell'Apollo 11 scorge un oggetto volante piuttosto voluminoso che segue la sua direzione.

Alcuni pirati informatici intercettano allora conversazioni segrete che mostrano come il pubblico venga ingannato da mistificazioni governative. Alcuni radioamatori riescono a captare segnali radio tra Houston e l'equipaggio dell'Apollo 11. Le parole pronunciate dagli astronaute sono alquanto eloquenti:

Armstrong: "Cosa sono? Cosa sono... per la miseria! Sono immense... enormi... Mio Dio, non ci crederete mai!".
Houston: "Cosa?... Cosa succede?"
Armstrong: "Sono là, sotto la superficie".
Houston: "Cosa succede? Controllo Missione chiama Apollo 11..."
Armstrong: "Affermativo, ci siamo tutti e tre. E loro sono qua da un po' di tempo, a giudicare dagli insediamenti... Le dico che ci sono altre astronavi là… allineate sull'altro bordo del cratere... Sono sulla luna e ci osservano".

La Nasa non ha mai rilasciato commenti sulle parole pronunciate dall’equipaggio. Ancora una volta, il pubblico viene allontanato dalla Verità.

Alcuni anni dopo, anche gli astronauti delle missioni Apollo 16 e 17 sono testimoni di fenomeni extraterrestri. Sul pianeta appaiono segnali luminosi. Gli astronauti si accorgono di essere seguiti da un UFO.
La Nasa, nuovamente, non sente il bisogno di fornire una spiegazione a riguardo e ciò fa sospettare una censura del governo sulla possibilità di una forma di vita intelligente sulla luna.

Le testimonianze orali captate dai pirati parlano da sole:

Duke: "C'è un oggetto dietro di noi, ruota su se stesso. È sempre là, alla stessa distanza. Sembra che ci segua".
Houston: "Ricevuto Charles. Crediamo che questo oggetto che avete individuato vicino all'oblò possa essere uno dei portelli".
Duke: "Sì, può essere, ma... per la miseria... quando ci siamo girati ho visto uno di questi oggetti fare un balzo a una velocità molto elevata".

La scoperta di forme di vita sulla Luna è stata classificata immediatamente come segreta, poiché è così incredibile che potrebbe anche scuotere i principi sociali esistenti, come riferisce il quotidiano russo “Vecherny Volgograd”.
Qui di seguito un estratto dall’addetto dell’Ufficio stampa: “Gli scienziati e gli ingegneri della NASA che partecipavano all’esplorazione di Marte e della Luna hanno riferito i risultati delle loro scoperte al Washington National Press Club il 21 marzo 1996. È stato annunciato per la prima volta che strutture e oggetti artificiali sono stati scoperti sulla Luna”.
Gli scienziati hanno parlato piuttosto cautamente ed evasivamente di questi oggetti, ad eccezione dell’avvistamento di un UFO. Essi hanno sempre citato che l’esistenza dei manufatti è possibile e hanno dichiarato che le informazioni erano ancora sotto studio e che i risultati ufficiali saranno pubblicati in seguito.
All’incontro è stata citata anche la notizia che l’Unione Sovietica faceva uso di materiale fotografico in suo possesso che avrebbe provato la presenza di tale attività aliena sulla Luna. E, benché non fosse precisato di quale genere di attività si trattasse, migliaia di riprese fotografiche e video ottenute dalle missioni Apollo e dalla sonda spaziale Clementine mostravano molte parti della superficie lunare dove questa attività e le sue tracce erano perfettamente evidenti. I film e le fotografie video fatti da astronauti americani durante il programma Apollo sono stati mostrati nel corso dell’incontro.

