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Terremoti in Emilia: la terra si è alzata di 15 centimetri e alcuni quartieri rischiano di sprofondare!

Articolo del 29/05/2012 

Continua emergenza sismica in Emilia dove il sindaco di Sant'Agostino, una delle zone piu' duramente colpite dal sisma, ha deciso di far evacuare ben due quartieri della frazione San Carlo per rischio sprofondamento. Il fenomeno della “liquefazione” mai verificatosi prima di oggi nella nostra penisola è osservabile nella località di Sant’Agostino dove una lunga crepa ha letteralmente spaccato il paese, spostando gli immobili limitrofi di circa dieci centimetri.

La situazione è stata aggravata dalla fuoriuscita dalla crepa di fango, melma, acqua che hanno invaso case e negozi che stanno collassando e che hanno quindi dovuto essere evacuati. Solo nelle terribili immagini del terremoto e del maremoto di Fukushima, in Giappone, ricordavamo di aver visto qualcosa di analogo

Video: http://www.telestense.it/san-carlo-geologi-studiano-linvasione-della-sabbia-0523.html 

A complicare la situazione sono intervenute anche rotture della rete idrica che hanno agevolato l‘espulsione del materiale sabbioso intriso d‘acqua dal sottosuolo. In pratica, durante la scossa principale, la falda acquifera sotterranea si è sollevata bruscamente verso l’alto, andando ad inglobare lo spesso strato di sedimenti sabbiosi che erano presenti nel sottosuolo. L’ammasso di fanghiglia che si è venuto a creare ha premuto con forza verso l’alto fino a fuoriuscire in superficie, come una sorta di “eruzione”, attraverso le fratture che si sono aperte nel terreno.

Una volta che il fango è stato disteso sopra la superficie terrestre il terreno sottostante, privo della precedente sedimentazione, ha ceduto. Il problema ora sta nel fatto che questo processo ha fortemente modificato la struttura del sottosuolo, creando fenomeni di “subsidenza” che possono mettere in pericolo la stabilità degli edifici.

Inoltre il forte terremoto di sabato scorso ha fatto sollevare il suolo di 15 centimetri in alcune zone in cui c'e' stato un vero e proprio slittamento questo ha innescato una destabilizzazione dell'area che potra' durare anche per alcuni mesi.

Questi i dati rilevati dai satelliti radar di Cosmo-SkyMed dell’Asi hanno mostrato la deformazione della superficie, permettendo ai ricercatori di Cnr-Irea e Ingv di fare le prime valutazioni sulla zona colpita.

Nell’emergenza post terremoto infatti il Dipartimento della Protezione Civile, fin dalle primissime ore dopo il sisma, ha coinvolto l’Asi Agenzia Spaziale Italiana, il Cnr-Irea Consiglio nazionale delle ricerche-Istituto per il rilevamento elettromagnetico dell’ambiente e l’Ingv Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, per la programmazione di nuove acquisizioni radar dai satelliti della costellazione Cosmo-SkyMed al fine di disporre, in tempi molto rapidi, di informazioni circa la deformazione crostale connessa alle scosse sismiche di maggiore energia: tipo di deformazione, entità ed estensione del territorio interessato. Grazie alle informazioni satellitari è stato possibile completare il quadro della situazione dell’area colpita dal sisma.

I dati sul sollevamento dell’area studiata pari a circa 15 centimetri concordano con quelli dei sismologici, rilevano gli esperti, e mostrano un piano di rottura principale immergente verso Sud lungo il quale la parte meridionale di questo settore della Pianura Padana si è accavallato sul settore settentrionale (faglia di sovrascorrimento). L’ultima acquisizione dei satelliti Cosmo-SkyMed sulla zona interessata dal sisma è avvenuta la sera del 19 maggio, poche ore prima dell’evento. Per poter calcolare la deformazione del suolo è necessario attendere che uno dei satelliti ripassi esattamente sulla stessa orbita. L’Agenzia Spaziale Italiana ha immediatamente predisposto l’acquisizione del primo passaggio utile post-terremoto, avvenuto nella serata del 23 maggio. I dati sono stati prontamente elaborati da un team di ricercatori coordinati da Eugenio Sansosti del Consiglio Nazionale delle Ricerche e da Stefano Salvi dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia.

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