La gente era estremamente sorpresa perché questo materiale non era mai stato presentato al pubblico. Gli esperti della NASA hanno risposto: “Era difficile prevedere la reazione della gente all’idea che alcune creature aliene sono state o potrebbero essere ancora sulla Luna. Inoltre, c’erano alcune altre ragioni per questa cautela, visto che tutto questo andava oltre la volontà della NASA”.
Lo specialista di studi lunari Richard Hoagland sostiene che la NASA sta ancora provando ad alterare il materiale fotografico in suo possesso prima che esso sia diffuso nelle documentazioni pubbliche. Gli esperti fanno ritocchi durante la copiatura per il pubblico. Qualche investigatore, e Hoagland è tra loro, suppone che una specie di creature extraterrestri abbia utilizzato la Luna come una base durante la loro attività sulla Terra. Tali ipotesi sono confermate dalle leggende e dai miti delle varie nazioni del nostro pianeta.
Le rovine delle città lunari si allungano per molti chilometri. Enormi cupole posate su massicci basamenti, numerose gallerie e altre costruzioni aliene portano gli scienziati a riconsiderare le loro opinioni sulla storia della Luna. Il quesito sul come si sia formata la Luna e su quali principi si basi la sua rotazione rimangono, per gli scienziati, ancora un grande problema da risolvere.
Alcuni oggetti sulla superficie lunare, parzialmente distrutti, non possono essere catalogati come formazioni geologiche naturali, dato che essi mostrano una formazione complessa e una struttura geometrica. Nella parte superiore di Rima hadley, non lontano dal luogo dove l’Apollo15 era atterrato, è stata scoperta una costruzione circondata da un muro con la forma di una “D”. Proprio in questo periodo, vari manufatti sono stati scoperti in 44 regioni lunari. Il “NASA Goddard Space Flight Center” e lo “Houston Planetary Institute” stanno indagando su queste aree. Misteriosi scavi a forma di terrapieno di roccia sono stati scoperti vicino al cratere Ticho. Gli scavi concentrici esagonali e l’entrata della galleria sul lato delle terrazze non possono essere i risultati di processi geologici naturali; al contrario, il loro aspetto è molto simile all’effetto delle aperture ottenute con le mine.
Vicino al cratere Copernicus è stata scoperta una cupola trasparente che si innalza sopra il bordo del cratere. La cupola è insolita, visto che sembra emanare una luminescenza bianca e blu dall’interno.
Un altro oggetto piuttosto insolito, che è insolito infatti anche per la Luna, è stato scoperto nella parte superiore dell’area Factory. Un disco di circa 50 metri di diametro si erge su un basamento squadrato, circondato da mura.

Nell’immagine, vicina al rombo, possiamo anche vedere una feritoia oscura e arrotondata nella terra, che somiglia a un’entrata di un hangar sotterraneo. Esiste inoltre una zona rettangolare tra l’area Factory e il cratere Copernicus, della misura di metri 300 per 400.
Gli astronauti dell’Apollo10 hanno scattato una fotografia (AS10-32-4822) di un oggetto della lunghezza di un miglio che è stato chiamato “Castle, Il Castello”. L’oggetto ha un’altezza di 14 chilometri e getta un’ombra distinta sulla superficie lunare. Sembra che l’oggetto sia formato da numerose unità cilindriche e da una grande congiunzione che li unisce. La struttura porosa interna del “Castle” è visibile chiaramente in una delle immagini e dà l’impressione che alcune parti dell’oggetto siano trasparenti.
Alla fine dell’incontro, dove erano presenti molti scienziati della NASA, quando Richard Hoagland ha richiesto, per la seconda volta, gli originali delle immagini riguardanti il “Castle”, non è stata reperita alcuna immagine utile. Esse sono scomparse anche dall’elenco di immagini fatte dall’equipaggio dell’Apollo10. Nell’archivio della NASA sono state trovate solo le immagini approssimative dell’oggetto, che sfortunatamente non ne mostrano la struttura interna.
Quando l’equipaggio dell’Apollo 12 atterrò sulla superficie lunare si accorse che lo sbarco era stato osservato da un oggetto piramidale mezzo trasparente. L’oggetto si muoveva solo pochi metri dalla superficie lunare e irradiava tutti i colori dell’arcobaleno contro il cielo nero. Nel 1969, quando il film sugli astronauti che si muovevano sulla superficie lunare del “Mare delle Tempeste” ha dimostrato questi fatti (gli astronauti videro gli strani oggetti, i “vetri striati” come vennero chiamati successivamente), la NASA ha infine capito a quali conseguenze tale genere di controllo potrebbe portare.
L’astronauta Mitchell ha risposto in maniera efficace alla domanda sulle sue sensazioni dopo il suo ritorno: “il mio collo mi duole ancora dato che ho dovuto girare costantemente la testa, perché là sentivamo di non essere soli. Non avevamo scelta se non pregare”. Johnston, che ha lavorato all’Houston Space Center ed ha studiato le fotografie e il materiale video realizzato durante il programma Apollo, ha discusso sui manufatti con Richard Hoagland e ha affermato che la leadership della NASA era terribilmente infastidita, per dirla dolcemente, per il grande numero di oggetti anomali sulla Luna. È stato detto anche che i voli sulla Luna potrebbero essere messi sotto divieto.
Gli investigatori sono particolarmente interessati alle strutture antiche che somigliano a città parzialmente distrutte. Le fotografie rivelano una geometria straordinariamente regolare di costruzioni allineate e rettangolari. Essi somigliano alle nostre città viste dall’altezza di 5-8 chilometri. Uno specialista del controllo delle missioni ha fatto commenti sulle immagini: “I nostri amici hanno osservato rovine di città lunari, piramidi trasparenti, cupole e il Dio sa che altro, che sembra essere attualmente nascosto nel profondo delle cassaforti della NASA, e tutto questo ricorda quando Robinson Crusoe ha incrociato improvvisamente le impronte di piedi nudi sulla sabbia della sua isola deserta “.
Che cosa dicono i geologi e gli scienziati dopo avere studiato le immagini delle città lunari e degli altri oggetti anomali? Essi dicono che tali oggetti non possono essere formazioni naturali. “Dovremmo ammettere che essi sono artificiali, specialmente le cupole e le piramidi “. La prova ragionevole della manifestazione di una civiltà aliena che ha fatto inaspettatamente la sua comparsa vicino a noi.

In questa foto scattata dal Nasa Ames Research Centre, possiamo vedere chiaramente due possibili strutture, si evince chiaramente un edificio di forma quadrata, l'altra a destra si presenta come una struttura di forma triangolare o forse un ponte.

Clicca per vedere la foto ad alta risoluzione.

Le foto della missione spaziale cinese Chang'e-2

Con il programma Chang'e 2 orbiter, (fase iniziale del programma luna), hanno effettuato fotografie della superficie lunare con una risoluzione mai registrata. La seconda fase, del progetto luna del programma spaziale cinese. Prevede la discesa di un rover sulla superficie lunare (Change'e 3).

Il Dr. Michael Salla ha indicato che dalle foto trapelate attraverso i canali ufficiali del Centro Spaziale cinese, si osservano benissimo alcuni edifici facenti parte di una struttura o complesso militare-industriale extraterrestre, e che la Terra viene monitorata all'ordine del giorno dagli Alieni.

La foto a lato proviente scattata dal  Chang'e 2 è simile a molte altre immagini che sono trapelate dalla NASA attraverso un insider.

Sembra che i cinesi, mostrando questo materiale fotografico, hanno anche confermato che gli alieni esistono e che sono anche in contatto con loro. I cinesi quindi hanno probabilmente già contattato questi alieni? Questo spiegherebbe il perché della costruzione futura di sofisticati radiotelescopi, che servono per la ricerca e contatto con altre forme di vita Aliena, e che molti altri sono in costruzione in questo momento.

"L'Insider della NASA - afferma Michael Salla - mi ha confermato che esiste una relazione in cui si afferma che ci sono delle immagini che provengono da una fonti ufficiali del governo cinese, in cui si conferma che la Cina stessa pubblicherà immagini ad alta risoluzione prese dall'Orbiter lunare Chang'e-2, mostrando chiaramente edifici e strutture sulla superficie della Luna. In questo kit di foto prese dall'Orbiter Chang'e 2, esiste altro materiale che scotta...
Sembra che la NASA ha deliberatamente bombardato aree importanti della Luna, nel tentativo di distruggere i manufatti antichi e di installazione Aliena. Tutte queste immagini saranno pubblicate, mostrando chiaramente crateri da impatto nucleare e detriti di costruzione causati dalle esplosioni create apposta dalla NASA per distruggere la verità. 
La Cina al contrario, si sta muovendo verso la full disclosure, ovvero la piena e totale rivelazione della realtà extraterrestre. Se queste immagini verranno verificate come autentiche, il futuro della NASA non sarà più roseo come prima ma dovrebbe essere indagata per frode e tradimento. Attendiamo a giorni che la Cina possa pubblicare tutti i dati e le immagini dell'Orbiter Chang'e-2 nelle prossime settimane e mesi, sperando che questo sia l'inizio di una nuova era di verità.

Bibliografia

Un astrofisico afferma: Su Europa, satellite di Giove, c'e' una civilta'.

Il fatto che sulla Luna possa esserci ancora una civiltà come dettagliatamente documentato in questa pagina non deve sorprendere: probabilmente tutto il sistema solare presenta delle situazioni analoghe.

Questa intervista, fatta all’astrofisico russo Boris Rodionov, apparve sul quotidiano “La Stampa” il giorno 30 gennaio 1998. I quesiti furono posti da Giulietto Chiesa. Chissà perchè non se ne parla più. Buona lettura. Continua a leggere

Oggetto gigante apparso vicino Mercurio sconcerta gli astronomi di tutto il mondo

Durante la visione di una espulsione di massa coronale in viaggio dal sole, la sonda SOHO della NASA ha scoperto un enorme oggetto vicino al piccolo Mercurio.

Ecco il video che mostra come a seguito del bagliore che raggiunge Mercurio, un enorme oggetto appare accanto al pianeta: Continua a leggere

Ufo avvistati e ripresi sulla Luna

Alcuni dei filmati che vi proponiamo sono stati registrati da astronomi dilettanti e ripropongono alcuni avvistamenti di sfere di luce sulla Luna. Il primo video riguarda un avvistamento di 5 UFO ripresi tramite telescopio, negli altri video invece, si vedono sfere di luce arrivare dallo spazio e andare verso la superficie lunare. Non conosciamo gli autori dei filmati in questione e ci riserviamo per eventuali video “falsi”, ma sembrerebbe che il primo video, dove si vedono 5 sfere di luce dirigersi verso la superficie lunare, sia autentico. Continua a leggere

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Neil Armstrong, primo uomo sulla luna

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il ponte lunare sul "Mare Crisium". La presenza dell’arco è resa evidente dalla sua ombra con illuminazione proveniente da est.